Stipendio minimo in Italia: l’importo per ogni settore lavorativo

In Italia non esiste il salario minimo, così come viene inteso in Europa, bensì dei minimi sindacali fissati dai contratti collettivi. A quanto ammontano? Ecco cosa succede a seconda del settore di impiego.

Stipendio minimo in Italia: l'importo per ogni settore lavorativo

L’introduzione di un salario minimo per tutti i lavoratori è uno dei provvedimenti contenuti nel programma di Governo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle.

Come si può facilmente intuire dal nome, il salario minimo è quella retribuzione base oraria, giornaliera o mensile a cui ha diritto il lavoratore, ma che non è prevista dalla legge italiana, lasciata piuttosto alla contrattazione fra le parti sociali. In Italia infatti sono previsti solamente dei minimi retributivi che sono stabiliti dai Contratti Collettivi Nazionali di ogni singolo settore.

Nei prossimi mesi, quindi, il Governo Conte potrebbe decidere di introdurre una paga minima - espressa su base oraria - che per legge dovrà essere riconosciuta a tutti i lavoratori di ogni settore. In tal caso i lavoratori sarebbero maggiormente tutelati rispetto a quanto avviene oggi dal momento che qualora le aziende riconoscessero loro una retribuzione inferiore al salario minimo andrebbero a violare una norma dello Stato.

Non tutti però concordano con la necessità di prevedere un salario minimo riconosciuto dalla legge. Ad esempio, molti sindacati credono che in questo modo si andrà a ridurre sensibilmente il ruolo della contrattazione collettiva.

Come anticipato, infatti, anche se in Italia non esiste un vero e proprio salario minimo ci sono dei minimi sindacali fissati dai vari CCNL; in caso di mancato rispetto di questi minimi, quindi, il dipendente sottopagato può rivolgersi, preferibilmente assistito dal proprio sindacato, al giudice del lavoro per far sì che il datore di lavoro gli garantisca quanto gli spetta di diritto.

A tal proposito è interessante vedere qual è lo stipendio minimo previsto per i vari settori lavorativi dai CCNL di riferimento, così da capire se la propria retribuzione è conforme ai minimi sindacali.

Quali sono i minimi sindacali?

Secondo quanto rilevato dal recente rapporto JP Salary Outlook 2018 realizzato dall’Osservatorio di JobPricing, nel 2017 lo stipendio medio di un lavoratore italiano ammonta a circa 1.580€ al mese, per un importo annuo lordo di 29.380€.

Ovviamente lo stipendio varia a seconda del settore di riferimento. Secondo il suddetto report, ad esempio, è nel mondo della finanza che ci sono gli stipendi più alto, con RAL media pari addirittura a 41.000€. Più basse, invece, le retribuzioni nel settore primario, tant’è che per chi lavora nel settore agricolo la RAL scende a 23.778€ lordi.

A tal proposito è interessante consultare i vari CCNL di categoria per vedere quali sono gli stipendi minimi da riconoscere ai lavoratori subordinati. Trovate i dati - aggiornati al 2018 - nella tabella di seguito, dove abbiamo pubblicato le cifre minime previste nei vari settori per gli impiegati nel livello retributivo più basso.

Settore di impiego Retribuzione minima mensile
Impiegati nell’agricoltura 1.058,92€
Operai agricoli 874,65€
Alimentaristi 1.489,66€ (P.M.I) 1.309,90€ (Imprese artigiane)
Pesca marittima 1.297,47€
Telecomunicazioni 1.296,15€
Pulizia (dipendenti in cooperative) 1.089,88€
Edilizia-Area legno imprese artigiane 1.272,14 (P.M.I), 1.263,24 (Imprese artigiane)
Edili-Cemento, calce imprese artigiane 1.403,21€
Trasporto merci 1.379,03€
Imprese portuali 1.395,30€
Autoferrotranvieri 1.186,72€
Tessile-abbigliamento P.M.I 1.219,98€
Area tessile-calzature 1.215,63€
Turismo-alberghi 1.291,81€
Turismo-stabilimenti balneari 1.237,16€
Agenzie di viaggi 1.218,50€
Istituti di vigilanza 1.072,35€
Lavoro domestico- Colf e badanti 629,15€ (conviventi)- 4,57€ l’ora (non conviventi)
Farmacie urbane 1.273,35€
Assicurazioni 1.577,42€ (società di assistenza), 784,03€ (Agenzie gestione libera SNA), 1.224,03€ (Agenzie gestione libera UNAPASS)
Bancari 1.970,93 (2° area professionale)
Odontotecnici 1.218,09€
Metalmeccanica 1.328,97€ (Confimi), 1.326,69€ (Confapi)
Cinema 1.059,94€
Giornalista 1.293,21€ (pubblicista)
Poste italiane 1.417,73€
Parrucchieri 1.139,90€
Agenti immobiliari 1.265,56€
Dipendenti del Terziario: Commercio, Distribuzione e Servizi 1.264,65€

Cosa fare se il salario riconosciuto è inferiore a quanto previsto?

Come anticipato le cifre indicate nella tabella fanno riferimento al minimo tabellare previsto da ogni settore per il livello più basso di inquadramento. Quindi è probabile che nel vostro caso specifico la retribuzione minima dalla quale il datore di lavoro non può discostarsi sia persino più alta.

Ecco perché la prima cosa che dovete fare - qualora vogliate verificare che lo stipendio a voi riconosciuto sia adeguato - è consultare il CCNL di riferimento così e vedere qual è il salario minimo in base al ruolo ricoperto e all’anzianità di servizio.

Se il vostro salario è inferiore rispetto a quello stabilito dal CCNL la prima cosa da fare è rivolgersi al proprio sindacato di riferimento per avere una consulenza ed un parere. Dopodiché è possibile fare ricorso, azione a cui il lavoratore può ricorrere al fine di essere certo della corrispondenza tra mansione effettivamente svolta, livello contrattuale e retribuzione e ottenere un’eventuale differenza tra la retribuzione percepita e quella ritenuta sufficiente.

Come stabilito dal comma II dell’articolo 2099 del Codice Civile, infatti, in mancanza di norme corporative o di accordo tra la parti è il giudice a determinare la retribuzione sufficiente, tenendo conto - nel caso in cui ce ne fosse bisogno - del parere delle associazioni professionali.

Il giudice incaricato, quindi, facendo riferimento al CCNL dovrà stabilire qual è la retribuzione sufficiente e ordinare un eventuale ordinamento contrattuale, garantendo gli arretrati di stipendio dalla data in cui viene accertato che il lavoratore è occupato in quella specifica mansione.

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