Starbucks gestisce la più grande catena di caffetterie al mondo e ha sede a Seattle. Il titolo è quotato al Nasdaq dal 1992 con ticker SBUX (ISIN US8552441094) e fa parte di Nasdaq-100 e S&P 500.
Da Pike Place al marchio globale
Il primo negozio fu aperto nel 1971 al mercato di Pike Place, a Seattle, da Jerry Baldwin, Zev Siegl e Gordon Bowker, e vendeva chicchi di caffè tostato. Howard Schultz, entrato in azienda all’inizio degli anni Ottanta, si ispirò ai bar italiani per trasformare Starbucks in una catena di caffetterie e nel 1987 ne rilevò il controllo.
In Italia il marchio è arrivato nel 2018 con la Reserve Roastery di piazza Cordusio a Milano, seguita da una rete di locali gestiti in licenza.
Come funziona il business
Negli Stati Uniti, il primo mercato, Starbucks gestisce direttamente gran parte dei locali, mentre in molti altri Paesi si affida a licenziatari e partner locali. Il segmento Channel Development vende caffè confezionato e bevande pronte nella grande distribuzione, in buona parte attraverso l’alleanza con Nestlé del 2018. I tè Tazo sono stati ceduti a Unilever nel 2017. Il programma fedeltà Starbucks Rewards e gli ordini da app sono una quota rilevante delle vendite.
Cosa guardano gli investitori
Il titolo segue le vendite comparabili, cioè a parità di negozi, il numero di transazioni e lo scontrino medio, i margini, influenzati dal costo del caffè arabica e del personale, e l’andamento del mercato cinese, dove la concorrenza delle catene locali a basso prezzo è forte. Contano anche i piani di rilancio dei locali negli Stati Uniti e i rapporti con i lavoratori sindacalizzati.