Stipendio minimo in Italia: l’importo per ogni settore lavorativo

Laura Pellegrini

17/02/2021

12/04/2021 - 15:24

condividi
Facebook
twitter whatsapp

In Italia non esiste ancora il salario minimo, a differenza di molti Paesi in Europa, bensì dei minimi sindacali fissati dai contratti collettivi nazionali. A quanto ammonta lo stipendio minimo in Italia? Ecco gli importi dei vari settori di impiego.

Stipendio minimo in Italia: l'importo per ogni settore lavorativo

L’introduzione di un salario minimo per tutti i lavoratori era uno dei provvedimenti contenuti nel programma di governo giallo rosso. Con l’avvento a Palazzo Chigi di un nuovo governo, però, non è certo che questo obiettivo venga perseguito nella medesima direzione.

Il salario minimo è quella retribuzione base oraria, giornaliera o mensile a cui ha diritto il singolo lavoratore, ma che non è prevista dalla legge italiana, lasciata piuttosto alla contrattazione fra le parti sociali. In Italia, infatti, sono previsti solamente dei minimi retributivi che sono fissati dai Contratti Collettivi Nazionali di ogni singolo settore.

In caso di mancato rispetto di questi minimi, il dipendente sottopagato può rivolgersi, preferibilmente assistito dal proprio sindacato, al giudice del lavoro per far sì che il datore di lavoro gli garantisca quanto gli spetta di diritto.

A tal proposito, è interessante vedere qual è lo stipendio minimo previsto per i vari settori lavorativi dai CCNL di riferimento, così da capire se la propria retribuzione è conforme ai minimi sindacali.

Stipendio minimo: a quanto ammonta in Italia?

Secondo quanto riportato sul Sole 24 Ore, nel 2021 sono 21 gli Stati dell’Unione Europea che hanno introdotto il salario minimo, mentre 10 Stati avrebbero uno stipendio medio minimo mensile inferiore a 700 euro. In Italia, invece, lo stipendio medio di un lavoratore ammonta a circa 1.550 euro al mese, per un importo annuo lordo di 28.500 euro. Qualora dovesse essere introdotto un salario minimo, secondo l’Unione Europea, in Italia dovrebbe ammontare a 950 euro.

A tal proposito, è interessante consultare i vari CCNL di categoria per vedere quali sono gli stipendi minimi da riconoscere ai lavoratori subordinati. Trovate i dati - aggiornati al 2021 - nella tabella di seguito, dove abbiamo pubblicato le cifre minime previste nei vari settori per gli impiegati nel livello retributivo più basso.

Settore di impiegoRetribuzione minima mensile
Impiegati nell’agricoltura 1.235,87€
Operai agricoli 771,75€
Alimentaristi 1.423,07€
Pesca marittima 1.297,47€
Telecomunicazioni 1.029,61€
Pulizia 1.168,11€
Edilizia-Area legno imprese artigiane 1434,27€
Edili-Cemento, calce imprese artigiane 895,30€
Trasporto merci 1.328,17€
Imprese portuali 1.395,30€
Autoferrotranvieri 1.186,72€
Tessile-abbigliamento P.M.I 1.222,84€
Area tessile-calzature 1.265,24€
Turismo-alberghi 1.291,81€
Turismo-stabilimenti balneari 1.237,16€
Agenzie di viaggi 1.542,04€
Istituti di vigilanza 1.296,79€
Lavoro domestico- Colf e badanti 636,71€ (conviventi)- 4,62€ l’ora (non conviventi)
Farmacie urbane 1.350,00€
Assicurazioni 1.577,42€ (società di assistenza), 1.251,30€ (Agenzie gestione libera ANAPA), 1.224,03€ (Agenzie gestione libera UNAPASS)
Bancari 2.228,64 (ex 2° area - 3° livello)
Odontotecnici 1.179,85€
Metalmeccanica 1.299,11€
Cinema 1.075,66€ (monosale o multisale)
Giornalista 1.293,21€ (pubblicista)
Poste italiane 1.587,43€
Parrucchieri 1.139,90€
Agenti immobiliari 1.265,56€
Dipendenti del Terziario: Commercio, Distribuzione e Servizi 1.281,31€

Cosa fare se il salario riconosciuto è inferiore a quanto previsto?

Come anticipato le cifre indicate nella tabella fanno riferimento al minimo tabellare previsto da ogni settore per il livello più basso di inquadramento. Quindi è probabile che nel vostro caso specifico la retribuzione minima dalla quale il datore di lavoro non può discostarsi sia persino più alta.

Ecco perché la prima cosa che dovete fare - qualora vogliate verificare che lo stipendio a voi riconosciuto sia adeguato - è consultare il CCNL di riferimento così e vedere qual è il salario minimo in base al ruolo ricoperto e all’anzianità di servizio.

Se il vostro salario è inferiore rispetto a quello stabilito dal CCNL dovrete rivolgervi al proprio sindacato di riferimento per avere una consulenza e un parere. Dopodiché è possibile fare ricorso, azione a cui il lavoratore può ricorrere al fine di essere certo della corrispondenza tra mansione effettivamente svolta, livello contrattuale e retribuzione, e ottenere un’eventuale differenza tra la retribuzione percepita e quella ritenuta sufficiente.

Come stabilito dal comma II dell’articolo 2099 del Codice Civile, infatti, in mancanza di norme corporative o di accordo tra la parti, è il giudice a determinare la retribuzione sufficiente, tenendo conto - nel caso in cui ce ne fosse bisogno - del parere delle associazioni professionali.

Il giudice incaricato, quindi, facendo riferimento al CCNL del relativo settore del lavoratore che ha presentato il ricorso dovrà stabilire qual è la retribuzione sufficiente e ordinare un eventuale ordinamento contrattuale, garantendo gli arretrati di stipendio dalla data in cui viene accertato che il lavoratore è occupato in quella specifica mansione.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories