Luckin Coffee sbarca negli Usa: il colosso cinese del caffè minaccia Starbucks

Federico Giuliani

4 Agosto 2025 - 06:40

I negozi di Luckin Coffee si trovano nel Greenwich Village, vicino al vivace campus della New York University, e nel NoMad. La Cina sfidano gli Usa anche nel settore del caffè.

Luckin Coffee sbarca negli Usa: il colosso cinese del caffè minaccia Starbucks

Pochi ci hanno fatto caso ma Luckin Coffee, la catena cinese di caffetterie che ha conquistato il mercato in patria in una manciata di anni, ha appena aperto i suoi primi due punti vendita negli Stati Uniti. La notizia è abbastanza rilevante perché segna l’ingresso del colosso del Dragone nel grande gioco del caffè statunitense. Starbucks, che proprio oltre la Muraglia è stata fatta a pezzi da questa azienda pechinese che ha un cervo bianco come logo, teme adesso di rivivere la stessa situazione anche in patria.

Il sito web e i profili social di Luckin stanno promuovendo le aperture con sconti e omaggi. I negozi si trovano nel Greenwich Village, vicino al vivace campus della New York University, e nel NoMad. Ma cosa sappiamo di Luckin Coffee? È stata fondata nel 2017 e si rivolge per lo più (ma non solo) ai giovani offrendo principalmente prodotti da asporto e pagamenti senza contanti.

Il punto di forza? Le sue bevande in Cina costano circa il 30% in meno rispetto a quelle offerte da Starbucks. I suoi negozi essenziali – lontani anni luce dall’esperienza creata ad hoc dalle sale del rivale Usa - offrono solitamente solo i servizi più basilari, il che ha permesso al cervo pechinese di espandersi rapidamente a costi inferiori. Altra caratteristica curiosa: richiede ai consumatori di utilizzare i cellulari per effettuare gli ordini.

Luckin Coffee è sbarcata negli Usa

Come ha scritto la Cnn, il menu statunitense di Luckin’s è ricco di classici da caffetteria, tra cui cold brew, caffè caldo e opzioni matcha. Tra i piatti forti segnaliamo l’aggiunta di frutta, come ananas e lampone, ai caffè freddi, oltre a una linea di «Refresher» dai colori vivaci che mescolano latte di cocco, succhi di frutta e schiume fredde. È disponibile anche una piccola selezione di pasticcini.

“L’ascesa dell’industria cinese del caffè e di Luckin è il risultato dell’apertura della Cina al mondo”, ha scritto il giornalista Ding Gang in un articolo apparso sul quotidiano statale cinese Huanqiu. Grazie all’innovazione flessibile della categoria, alle operazioni digitali e alla convenienza, Luckin “ha creato una varietà di nuovi gusti adatti ai giovani amanti del caffè cinese”, ha aggiunto l’osservatore, sottolineando come il gruppo fosse uno dei maggiori acquirenti di chicchi di caffè provenienti dallo Yunnan, una provincia della Cina sud-occidentale.

Gli analisti sono adesso curiosi di capire se l’approccio di Luckin, incentrato sul valore e basato su app, riuscirà a conquistare anche il mercato delle bevande al caffè americane.

Così ha surclassato Starbucks in Cina

Fondata otto anni fa, Luckin Coffee è rapidamente diventata la seconda catena di caffè più grande in Cina dopo Starbucks. Dal suo lancio è cresciuta fino a raggiungere oltre 24.000 punti vendita, con sedi in Cina, Singapore, Malesia e Hong Kong.

Nonostante alcuni problemi, tra cui uno scandalo di frode contabile, e 475 milioni di dollari di perdite nel 2024 dovuti all’investimento di centinaia di milioni di dollari in chicchi di caffè, affitto dei negozi e altri costi, i margini di profitto di Luckin sono aumentati. Nell’ultimo trimestre la catena cinese ha registrato un fatturato di 1,2 milioni di dollari, con un aumento del 41% rispetto all’anno precedente.

L’ingresso di Luckin nel mercato del caffè statunitense rappresenta una sfida diretta per Starbucks, che sta rinnovando la propria immagine di marca attraverso la campagna «Back to Starbucks» mentre la catena Usa lotta contro il calo delle vendite e dei ricavi. E i prezzi? Negli Stati Uniti un caffè filtro da 475 ml di Luckin costa 3,45 dollari rispetto ai 3,65 dollari di Starbucks. Un matcha freddo da 475 ml, invece, costa 6,45 dollari da Luckin, ovvero 20 centesimi in più rispetto ai 6,25 dollari di Starbucks. Il risparmio c’è ma è ridotto al minimo.

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