Stop alla consultazione delle dichiarazioni dello scorso anno fino al 20 luglio. Come cambia il lavoro dei professionisti tra visti di conformità e scadenze ISA.
Il portale della precompilata è in “ferie” fino al 20 luglio per manutenzione. Si tratta di un blocco inatteso che arriva proprio nel pieno della stagione dichiarativa. A renderlo noto è una comunicazione pubblicata dall’Agenzia delle Entrate sul proprio portale che comunica la temporanea indisponibilità della consultazione delle dichiarazioni presentate nel 2025.
Anche se il blocco non riguarda l’invio delle dichiarazioni della campagna di quest’anno, lo stop della consultazione delle dichiarazioni dello scorso anno rallenta sia i cittadini che i professionisti che si stanno occupando della consultazione e dell’invio del 730/2026.
Il blocco forzato della consultazione si protrarrà fino al 20 luglio: per una settimana, quindi, sarà impossibile consultare sul portale i modelli trasmessi nel 2025. Anche se il sistema consente la compilazione e la trasmissione dei nuovi modelli 730 e Redditi, l’impossibilità di attingere ai dati storici potrebbe creare un pesante rallentamento delle operazioni. Il tutto avviene, poi, proprio a ridosso della scadenza per il versamento del saldo e primo acconto per le partite Iva forfettarie e Isa.
Cosa non si può consultare?
L’interruzione del servizio non deve essere intesa come un problema di visualizzazione perché va a toccare anche l’importazione automatica dei dati necessari ai calcoli di quest’anno. Nel dettaglio il blocco riguarda:
- detrazioni decennali: diventa difficile gestire la corretta transazione delle rate residue dei bonus edilizi senza poter accedere al modello dell’anno precedente. Si deve verificare manualmente l’anno in cui è stata sostenuta la spesa e il numero di rata da inserire nel modello di quest’anno;
- eccedenze di imposta o crediti: mancando il riscontro con il Quadro RX del modello dello scorso anno ci saranno disagi anche in questo ambito;
- dichiarazioni integrative: per gestire la compliance pregressa è inibito l’invio di qualsiasi dichiarazione integrativa riferita all’anno di imposta precedente.
I disagi maggiori per i professionisti
A subire maggiormente il disagio del blocco sono i professionisti. Nel caso si abbiano nuovi clienti nel 2026, infatti, non si può scaricare lo storico ufficiale dal portale dell’Agenzia delle Entrate e questo costringe a procedere con una verifica documentale vecchio stampo. I consulenti, infatti, devono richiedere la consegna dei documenti cartacei o in Pdf da parte del cliente, ma questo espone al rischio di ricevere documentazione incompleta.
Anche digitando manualmente i dati, poi, si rischia più facilmente di incorrere in errore. Per questo motivo il rilascio dei visti di conformità sulle pratiche più articolate verrà inevitabilmente rinviato a dopo il 20 luglio.
Deleghe del Cassetto Fiscale
Eccezione al blocco è il Cassetto Fiscale. Se il professionista dispone di una delega attiva del cliente, i dati delle dichiarazioni trasmesse nel 2025 restano visibili in quest’area del portale. Il salvagente, però, è limitato visto che si possono visualizzare i vecchi file, ma questo non risolve il blocco del download dei flussi telematici verso i programmi che compilano la dichiarazione.
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