Una strategia europea per la finanza digitale: le proposte della Commissione

14 ottobre 2020 - 19:00 |

La Commissione presenta la sua agenda per promuovere lo sviluppo delle tecnologie digitali nei mercati finanziari europei e rafforzare la sua competitività internazionale.

Una strategia europea per la finanza digitale: le proposte della Commissione

Promuovere la transizione digitale per i mercati e operatori finanziari dell’Unione come chiave per svilupparne la competitività internazionale: questo l’obiettivo di fondo della strategia per la finanza digitale presentata dalla Commissione europea.

L’assunto di partenza da cui prende le mosse l’iniziativa chiave di Bruxelles per il rilancio del progetto di Unione dei mercati dei capitali è che “il futuro della finanza è digitale”. Lo sviluppo delle tecnologie digitali per i servizi finanziari (il cosiddetto settore Fintech, nel gergo degli addetti ai lavori) si è affermato negli ultimi anni come il principale motore di cambiamento nel mondo della finanza.

Sulla scia del Fintech è aumentata la concorrenza interna ai mercati, con la nascita di nuove start-up specializzate in finanza digitale e la corrispondente corsa delle banche e società di investimento a digitalizzare i propri servizi come strumento per ridurre i costi interni relativi al personale.

Secondo la Commissione, la finanza digitale ha mostrato appieno le sue potenzialità nel corso della pandemia, attraverso la possibilità di gestire in remoto pagamenti, prestiti e operazioni finanziarie per i piccoli risparmiatori e le imprese. Il Fintech ha così per Bruxelles da offrire solo vantaggi sia per la crescita economica del continente, a patto di promuoverne le potenzialità attraverso la crescita attraverso l’adeguata evoluzione degli assetti normativi europei e nazionali.

Una sfida i cui esiti dipenderanno dalla capacità della politica europea di trovare un compromesso sostenibile, e tutt’altro che scontato, fra innovazione tecnologica, sicurezza dei consumatori e impatto sociale della digitalizzazione, con le decine di migliaia di esuberi già in atto nel settore bancario europeo.

Ma in che cosa consiste la strategia europea per la finanza digitale?

Un mercato comune della finanza digitale

Obiettivo dichiarato della “Strategia per la finanza digitale”presentata dalla Commissione è quello di abbracciare gli sviluppi in atto nel mondo della finanza digitale, abbattendo le barriere regolamentari alla sua espansione nei mercati europei, in modo da valorizzarne i benefici per consumatori e aziende.

L’Unione europea, secondo Bruxelles, deve ambire a fare da guida a livello globale nel settore delle tecnologie digitali per la finanza: il che significa favorire la crescita e competitività dei suoi principali attori di mercato, dalle start-up innovative nell’ambito Fintech ai suoi campioni bancari internazionali.

Quattro le priorità delineate dall’agenda della Commissione, da realizzare entro il 2024.

In primo luogo, la strategia europea si propone di creare un mercato comune digitale dei servizi finanziari, superando le barriere normative nazionali. La creazione di un sistema regolamentare unico a livello europeo viene presentata come condizione prima per incentivare la crescita per le società che offrono servizi finanziari digitali.

Elementi chiave per costruire un simile mercato europeo sono individuati in riforme mirate al quadro legislativo comunitario che servano a introdurre un “passaporto unico” per i servizi finanziari digitali nei diversi Stati membri. In tale contesto, la Commissione ha reso pubblico, come parte della sua strategia, una proposta di regolamento europeo che disciplini la definizione e circolazione dei “crypto-assets”, cioè quei titoli digitali crittografati e basati sulle tecnologie a “registro distribuito” (Distributed Ledger Technology), come il Blockchain.

La promozione delle tecnologie Distributed Ledger assume così un ruolo primario, come seconda macro-priorità dell’agenda di Bruxelles. In questo senso le iniziative UE dovranno mirare, nei piani della Commissione, ad adattare le norme esistenti in materia finanziaria in modo da favorire l’uso delle tecnologie digitali più avanzate.

Insieme alla proposta di regolamentazione sui crypto-assets, l’esecutivo europeo pone come prioritaria la promozione di infrastrutture per i servizi cloud nel settore finanziario, la creazione di incentivi ad hoc per investimenti in software e innovazioni tecnologiche per le banche e società finanziarie, fra cui la piena integrazione di dispositivi basati sull’intelligenza artificiale.

Uno spazio europeo “aperto” dei dati finanziari

La terza priorità della strategia delineata dalla Commissione viene individuata nella promozione di un mercato integrato dei dati finanziari, che agevoli l’accesso e condivisione dei dati all’interno del settore finanziario. Uno spazio comune dei dati finanziari si ritiene essenziale per consentire o sviluppo dell’innovazione nell’ambito dello sfruttamento dei “big data” all’interno dei mercati finanziari europei.

La circolazione dei dati finanziari, non più “proprietà” dei singoli istituti di credito, permetterà secondo la Commissione renderà possibile la creazione di prodotti innovativi, insieme a una maggiore concorrenza nell’offerta di servizi di finanza digitale, di cui beneficeranno singoli e imprese.

La creazione di un mercato comune dei dati, di cui l’ambito finanziario rappresenta un pilastro centrale, costituisce uno dei gli obiettivi di lungo termine dell’Unione per la transizione digitale e il rafforzamento della competitività dell’industria digitale europea nel confronto globale.

La diffusione e accessibilità dei dati permetterà inoltre, secondo Bruxelles, di indirizzare al meglio gli investimenti pubblici e privati a sostegno di attività e obiettivi sostenibili, contribuendo così al piano europeo per la finanza sostenibile e la transizione ecologica.

Fare i conti con i rischi della finanza digitale

Promuovere la finanzia digitale e il mercato comune dei dati significa allo stesso tempo affrontare i nuovi rischi in essi impliciti per la tutela della privacy e per la stabilità finanziaria.

Come riconosce la comunicazione della Commissione, l’offerta servizi finanziari digitali si gioca su settori ancora scarsamente regolati, frammentati a livello nazionale e settoriale, al di fuori della vigilanza tradizionale sui servizi finanziari a livello europeo. Per questo assicurare adeguati livelli di protezione e controllo per i servizi finanziari digitali è un compito prioritario e altamente complesso da realizzare.

Su questo versante l’agenda della Commissione contiene diversi impegni generici, basati sul rispetto del principio “stessa attività, stessi rischi, stesse regole”, ma poche proposte concrete sulle modalità effettive attraverso cui intende adeguare i vigenti sistemi di sorveglianza finanziaria e bancaria ai servizi Fintech. In tal senso sarà di fondamentale importanza un rafforzamento e centralizzazione delle competenze dell’autorità europea dei mercati finanziari (ESMA), sinora ostacolata dai veti incrociati degli Stati membri.

Niente dice al contrario la Commissione sugli effetti e possibili contromisure relative all’impatto delle tecnologie digitali sui livelli di occupazione nel settore finanziario. Negli ultimi anni, sono state decine di migliaia i piani di esuberi dei grandi gruppi bancari europei, con il piano di ristrutturazione di Deutsche Bank che da solo comporta il taglio di oltre 18 mila lavoratori.

Gran parte delle pressioni sul settore bancario per una contrazione dei costi viene proprio dalla concorrenza e opportunità aperte dall’espansione del settore Fintech. Nel contesto della crisi economica innescata da Covid-19, non possono essere trascurati gli effetti negativi sul piano della domanda derivanti dal processo di riduzione del personale impiegato nel settore finanziario europeo.

Un aspetto denunciato dai sindacati europei, ma nei cui confronti la Commissione mantiene un preoccupante silenzio.

La costruzione di un mercato unico dei servizi digitali dipenderà in primo luogo dagli standard di tutela e controllo che le istituzioni europee sapranno garantire a tutela dei risparmiatori, dei livelli di occupazione e della stabilità finanziaria nel continente.

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