Stralcio delle cartelle, tra cancellazione e estensione: novità negli emendamenti al DL Sostegni

Anna Maria D’Andrea

07/04/2021

05/07/2021 - 15:23

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Decreto Sostegni, resta lo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro la misura più divisiva. Tra gli emendamenti attesi entro il 9 aprile 2021, c’è quello sull’estensione dei debiti inclusi dall’eliminazione automatica, ma i sindacati Cgil e Uil auditi in Senato chiedono di cancellare la mini pace fiscale.

Stralcio delle cartelle, si preannuncia battaglia in Parlamento su quella che resta la misura più divisiva del decreto Sostegni.

Se da un lato c’è chi auspica l’estensione della cancellazione dei debiti, dall’altro c’è chi punta all’abrogazione della “mini” pace fiscale.

Nella stessa maggioranza di Governo restano le frizioni sul condono delle cartelle relative al periodo 2000-2010, rivolta ai contribuenti con debiti di importo fino a 5.000 euro e con ISEE non superiore a 30.000 euro.

Non si escludono quindi novità, e saranno gli emendamenti al testo del decreto Sostegni la “prova del nove” sul reale consenso sullo stralcio delle cartelle fino a 5.000 euro.

Nettamente contrari al condono sono i sindacati. Cgil e Uil, auditi in Senato il 7 aprile 2021, chiedono di cancellare in toto il condono fiscale. All’estremo opposto c’è la Lega, che spinge per estendere la sanatoria anche ai contribuenti con debiti di importo maggiore, fino alla soglia di 10.000 euro.

Stralcio delle cartelle, tra cancellazione e estensione: novità negli emendamenti al DL Sostegni

È fissato al 9 aprile 2021 il termine per la presentazione degli emendamenti al decreto Sostegni e, accanto al tema degli aiuti alle partite IVA danneggiate dalle chiusure, lo stralcio delle cartelle si appresta ad occupare una posizione di rilievo tra le richieste di modifica.

Sin dal giorno successivo all’approvazione del decreto Sostegni, il Sottosegretario al MEF della Lega, Claudio Durigon, ha evidenziato la possibilità di estensione dello stralcio delle cartelle.

L’asticella per la cancellazione dei debiti potrebbe alzarsi fino a toccare la soglia dei 10.000 euro, pur lasciando come requisito per l’accesso al condono il limite ISEE di 30.000 euro. L’obiettivo della Lega è poi di aprire le porte dello stralcio automatico delle cartelle anche ai debiti maturati dopo il 2010 e, a detta di Durigon, almeno fino al 2015.

L’accordo trovato in vista dell’approvazione del decreto Sostegni è stato soltanto “fittizio”. In Parlamento si giocherà la vera battaglia sul condono fiscale, la mini pace fiscale per i contribuenti in difficoltà.

Ma non c’è solo l’ipotesi di estensione del condono.

Tra gli emendamenti attesi ci sono anche quelli di chi suffraga l’opinione espressa dai sindacati Cgil e Uil nel corso dell’audizione presso le Commissioni Congiunte Bilancio e Finanze del Senato del 7 aprile 2021. Per il segretario Cgil Landini e per il segretario UIl Proietti è necessario cancellare integralmente il condono fiscale dal testo del decreto Sostegni.

Stralcio delle cartelle, condono fiscale “schiaffo a milioni di contribuenti”: i sindacati chiedono la cancellazione

Il condono fiscale inserito nel decreto Sostegni è “una vergogna, uno schiaffo in faccia a milioni di contribuenti”. Questo è quanto dichiarato dal segretario confederale della Uil Poletti nel corso dell’audizione in Senato.

Lo stralcio delle cartelle penalizza chi ha sempre “fatto il proprio dovere con il fisco” e, continua il segretario Uil, non è coerente con le finalità del decreto Sostegni.

La richiesta al Parlamento è quindi di stralciare la norma che disciplina il condono delle cartelle fino a 5.000 euro, per “riaffermare una legalità fiscale propedeutica alla fase di ricostruzione economica, sociale e civile dell’Italia.” In fase di ricostruzione, una volta usciti dalla pandemia, sarà necessario fare tesoro degli errori del passato, come il continuo reiterarsi di condoni fiscali.

Dello stesso parere è anche il segretario della Cgil Maurizio Landini. Se è vero che esiste il problema del magazzino dei debiti accumulati dall’Agenzie delle Entrate, è altrettanto vero che “un conto è cancellare ciò che realmente irrecuperabile, altro conto è continuare ad arrivare a forme che assumono carattere di condono fiscale.”

È unanime l’opinione dei due sindacati sullo stralcio delle cartelle. Serve una seria riforma fiscale ma, evidenzia Landini, “non può essere che chi paga le tasse debba sentirsi cittadino di serie b o poco furbo”.

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