Tempi duri per Nvidia. Atteso calo del 15% dopo blocco cinese

Claudia Cervi

18/09/2025

Nvidia frena. Il blocco della Cina sui chip AI fa tremare Wall Street. È il momento di comprare, tenere o alleggerire? Analisti divisi. Ma Intel vola (+30%).

Tempi duri per Nvidia. Atteso calo del 15% dopo blocco cinese

Wall Street inizia a dubitare di Nvidia. Dopo due anni di rally che hanno reso l’azienda il simbolo della rivoluzione AI, il vento sembra girare. Dopo un 2024 sopra le righe (+171%) e un 2025 partito col turbo (+25% da gennaio), il titolo oggi quota intorno ai 170 dollari e molti si chiedono se non sia arrivato troppo in alto per continuare a correre. La notizia dell’ordine di Pechino di bloccare l’acquisto dei chip AI di Nvidia da parte delle big tech cinesi rischia di essere il primo vero stress test per un titolo che finora sembrava immune a tutto.

E allora la domanda è inevitabile: il blocco cinese sarà una semplice turbolenza o l’inizio di una fase di correzione più profonda? Gli analisti restano divisi: 43 su 48 mantengono un rating Buy o Strong Buy, con target price medi a 181,27 dollari e punte fino a 250. Ma i primi segnali di rallentamento su utili, EPS e free cash flow iniziano a far storcere il naso anche ai più ottimisti. E in un mercato che prezza Nvidia a multipli elevatissimi, basta poco per invertire il sentiment.

Nvidia, macchina da utili ma il mercato rallenta

I fondamentali di Nvidia restano solidi. I margini lordi sono vicini al 70%, il segmento dei data center cresce a doppia cifra e ricavi trimestrali continuano a battere le stime del consensus. Per il momento, Nvidia è nella maggior parte dei portafogli di fondi e investitori istituzionali. E questo sostiene il titolo nei momenti di volatilità. Tuttavia, alcuni analisti hanno notato il rallentamento di alcuni indicatori chiave e insinuano il dubbio che la fase di crescita esponenziale possa lasciare spazio a un ritmo più “normale”: la velocità con cui crescono utili e ricavi è infatti inferiore alle medie degli ultimi tre anni.

A complicare le cose c’è poi la concorrenza. AMD e Intel scalano le posizioni nel mercato dei chip AI e colossi come Microsoft, Amazon e Meta progettano chip proprietari per ridurre la dipendenza da Nvidia. Sul fronte geopolitico, la Cina non solo ha bloccato l’acquisto di chip, ma accusa l’azienda di violazioni antitrust. Se i margini dovessero iniziare a comprimersi, l’attuale valutazione rischia di diventare difficile da giustificare. Alcuni analisti stimano che un eventuale rallentamento della crescita degli utili potrebbe riportare il titolo verso l’area dei 142-150 dollari, un livello di supporto importante, determinando una correzione fino al 15% dai livelli attuali.

Di fronte al blocco della Cina, Nvidia non è però rimasta a guardare e ha messo in atto una contromossa strategica per ridurre l’esposizione al mercato cinese e rafforzare le alleanze domestiche. Nello specifico, Nvidia ha investito 5 miliardi di dollari in Intel con una partnership per lo sviluppo congiunto di CPU x86 con GPU RTX integrate. Con Intel al centro della produzione, Nvidia punta a consolidare la propria posizione negli Stati Uniti e a garantire continuità di fornitura per data center e AI cluster, anche in caso di restrizioni commerciali prolungate da parte di Pechino. Dopo la notizia entrambe le società hanno messo il turbo: Intel guadagna oltre il 30%, mentre Nvidia il 3,5%.

Comprare, tenere o alleggerire?

Grafico Nvidia Grafico Nvidia Fonte Tradingview

Dai record a 184 dollari Nvidia ha già perso oltre il 7%. Cosa fare adesso? Il sentiment di mercato resta in gran parte rialzista. Secondo i dati più recenti, 43 analisti su 48 mantengono una raccomandazione di acquisto su Nvidia, con target price che vanno da 165 a 225 dollari. Daiwa Securities ha alzato il proprio obiettivo a 205 dollari con rating “Outperform”, mentre Bernstein vede un potenziale di rialzo fino a 225 dollari e conferma il giudizio “Buy”. Considerando che oggi il titolo viaggia intorno ai 170 dollari, il mercato sconta già buona parte delle aspettative, ma lascia ancora spazio a un ulteriore +20-30% se lo scenario migliore dovesse concretizzarsi.

Chi ha già guadagnato molto nel 2024 e 2025 potrebbe valutare di alleggerire una parte delle posizioni per proteggere i profitti, mentre chi guarda al lungo termine potrebbe sfruttare eventuali correzioni come opportunità di accumulo. La chiave sarà monitorare i prossimi trimestri.
Graficamente, la violazione di area 165 potrebbe anticipare un affondo verso area 142-150, corrispondente al 38,2% di ritracciamento (Fibonacci) del rialzo partito ad aprile.

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