Starbucks: ogni strategia di crescita sta funzionando

Dai nuovi punti vendita di Milano alle collaborazioni con Nestlé, Nespresso e Uber: ecco come ogni piano di crescita della compagnia si sta rivelando vincente

Starbucks: ogni strategia di crescita sta funzionando

Nella giornata di ieri Starbucks ha aperto la sua settima caffetteria a Milano in soli 8 mesi di presenza italiana del gruppo. Un focus attento e massiccio sui nuovi territori da colonizzare che la società mostra di avere sempre, e che è di fatto una delle tante strategie messe in atto per accelerare la crescita.

La società sta inoltre puntando tutto sulla tecnologia, sta sviluppando centinaia di nuovi prodotti e ampliando il suo programma di premi. Tutte tattiche che stanno pagando: le vendite dei ristoranti aperti da almeno un anno sono cresciute del 6% nel terzo trimestre.

Le vendite nette sono invece cresciute dell’8,1%, raggiungendo il massimo storico di 6,8 miliardi di dollari. Anche grazie ai conti trimestrali positivi, Starbucks ha migliorato le sue prospettive finanziarie per l’anno.

Starbucks: ogni strategia di crescita sta funzionando

Lo scorso anno il CEO della compagnia, Kevin Johnson, ha definito una serie di priorità strategiche per raggiungere la “crescita su larga scala”.

Una di queste era la moltiplicazione dei punti vendita: da allora ha aperto 442 nuovi negozi, un terzo dei quali in Cina. Quest’anno ha aperto il ristorante numero 30.000.

In più, la compagnia sta rendendo sempre più dettagliato e coinvolgente il suo programma di premi, circostanza che è già valsa un +14% alla voce membri attivi, ora a quota 17,2 milioni.

Pesa sul successo anche l’impegno sul fronte nuovi prodotti, con la società pronta sempre ad avviare collaborazioni e partnership importanti. Le ultime in ordine temporale sono quelle con Nestlé e Nespresso, già in grado di aggiungere diverse voci al menù.

Simili sforzi hanno contribuito alla crescita di Starbucks soprattutto nei suoi due principali mercati: Stati Uniti e la Cina. Le vendite nelle sedi USA aperte almeno da un anno sono cresciute del 7%, in Cina del 6%.

Prosegue poi la concentrazione sul miglioramento dell’esperienza dei clienti nelle caffetterie (wi-fi e postazioni in primis) e sul lato consegne. Quest’ultimo resta però l’unico punto problematico per la compagnia, che fatica a trarre risultati significativi per quel che riguarda il trasporto di bevande e cibi a domicilio.

Secondo il CEO Kevin Johnson la consegna a domicilio resta “un’importante opportunità di crescita a lungo termine”. Martedì la compagnia ha annunciato una collaborazione con Uber Eats sul territorio statunitense.

Intanto il titolo segna +8,9% in Borsa a quota 99 dollari, reduce dal +9% degli ultimi 30 giorni, il +36% degli ultimi 6 mesi e il +76% dell’ultimo anno di contrattazioni.

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