Elon Musk mette a disposizione il servizio Starlink in Venezuela in seguito alla cattura del presidente Maduro. I cittadini potranno accedere gratuitamente alla connessione satellitare di SpaceX.
Starlink, la rete satellitare di Elon Musk, ha deciso di offrire connettività internet a banda larga gratuita ai cittadini del Venezuela fino al 3 febbraio. La misura arriva in un contesto geopolitico estremamente teso, segnato dai recenti raid aerei statunitensi e dall’arresto dell’ex presidente Nicolás Maduro, attualmente incarcerato nella prigione di Brooklyn, a New York.
Sviluppato dalla casa madre SpaceX, Starlink offre connessione internet tramite una rete di satelliti in orbita terrestre bassa. Di norma, per accedere al servizio è necessario acquistare un apposito kit hardware. In un messaggio pubblicato domenica su X, la società ha fatto sapere di aver accreditato il servizio in via preventiva agli account attivi e inattivi degli utenti venezuelani, mentre prosegue il monitoraggio della situazione sul campo e delle normative vigenti.
Un servizio non ancora attivo ufficialmente
Secondo la mappa di disponibilità pubblicata sul sito dell’azienda, il Venezuela risulta indicato come “coming soon” (“in arrivo”), a conferma del fatto che il servizio non è stato ancora formalmente lanciato nel Paese. Nonostante ciò, Starlink ha lasciato intendere che per alcuni utenti il la connessione risulterebbe già attiva. Rimane tuttavia incerto come si evolveranno, dopo il 3 febbraio, sia il modello di business che l’assetto operativo del servizio all’interno del mercato venezuelano.
Nel breve periodo, l’espansione temporanea del servizio gratuito potrebbe rappresentare una leva cruciale per garantire la continuità delle comunicazioni, che hanno subito danni significativi in seguito alle operazioni militari statunitensi. Le autorità locali hanno confermato attacchi mirati soprattutto su Caracas, ma anche nelle aree di Miranda, Aragua e La Guaira. In seguito ai raid, diverse zone della capitale avrebbero subito blackout elettrici e interruzioni della rete internet.
Starlink come strumento geopolitico
Ma il Venezuela non rappresenta un caso isolato. Starlink è già stata utilizzata in altre zone critiche, a partire dall’Ucraina, dove nel 2022 il servizio satellitare è diventato essenziale per sostituire le reti di comunicazione danneggiate dall’invasione russa. In quel contesto, la tecnologia di SpaceX ha assunto un ruolo strategico per la popolazione civile e per le operazioni militari.
Tuttavia, il crescente peso di Starlink ha sollevato interrogativi sull’influenza che una singola azienda privata può esercitare sull’accesso a internet in situazioni di guerra. Le preoccupazioni si sono intensificate nel 2023, quando è emerso che Musk aveva rifiutato in passato di attivare la copertura satellitare in Crimea, territorio ucraino sotto occupazione russa, bloccando di fatto un’operazione militare pianificata dall’Ucraina a causa dell’assenza di connessione.
Da giugno 2023, le attività di Starlink in Ucraina sono state ricondotte sotto la supervisione formale del Dipartimento della Difesa statunitense, attraverso un contratto che ha trasformato SpaceX in un fornitore militare ufficiale. Al momento, non risultano prese di posizione ufficiali sul possibile coinvolgimento o controllo delle operazioni di Starlink in Venezuela.
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Censura, mercati emergenti e trend globali
Al di fuori dei contesti bellici, Starlink è diventata uno strumento per aggirare la censura e i blackout imposti dai governi. In Iran, ad esempio, migliaia di utenti avrebbero utilizzato il servizio per accedere a una rete non filtrata, nonostante l’assenza di un’approvazione ufficiale. Anche il Venezuela ha una lunga storia di restrizioni digitali, soprattutto durante le fasi di maggiore instabilità politica sotto i governi di Hugo Chávez e Nicolás Maduro.
Secondo diversi analisti, la possibilità di fornire internet tramite operatori non statali in regimi autoritari è destinata a diventare un trend strutturale. In quest’ottica, l’offerta gratuita di Starlink in Venezuela assume un valore che va oltre l’emergenza tecnica, configurandosi come uno strumento di influenza economica e geopolitica.
La società non ha comunicato il numero di utenti coinvolti nel Paese né i costi sostenuti per garantire la gratuità del servizio. Un “silenzio” che lascia aperti molti interrogativi sul modello di sostenibilità finanziaria e sul ruolo che Starlink potrebbe giocare, in futuro, negli equilibri tra tecnologia, mercati e politica internazionale.
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