Sospensione contributi INPS con il decreto Ristori bis: a chi spetta

La sospensione dei contributi INPS è prevista dal decreto Ristori bis in Gazzetta Ufficiale, insieme all’esonero. Vediamo nel dettaglio a chi spetta e per quanto tempo.

Sospensione contributi INPS con il decreto Ristori bis: a chi spetta

Sospensione dei contributi INPS prevista dal decreto Ristori bis in Gazzetta Ufficiale e in vigore da ieri 9 novembre con misure di sostegno per famiglie e imprese, specie per quelle delle zone rosse.

Insieme alla sospensione dei contributi previdenziali e assistenziali INPS è introdotto anche l’esonero contributivo per determinate attività come già previsto dal primo decreto Ristori.

Per quanto concerne la sospensione dei contributi INPS del decreto Ristori bis questi spettano alle attività individuate già dal decreto Ristori a seguito delle restrizioni del DPCM del 25 ottobre seguito poi da quello entrato in vigore lo scorso 6 novembre. Vengono anche individuati i datori di lavoro privati che abbiano le unità produttive nelle zone rosse.

Vediamo nel dettaglio cosa prevede il testo del decreto Ristori bis sulla sospensione dei contributi INPS dovuti dai datori di lavoro e a chi spetta in attesa del testo ufficiale.

Sospensione contributi INPS decreto Ristori bis: a chi spetta

La sospensione dei contributi assistenziali e previdenziali INPS del decreto Ristori bis spetta alle attività che hanno subito restrizioni e individuate dai codici ATECO e ai datori di lavoro privati che operano nelle zone rosse d’Italia a seguito dell’ordinanza del ministro della Salute Speranza.

Al momento ricordiamo che le zone rosse sono Valle d’Aosta, Lombardia, Piemonte e Calabria, quelle arancioni Sicilia e Puglia, mentre tutto il resto del Paese è zona gialla, dove la gravità legata all’emergenza Covid è più bassa. Queste zone tuttavia stanno per cambiare.

In particolare come si legge nel decreto Ristori bis all’articolo 11 “Sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali per i datori di lavoro privati con sede operativa nei territori interessati dalle nuove misure restrittive”:

“La sospensione dei versamenti contributivi dovuti nel mese di novembre 2020 di cui all’articolo 13, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, si applica anche in favore dei datori di lavoro privati appartenenti ai settori individuati nell’Allegato 1 al presente decreto. La predetta sospensione non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL.”

Ancora il comma 2 stabilisce che:

“È altresì sospeso il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti nel mese di novembre 2020, in favore dei datori di lavoro privati che abbiano unità produttive od operative nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, individuate con le ordinanze del Ministro della salute adottate ai sensi dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 e dell’articolo 30 del presente decreto, appartenenti ai settori individuati nell’Allegato 2 del presente decreto.”

Il pagamento dei contributi INPS è dovuto con il decreto Ristori bis, e come già stabilito dal decreto Ristori, entro il 16 marzo 2021 in un’unica soluzione o in quattro rate di cui la prima da pagare entro la medesima data. Il medesimo articolo stabilisce che “il mancato pagamento di due rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.”

Esonero contributivo nel decreto Ristori bis

Non solo la sospensione dei contributi INPS con il decreto Ristori bis perché il medesimo è previsto anche l’esonero contributivo per le attività di cui all’articolo 16 del decreto Ristori.

Si tratta dell’esonero dei contributi a favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura che nel decreto Ristori è riconosciuto per il mese di novembre, mentre nel Ristori bis viene esteso anche al mese di dicembre 2020 dall’articolo 21 “Esonero contributivo a favore delle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura”.

Sono comprese anche le aziende che producono vino e birra, come anche imprenditori agricoli professionali, coltivatori diretti, mezzadri e coloni.

Valgono pertanto le stesse regole, in merito all’esonero dei contributi del decreto Ristori bis, previste dal decreto n.137/2020 del 28 ottobre 2020. Si stabilisce pertanto che l’articolo 7 del decreto Ristori “Misure di sostegno alle imprese appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura” venga abrogato.

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