H&M chiude tutti i negozi del suo famoso marchio

Ilena D’Errico

28 Agosto 2025 - 19:41

H&M ha annunciato la chiusura di tutti i negozi di un famoso marchio, inglobati soltanto in parte nella catena Weekday.

H&M chiude tutti i negozi del suo famoso marchio

H&M chiude tutti i negozi del suo famoso marchio Monki, soltanto in parte assorbiti dalla catena Weekday, sempre di proprietà dell’azienda svedese. Si tratta di circa 60 negozi sparsi nel mondo che chiuderanno i battenti a breve, affidando la presenza del marchio sul mercato soltanto agli e-commerce e qualche store di Weekday. È uno dei numerosi cambiamenti che interessano H&M, costretto a innovazioni continue sotto il peso degli store online. L’industria dell’abbigliamento è particolarmente colpita dall’avanzata degli e-commerce, che garantiscono l’aggiornamento dei cataloghi in tempi rapidi e non di rado a prezzi più convenienti.

I consumatori che si trovano a scegliere preferiscono sacrificare la qualità dei capi di vestiario (e spesso anche le considerazioni etiche), quando il confronto avviene con un budget contenuto, per risparmiare e aggiudicarsi le ultime tendenze. Così, anche marchi molto apprezzati incontrano difficoltà, dovendo necessariamente rivedere la propria strategia.

H&M chiude questi negozi

Monki conta circa 60 negozi in 15 Paesi, tra cui Francia, Belgio, Olanda, Germania, Spagna e Regno Unito. Quasi tutti saranno chiusi e soltanto parzialmente assorbito da Weekday. Quest’ultimo, che conta una cinquantina di store in 14 mercati, si è unito a Cheap Monday alla fine dell’anno 2024, dando via a una massiccia opera di razionalizzazione all’interno dell’azienda. H&M sta riorganizzando da tempo il proprio portafoglio, che include marchi come Cos, Weekday, Cheap Monday, Monki, H&M Home, & Other Stories e Aket, soprattutto per sincronizzarsi al meglio con i consumatori.

Come si evince dal comunicato stampa dell’azienda, l’obiettivo è offrire una maggiore selezione di marchi al pubblico più giovane, sacrificando gli store superflui. Sicuramente il calo delle vendite, anche se non eccessivo, ha influito su questa strategia, visto che anche nella madrepatria svedese il fatturato è leggermente calato.

Il crollo di H&M sotto il peso degli e-commerce

Le novità annunciate da H&M non toccano da vicino i consumatori italiani. Nel nostro territorio, infatti, non è presente alcun negozio fisico dell’etichetta Monki e neppure del marchio Weekday che lo assorbirà. Ciò però non significa che H&M non abbia attraversato cambiamenti profondi anche in Italia, particolarmente interessata dal programma di rinnovamenti operato dall’azienda. Subito dopo la pandemia, ed estremamente provata dalla stessa, H&M ha annunciato la chiusura di numerosi punti vendita in Italia, contestualmente a nuove aperture. Il progetto è stato spinto ulteriormente dalle criticità dovute alla guerra in Ucraina, nel tentativo di risollevare le vendite con negozi posizionati in maniera strategica.

Così, molte città italiane hanno dovuto salutare i negozi della catena, con annessi licenziamenti del personale, mentre nuovi store sono stati aperti in territori ritenuti più proficui. Non si può però incolpare del tutto la crisi internazionale e nemmeno l’emergenza sanitaria, in quanto il calo di H&M è cominciato molto prima. L’avanzata degli e-commerce ha dato un duro colpo al marchio, che non ha mai davvero recuperato terreno.

Già nel 2017 il brand svedese ha iniziato ad accusare le prime difficoltà, patendo soprattutto il ritardo delle forniture rispetto agli ordini online. In un settore come quello della moda avere un catalogo aggiornato tempestivamente è essenziale, in particolar modo per marchi della fascia di H&M. Non più low cost come agli inizi, ma comunque mediamente accessibile, l’azienda non ha saputo dare un valore aggiunto alla propria offerta, rimanendo peraltro indietro sulle nuove collezioni.

Le chiusure di H&M in Italia

Nel corso del 2025 hanno chiuso diversi store H&M in Italia, tra cui quello nel centro commerciale Megalò (Chieti) e nel centro commerciale Gli Orsi (Biella), a cui presto seguirà la chiusura del negozio nel centro commerciale Le Brentelle (Rubano) prevista per novembre. Decisioni che rientrano nelle 160 chiusure annunciate all’inizio del 2024, che avrebbero però dovuto correre di pari passo a nuove 100 aperture. Nel complesso, la riorganizzazione della rete di vendita di H&M segue la stessa tendenza di numerosi brand stranieri, come Zara, Gap e Inditex, che stanno ridimensionando la presenza in Italia in favore di Paesi emergenti.

I rincari e la ridotta capacità di spesa dei consumatori hanno una responsabilità notevole in proposito, incentivando ancora di più le imprese a investire sul mercato online più conveniente per tutti o quasi. I lavoratori non sono certo agevolati, come dimostrano le difficoltà lamentate dai sindacati di settore.

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