Svezia, 10mila contagi: governo prepara dietrofront

Marco Ciotola

12/04/2020

06/07/2021 - 17:28

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10.151 casi in pochi giorni: il premier svedese ammette le sue responsabilità e sembra preparare la strada per un lockdown

Sembra indirizzata verso un drastico cambio d’atteggiamento di fronte al coronavirus la Svezia di Stefan Löfven, dopo settimane in cui il Paese non ha preso praticamente nessuna contromisura contro un sempre più risonante allarme sanitario mondiale.

E ora, dopo giorni in cui le immagini di una Stoccolma con locali pieni e strade affollate hanno fatto notizia, è d’obbligo anche per l’esecutivo svedese fare i conti con i numeri, che al momento parlano di 10.151 positivi e 887 decessi.

Cifre non più trascurabili, soprattutto di fronte alla scioccante rivelazione arrivata da un documento del Karolinska Institutet, la più prestigiosa realtà sul fronte della ricerca medica nel Paese.

Nel testo, finito nelle mani del quotidiano Aftonbladet, viene annunciata una terapia intensiva non più garantita ai pazienti di oltre 80 anni e agli ultrasettantenni con gravi patologie.

Svezia, 10mila contagi: il governo prepara il dietrofront

È stato lo stesso premier svedese, Stefan Löfven, ad ammettere che il Paese “non ha fatto abbastanza” per fronteggiare la pandemia di coronavirus in corso.

Nelle passate settimane Löfven era stato uno dei più ferventi sostenitori della cosiddetta autodisciplina, confermata anche di fronte ai numeri in già in deciso aumento della scorsa settimana.

Ora però il premier sembra preparare la strada a un drastico dietrofront, così come ha dichiarato in un’intervista di questa mattina, rilasciata alla alla tv pubblica Svt:

“È chiaro che sotto tanti aspetti non abbiamo fatto abbastanza; questo ci ha spinti ora ad adottare una strategia di sicurezza nazionale che abbraccia ogni settore, dall’approvvigionamento idrico alla sicurezza informatica”.

Restrizioni in arrivo anche a Stoccolma quindi, forse un vero e proprio lockdown. Eppure non è così semplice: di fatto l’esecutivo deve avere il via libera dal parlamento per una cosiddetta concessione di poteri eccezionali, quelli che possono portare al lockdown.

Ma ad oggi il parlamento svedese è ancora immobile su questo fronte, che rappresenta un passo essenziale per la stretta ormai sempre più necessaria.
Ad allarmare ulteriormente il Paese c’è l’annuncio arrivato da un documento del Karolinska Institutet, che rivelerebbe l’impossibilità per tutti i pazienti di accedere alla terapia intensiva.

Un documento credibile sia per le fonti sia perché il sistema sanitario svedese - ultra-efficace e padre del welfare - non spicca certo per capienza delle strutture.

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