Sondaggio EMG: un nuovo partito di Renzi sarebbe al 12%

Matteo Renzi continua a smentire l’ipotesi di abbandonare il PD e fondare un nuovo partito che però, stando ai sondaggi, prenderebbe il 12%.

Sondaggio EMG: un nuovo partito di Renzi sarebbe al 12%

La voce ormai serpeggia da tempo, in pratica fin dal 4 marzo quando le urne sancirono un clamorosa debacle per il Partito Democratico. Ormai quasi un corpo estraneo all’interno dei dem, Matteo Renzi sarebbe pronto a dare vita a un nuovo partito.

Una scissione comunque sempre smentita dall’ex premier. Gli indizi che farebbero pensare al contrario però iniziano a sommarsi, soprattutto dopo il passo indietro di Marco Minniti nella sua corsa verso il Congresso.

Oltre al quasi disinteresse per le primarie del PD, non si è presentato neanche all’Assemblea Nazionale, Renzi ha di recente dato il via alla nascita di comitati civici in tutto il paese, tanto che in poche settimane ne sarebbero sorti già 380.

A poter dare ulteriore slancio a questa prospettiva ci sarebbe anche un sondaggio realizzato dall’istituto EMG a metà novembre, che al momento attribuisce a un eventuale nuovo partito di Renzi un più che buono 12%.

I sondaggi sul nuovo partito di Renzi

A prescindere che questa ipotesi possa o meno concretizzarsi, EMG ha effettuato un sondaggio per conto della trasmissione di Raitre Agorà per cercare di capire quale peso potrebbe avere un partito di Matteo Renzi nel panorama politico italiano.

Secondo l’indagine questa forza politica al momento prenderebbe il 12%. In particolare il partito catturerebbe il voto di un italiano su dieci, uno su due se si restringe il campo soltanto agli elettori del Partito Democratico.

Tradotto in soldoni, se queste stime dovesse essere veritiere l’ex premier potrebbe contare ancora su 4 milioni di italiani pronti a seguirlo in questa nuova avventura. In passato un sondaggio analogo aveva parlato invece di un nuovo partito che si attesterebbe al 4%.

Una scissione dal Partito Democratico e l’avvio di una forza politica centrista, europeista e progressista, un po’ come En Marche! di Emmanuel Macron in Francia e Ciudadanos in Spagna, potrebbe in qualche modo ricompattare il frastornato elettorato moderato.

In più Matteo Renzi andrebbe a portarsi dietro anche una parte di quel zoccolo duro del PD che lo ha sostenuto negli ultimi anni. Questo nuovo partito inoltre potrebbe incontrare i favori anche di Forza Italia, visto che una parte degli azzurri da tempo è insofferente alla nuova leadership di Matteo Salvini.

Anche se il 12% sarebbe un’ottima base di partenza, al momento Renzi anche dopo il passo indietro di Minniti nelle primarie continua a ribadire come non sia in programma la nascita di un nuovo partito.

La creazione dei comitati civici però potrebbe essere la base per iniziare a costruire un radicamento nel territorio, conditio sine qua non per creare una forza politica efficace.

La scissione dal Partito Democratico e l’avvio di una nuova avventura per Matteo Renzi quindi potrebbe essere solo questione di tempo: magari prima delle elezioni europee di maggio potrebbe arrivare questo addio che ormai è sempre più nell’aria.

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