Tasse affitti non percepiti: come chiedere il rimborso?

Rosaria Imparato

8 Febbraio 2022 - 13:35

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Tasse affitti non percepiti e scaduti: di seguito le istruzioni per chiedere il rimborso sotto forma di credito d’imposta e i documenti da allegare.

Tasse affitti non percepiti: come chiedere il rimborso?

Tasse affitti non percepiti, è possibile chiedere il rimborso dei canoni di locazione che sono scaduti e non sono stati riscossi.

Di recente la normativa al riguardo è cambiata, con delle novità introdotte dal decreto Sostegni. Prima dell’intervento del decreto, la normativa prevedeva l’obbligo pagare le tasse sui canoni di locazione, anche se non percepiti, fino alla convalida della sentenza di sfratto. Il recupero delle tasse pagate poteva avvenire solo dopo, recuperandolo tramite credito d’imposta.

L’articolo 3 quinquies del DL 34/2019 ha anticipato la possibilità di non tassare gli affitti non percepiti da quando è stata richiesta e comunicata l’intimazione di sfratto, oppure da quando è stata inviata l’ingiunzione di pagamento. L’opzione però restava applicabile solo per i contratti stipulati dal 1° gennaio 2020.

Vediamo le novità del decreto Sostegni e come chiedere il rimborso per i canoni di affitto non percepiti ma su cui si sono pagate le tasse.

Tasse affitti non percepiti: come chiedere il rimborso?

Le regole sono cambiate nel momento in cui è intervenuto il decreto Sostegni, che ha modificato l’articolo 3 quinquies del Dl 34/19: la possibilità di non pagare le tasse sugli affitti non percepiti non solo per i contratti di i locazione di immobili a uso abitativo stipulati dal 1° gennaio 2020, ma anche quelli stipulati precedentemente.

Rimane, come data da segnare, il 1° gennaio 2020, ma come riferimento temporale dell’inizio di morosità, e non rispetto alla data di stipula del contratto.

Questo il contesto normativo. Ma come si fa a chiedere il rimborso per le tasse pagate per affitti non percepiti? Il locatore ha due modi per chiedere il credito d’imposta:

  • indicarlo nella prima dichiarazione dei redditi utile successiva alla conclusione del procedimento giurisdizionale di convalida dello sfratto, l’importante è non far passare il termine ordinario di prescrizione decennale;
  • presentare una richiesta di rimborso agli uffici finanziari competenti, entro i termini di prescrizione.

Per l’eventuale successiva riscossione, totale o parziale, dei canoni per i quali si è usufruito del credito d’imposta, si dovrà dichiarare tra i redditi soggetti a tassazione separata il maggior reddito imponibile rideterminato, con la possibilità di scegliere la tassazione ordinaria.

Tasse affitti non percepiti: i documenti per il rimborso nel modello 730

Per le tasse versate sugli affitti non percepiti, quindi, spetta un rimborso sotto forma di credito d’imposta di pari ammontare. In proposito, l’articolo 26 del TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) stabilisce che:

  • i redditi derivanti da contratti di locazione di immobili a uso abitativo, se non percepiti, non concorrono a formare il reddito, purché la mancata percezione sia comprovata dall’intimazione di sfratto per morosità o dall’ingiunzione di pagamento;
  • ai canoni non riscossi dal locatore nei periodi d’imposta di riferimento e percepiti in periodi d’imposta successivi si applica l’articolo 21 in relazione ai redditi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera n-bis) del TUIR;
  • per le imposte versate sui canoni venuti a scadenza e non percepiti come da accertamento avvenuto nell’ambito del procedimento giurisdizionale di convalida di sfratto per morosità è riconosciuto un credito di imposta di pari ammontare.

Per ottenere il rimborso nel modello 730 bisogna essere provvisti dei documenti che seguono:

  • intimidazione di sfratto per morosità o ingiunzione di pagamento;
  • sentenza passata in giudicato di convalida di sfratto per morosità ai fini del credito d’imposta;
  • la dichiarazione dei redditi degli anni precedenti, in modo da dimostrare il reddito relativo ai canoni di locazione non riscossi.

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