Al via il tax day delle partite IVA tra scadenze per i versamenti delle imposte e la smentita del Fisco sul boom di controlli prima dell’estate.
Il mese di luglio quest’anno è quello in cui si concentra l’ingorgo dei pagamenti e delle scadenze per le partite Iva. Se da un lato il tax day del 20 luglio dimostra che la macchina della riscossione viaggia in modo lineare, dall’altro l’amministrazione finanziaria cerca di smorzare la preoccupazione dei contribuenti legata a presunti controlli a tappeto prima della pausa estiva.
La realtà, a ben vedere, restituisce un quadro con scadenze confermate e con una tregua parziale dal punto di vista dei controlli.
20 luglio, il lunedì nero
Il 20 luglio quest’anno è il giorno in cui sono chiamati alla cassa i lavoratori autonomi, quelli forfettari e le partite Iva soggette a ISA. Si paga il saldo 2025 e il primo acconto 2026 delle imposte sui redditi: Irpef, Ires, Irap e flat tax. Si devono versare inoltre anche i contributi Inps.
Il problema principale è che nei giorni scorsi una manutenzione straordinaria del portale della dichiarazione precompilata ha bloccato l’importazione dei dati relativi ai redditi 2024 e questo ha complicato la gestione dei dichiarativi da parte dei commercialisti. L’importazione (e il portale) torna pienamente operativo da oggi, 20 luglio.
Per chi non riuscirà a saldare il dovuto entro domani è previsto un conto più salato. Versare tra il 21 luglio e il 20 agosto, infatti, comporterà una maggiorazione dello 0,80%. Si tratta di una maggiorazione più pesante rispetto a quella prevista solitamente dello 0,40% (di cui potrà beneficiare chi doveva pagare a giugno e si avvale del differimento ordinario al 30 luglio).
Controlli a tappeto, quanto c’è di vero?
Anche se il calendario dei versamenti presenta l’ingorgo del 20 luglio, l’amministrazione finanziaria ha voluto alleggerire in parte i contribuenti frenando le polemiche su un presunto picco di invii di atti entro la fine del mese, prima della pausa estiva.
I numeri ufficiali, infatti, dimostrano che anche per gli eventuali controlli si ha una pianificazione mirata che vuole evitare l’accumulo delle pratiche a ridosso della tregua estiva.
A luglio è stato inviato il 9% del totale annuo di lettere di compliance e l’invio degli avvisi bonari, proprio in questo mese, ha registrato un calo del 40% rispetto a luglio 2025. Anche le cartelle esattoriali complessive sono in diminuzione: nel primo semestre 2026 si è registrato un calo del 9% rispetto al primo semestre 2025. Questo rallentamento può essere visto come una sorta di preparazione alla tregua estiva del Fisco che opererà dal 1° al 31 agosto (per gli avvisi bonari i termini saranno congelati dal 1° agosto al 4 settembre).
Pausa estiva anche per l’Inps
La pausa estiva che, come ogni anno, è prevista dal Fisco coinvolgerà anche l’Inps. Con il messaggio 2371 del 2026 l’istituto ha formalizzato il blocco delle notifiche dal 27 luglio e per tutto il mese di agosto.
La sospensione riguarderà:
- invio delle note di rettifica;
- diffide di adempimento;
- controlli sulla regolarità contributiva tramite il sistema DPA (Dichiarazione preventiva di agevolazione);
- congelamento dei verbali ispettivi e degli avvisi di addebito (AVA).
Attenzione alla scadenza del 31 luglio
Dopo il tax day del 20 luglio, la vera data cardine del mese è rappresentata dal 31 luglio, il termine ultimo per pagare la prima o unica rata della rottamazione quinquies. A questa scadenza si sommano anche le scadenze legate alla rottamazione quater.
La flessibilità cambia in base alla sanatoria e alla modalità di pagamento scelta:
- per la rottamazione quater è prevista la tolleranza di 5 giorni;
- per il pagamento rateale della rottamazione quinquies non è prevista tolleranza;
- per la soluzione in un unico versamento della rottamazione quinquies è prevista la tolleranza di 5 giorni.
Laddove è prevista la tolleranza i pagamenti sonoconsiderati tempestivi se effettuati entro il 5 agosto.