Pos obbligatorio, passo indietro di Meloni? Come potrebbe cambiare la soglia dei 60 euro

Stefano Rizzuti

05/12/2022

05/12/2022 - 10:16

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La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, spiega che la soglia dei 60 euro per il Pos obbligatorio potrebbe cambiare: quali pagamenti con carte e bancomat dovranno accettare i commercianti?

La soglia del Pos obbligatorio potrebbe cambiare. Il governo Meloni ha fissato, con la legge di Bilancio, lo stop alle multe per esercenti e professionisti che rifiutano i pagamenti elettronici per cifre al di sotto dei 60 euro. Questo limite, però, potrebbe anche cambiare in seguito all’interlocuzione con l’Ue.

Che la soglia potesse cambiare era stato già detto negli scorsi giorni, ma in queste ore è arrivata anche la conferma della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in una diretta Facebook dal titolo #gliappuntidiGiorgia. Si tratta di una sorta di rubrica - che potrebbe avere cadenza settimanale - che la presidente del Consiglio ha aperto sui social per raccontare il suo lavoro.

Scrivo tutto, quello che penso, che devo fare, risposte a domande che leggo”, afferma Meloni. Che nel video parla soprattutto della manovra e, nello specifico, di contanti e Pos. Ma come potrebbe cambiare la soglia del Pos obbligatorio dopo l’interlocuzione con l’Ue?

Meloni difende il tetto al contante

Con la manovra il governo ha deciso di innalzare il tetto al contante a 5mila euro, anche se sarebbe dovuto passare a mille euro a inizio 2023. La presidente del Consiglio spiega di aver aumentato la soglia perché a suo avviso un tetto troppo basso “sfavorisce la nostra economia” considerando che non esiste un limite a livello europeo. Inoltre Meloni sottolinea che l’anno con la minor evasione in Italia è stato il 2010, quando il tetto era a 5mila euro.

L’obbligo di Pos per Meloni

La presidente del Consiglio difende anche la scelta di eliminare l’obbligo di Pos per i pagamenti sotto i 60 euro, spiegando che l’intenzione è quella di portare i commercianti a non essere costretti ad accettare l’uso di carte e bancomat per piccoli importi. Che tanto piccoli, con questa soglia, poi non sono.

In ogni caso la cifra dei 60 euro, finora scritta in manovra, è solo “indicativa”, ma potrebbe anche diventare più bassa secondo Meloni. Sul tema è in corso un’interlocuzione con l’Ue: “Vediamo come andrà a finire”, sottolinea la presidente del Consiglio. Anche perché ai dubbi dell’Ue si aggiungono quelli della Corte dei Conti che ha sottolineato come questa misura non sia in linea con l’obiettivo di contrastare l’evasione fiscale inserito nel Pnrr.

Con l’Ue il problema potrebbe arrivare con la terza rata del Pnrr da 19 miliardi. L’Italia rischia di essere in ritardo su alcuni obiettivi e per questo impuntarsi sul Pos sembra da escludere: meglio inviare segnali positivi a Bruxelles ed evitare lo scontro.

Come può cambiare la soglia del Pos: tutte le cifre possibili

La soglia del Pos obbligatorio potrebbe quindi cambiare. “Per me può anche essere più bassa”, dice Meloni. Una delle ipotesi è che torni a 30 euro, come era stato scritto nella prima bozza della legge di Bilancio. Ancora più probabile, secondo le ultime indiscrezioni, è che la soglia scenda da 60 a 40 euro: un obiettivo del governo per mantenere il segnale lanciato nei confronti degli esercenti, soprattutto dei più piccoli.

Vero è che la media dei pagamenti con carte e bancomat va da 45 a 60 euro circa, quindi la soglia dei 60 euro sembra non essere del tutto casuale. Alla fine, però, non si potrà dire no all’Ue considerando l’importanza dei soldi del Pnrr. Resta da capire se il limite verrà solo abbassato (e di quanto) o se Bruxelles chiederà di mantenere l’obbligo per tutte le transazioni, anche quelle di pochi euro.

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