Stipendi più alti, nuovi aumenti in busta paga nel 2023: per chi e quanto cresce il salario con la manovra

Stefano Rizzuti

12/12/2022

12/12/2022 - 10:46

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Modifiche in arrivo per la legge di Bilancio targata Giorgia Meloni. Tra le opzioni in campo anche un aumento del taglio del cuneo fiscale: per chi potrebbero aumentare gli stipendi?

Stipendi più alti, nuovi aumenti in busta paga nel 2023: per chi e quanto cresce il salario con la manovra

Stipendi più alti con un aumento del taglio del cuneo fiscale, modifiche all’Opzione donna e nuovo tetto per i pagamenti con Pos. Sono queste alcune delle modifiche che potrebbero arrivare alla legge di Bilancio 2023 durante la discussione in commissione alla Camera.

Il ministero dell’Economia inizierà ad affrontare in queste ore gli emendamenti con valutazioni sia tecniche che politiche. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha aperto a possibili modifiche, ma su cosa? Sicuramente sul Pos obbligatorio: si attende l’esito dell’interlocuzione con l’Ue per capire come cambierà la soglia per le multe che la manovra, attualmente, fissa a 60 euro.

Possibile anche un taglio più ampio del cuneo fiscale, su cui il governo sta cercando di trovare le coperture. Quasi certa la modifica di Opzione donna per permettere alle lavoratrici di anticipare la pensione, ma in questo caso è da capire quali potrebbero essere i nuovi requisiti. Probabile anche la stretta sul bonus cultura: l’App18 potrebbe essere legata all’Isee.

Si discuterà anche dell’aumento delle pensioni minime a 600 euro, difficilmente applicabile però. Così come si parlerà di un’ulteriore stretta al Reddito di cittadinanza. Infine sembrano probabili sia la proroga dello smart working che il payback per la sanità. La maggioranza ha segnalato 200 emendamenti, a cui aggiungere 250 dell’opposizione. Vediamo come potrebbe cambiare la manovra 2023.

Stipendi più alti? Verso aumento taglio cuneo fiscale

La modifica più significativa alla legge di Bilancio potrebbe riguardare il taglio del cuneo fiscale. Tradotto in parole semplici, potrebbe voler dire un aumento di stipendio per alcuni lavoratori dipendenti. La manovra, per il momento, ha confermato il taglio di due punti per i redditi inferiori a 35mila euro, già introdotto dal governo Draghi.

Inoltre ha innalzato lo sgravio contributivo al 3% per chi ha redditi inferiori ai 20mila euro. Lo sconto sui contributi previdenziali (che non ha effetti sulla pensione) costa però 4 miliardi e mezzo e per fare qualcosa in più, come vorrebbe il governo, servono le coperture.

Le ipotesi in campo sono due: o aumentare il taglio per i redditi fino a 20mila euro (portandolo quindi oltre il 3%) o alzare il tetto di reddito di poco per arrivare a tre punti anche per chi guadagna leggermente di più. Resta, però, il problema delle coperture, che si presenta anche per l’ipotesi di aumentare da 6mila a 8mila euro gli sgravi sulle assunzioni degli under 36.

Manovra, come cambia Opzione donna

Cambierà, sicuramente, Opzione donna, la pensione anticipata per le lavoratrici. Per il 2022 viene applicata a 58 anni per le dipendenti e 59 anni per le autonome, sempre con 35 anni di contributi e con un taglio sull’assegno (perché il calcolo viene effettuato solo sul metodo contributivo).

Il governo ha ristretto la platea con la manovra: si potrà andare in pensione a 58 anni se si hanno almeno due figli, a 59 anni con almeno un figlio e a 60 per chi non ha figli. Inoltre i criteri sono più stringenti perché possono aderire solo alcune categorie: caregiver, invalide almeno al 75% e lavoratrici licenziate o di aziende in crisi.

Quasi certamente scompariranno i requisiti relativi ai figli, ritenuti discriminatori. Il problema, anche in questo caso, è legato alle coperture: se non si troveranno si sceglierà o di far aumentare l’età richiesta per aderire a Opzione donna (forse a 60 anni) o di prorogarla solamente per sei mesi.

Pos obbligatorio, con legge di Bilancio cambia la soglia

Modifiche in arrivo anche sull’obbligo di accettare pagamenti con carte e bancomat per esercenti e professionisti. Con l’attuale versione della manovra le multe scattano solo per gli acquisti sopra i 60 euro. Misura che non piace a Bruxelles e su cui, comunque, Meloni è disposta a trattare per far scendere il limite.

La soglia potrebbe scendere a 30 euro, ma si saprà solo dopo che mercoledì la Commissione europea si sarà espressa sulla manovra e avrà fornito le sue raccomandazioni relative alla lotta all’evasione in funzione anche del Pnrr. Intanto in Parlamento si ragiona anche sugli emendamenti per tagliare o annullare le commissioni sui piccoli pagamenti.

App18, verso bonus cultura legato all’Isee

A cambiare sarà anche il bonus cultura, che non sarà più per tutti: potrebbero essere strette le maglia inserendo dei requisiti legati al reddito. Ricordiamo che si tratta del bonus da 500 euro erogato a chi compie 18 anni per l’acquisto di libri, concerti, musica, cinema, musei, etc.

Dal 2023 l’App18 potrebbe essere legata all’Isee, una decisione che il governo vorrebbe prendere dopo l’emendamento che ha proposto di cancellare il bonus. Per l’esecutivo resta elevato il rischio di frodi, che avrebbe finora riguardato 9 milioni di euro sui 230 stanziati per la misura.

Le altre novità della legge di Bilancio 2023

Arrivano anche altre novità con l’esame in commissione della legge di Bilancio. Un emendamento di Fratelli d’Italia prevede la sospensione per un anno o per sei mesi del payback per le imprese che producono dispositivi sanitari. La Lega, invece, propone un taglio dell’Iva sul pellet, attualmente fissata al 22%.

Si discute anche di Superbonus al 110%, con una serie di emendamenti alla manovra, anche se sul tema si dovrebbe rimandare tutto al decreto Aiuti quater (che modifica la disciplina esistente). Da una parte si ragiona sulla riapertura dei termini per la presentazione della Cilas, dall’altra sullo sblocco dei crediti con la compensazione attraverso i modelli F24.

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