Cedole sopra il 3% sembrano un ritorno alla normalità. Ma il vero rendimento racconta una storia opposta, tra inflazione, rischio e illusioni di guadagno.
Stai davvero guadagnando con i BTP? Perché il numero che conta davvero non è il 3 o 4% di cedola. Sì, è vero, il ritorno dei rendimenti obbligazionari sopra il 4% ha riacceso l’interesse degli investitori, sia istituzionali che retail. Dopo un decennio caratterizzato da politiche monetarie ultra-accomodanti e rendimenti compressi, strumenti come i BTP, i titoli governativi europei e le obbligazioni corporate investment grade sono tornati al centro dell’asset allocation strategica.
La narrativa dominante è semplice e, per certi versi, seducente: finalmente il reddito fisso torna a offrire una cedola apparentemente interessante, capace di competere con il rischio azionario. Tuttavia, questa lettura rischia di essere estremamente superficiale se non si entra nel merito della struttura reale del rendimento.
Il punto centrale, spesso trascurato, è che il rendimento che osserviamo sui mercati è un rendimento nominale, ovvero espresso in termini monetari correnti e non depurato dall’erosione del potere d’acquisto. Ed è qui che si annida l’errore più comune tra gli investitori. [...]
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