Chi è stato il miglior premier secondo gli italiani

Il risultato del sondaggio di Money.it su chi è stato il miglior Presidente del Consiglio da quando è nata la Seconda Repubblica rivela: Silvio Berlusconi è stato il più votato, superando di poco Matteo Renzi e staccando Giuseppe Conte.

Chi è stato il miglior premier secondo gli italiani

Silvio Berlusconi è stato il miglior premier della Seconda Repubblica. Questo è il responso del sondaggio di Money.it lanciato la scorsa settimana, al quale hanno partecipato 14.362 lettori.

Alla domanda su chi fosse stato il miglior Presidente del Consiglio degli ultimi 25 anni, da quando l’inchiesta Tangentopoli ha messo fine a quella che adesso viene chiamata la Prima Repubblica, il più votato è risultato essere Silvio Berlusconi.

Il leader di Forza Italia e attuale eurodeputato nel sondaggio ha superato di poco Matteo Renzi, mentre sul gradino più basso del podio ma distante dai primi due si è posizionato Romano Prodi.

Soltanto quarto Giuseppe Conte, l’attuale premier del governo giallorosso, che ultimamente viene dato da diversi indici di gradimento dietro soltanto al Presidente Sergio Mattarella e davanti a tutti gli altri leader politici.

Ricordiamo che i risultati del sondaggio in oggetto non hanno valore scientifico e non risulta fortemente indicativo a causa della mancanza di un campione ponderato.

Il sondaggio sul miglior premier della Seconda Repubblica

Anche se l’attuale situazione di Forza Italia sembrerebbe essere molto delicata dopo il risultato deludente alle ultime elezioni europee, ora gli azzurri devono fare i conti pure con la scissione di Giovanni Toti e del suo Cambiamo!, Silvio Berlusconi può consolarsi con l’essere stato votato nel nostro sondaggio come il miglior premier della Seconda Repubblica.

  • Silvio Berlusconi - 26,7%
  • Matteo Renzi - 26,2%
  • Romano Prodi - 14,4%
  • Giuseppe Conte - 11,5%
  • Paolo Gentiloni - 4,7%
  • Enrico Letta - 3,5%
  • Mario Monti - 3,1%
  • Massimo D’Alema - 1,3%
  • Giuliano Amato - 1,1%
  • Lamberto Dini - 1,0%
  • Non so, non risponde - 6,5%

Fin dalla nascita della Repubblica Italiana, il nostro Paese è sempre stato sostanzialmente governato dalla Democrazia Cristiana e poi, a partire dai primi anni ‘80, dal pentapartito che comprendeva anche il Partito Socialista, quello Repubblicano, quello Liberale e i Socialdemocratici.

Con lo scoppio dell’inchiesta Tangentopoli nel febbraio del 1992, quel sistema di potere che aveva governato l’Italia per quasi cinquant’anni si è sgretolato, decretando sostanzialmente la fine dei cinque partiti.

Con le elezioni del marzo 1994 si indica così l’inizio della Seconda Repubblica, segnata dalla presenza di nuove forze politiche come Forza Italia di Silvio Berlusconi e del PDS, partito figlio della svolta progressista voluta da Achille Occhetto all’interno del PCI.

L’Italia è il Paese che amo”. Con questa frase il 26 gennaio 1994 Silvio Berlusconi annunciò la sua scesa in campo in politica, fondando Forza Italia e vincendo con ampio margine alla guida di una coalizione di centrodestra le elezioni che si tennero poi a marzo.

Da quel momento il leader degli azzurri ha vinto altre due elezioni (nel 2001 e nel 2008), arrivando a formare durante le varie legislature quattro governi da lui presieduti e tutti sostenuti da una maggioranza di centrodestra.

A prescindere da come la si pensi nei riguardi dell’ex premier, Berlusconi ha senza dubbio rivoluzionato la politica italiana rottamando le vecchie strutture partitiche e dando vita a quei partiti personali che caratterizzano l’attuale situazione nostrana.

Se adesso un elettore non vota tanto il PD oppure la Lega ma Renzi o Salvini, il merito o demerito di questo è tutto di Berlusconi che ha messo al centro della scena politica il leader e non più il partito, che è diventato un mezzo.

Forse per questo Silvio Berlusconi nonostante il momento difficile di Forza Italia è ancora apprezzato, tanto che Matteo Salvini dopo aver annunciato più volte una separazione ha di recente stretto un nuovo patto con gli azzurri.

Gli altri Presidenti del Consiglio

Dal 1994 a oggi sono stati dieci i Presidenti del Consiglio che si sono alternati a Palazzo Chigi e che sono stati l’oggetto del nostro sondaggio, tra governi più o meno lunghi e premier espressione di forze politiche oppure tecnici chiamati a guidare il Paese nei momenti di difficoltà.

Dopo il primo governo Berlusconi ci fu quello di Lamberto Dini, dal gennaio 1995 al maggio 1996, che è stato il primo governo tecnico nella storia della Repubblica Italiana, nato a causa del “ribaltone” voluto da Umberto Bossi che decise di fare uscire la Lega dalla maggioranza di governo.

Alle elezioni successive fu poi la volta di Romano Prodi. “Il Professore” è stato l’unico capace di ottenere una chiara vittoria alle urne nei confronti di Silvio Berlusconi. Con l’Ulivo prima e l’Unione poi è riuscito a vincere guidando una coalizione di centrosinistra le elezioni del 1996 e del 2006.

Nonostante gli eredi del PCI fossero per la prima volta al governo, in entrambi i casi gli esecutivi guidati da Romano Prodi non durarono a lungo: clamoroso fu il caso del 2008, quando venne sfiduciato al Senato per cinque voti dopo la fuoriuscita dell’Udeur di Clemente Mastella dalla maggioranza e il voto contrario di altri tre senatori tra cui Lamberto Dini e Franco Turigliatto.

Dopo poco più di due anni dalla storica prima vittoria di Romano Prodi, una crisi provocata da Rifondazione Comunista portò alla formazione di un nuovo governo, ancora di centrosinistra, guidato da Massimo D’Alema.

Per la precisione, l’ex segretario dei DS è stato a capo di due esecutivi consecutivi, nel complesso dall’ottobre 1998 fino all’aprile del 2000, quando D’Alema decise di lasciare Palazzo Chigi a seguito di una pesante sconfitta del centrosinistra alle elezioni regionali.

Nella travagliata XIII° legislatura il quarto governo sempre di centrosinistra che traghettò il Paese verso le elezioni del 2001 fu quello guidato da Giuliano Amato, storico esponente socialista che oltre a essere stato più volte ministro era stato già una prima volta a Palazzo Chigi per un breve periodo nella fase calda e caotica di Tangentopoli.

Il secondo governo tecnico avuto in Italia è stato invece quello presieduto da Mario Monti, detto anche il “governo dei professori”. Tutto nasce dalla profonda crisi economica e finanziaria che investì il nostro Paese durante il quarto governo Berlusconi.

Con lo spread arrivato a livelli insostenibili, pressato da più parti il leader di Forza Italia nel novembre 2011 si fece da parte appoggiando insieme al PD e ai centristi il governo Monti, autore della famosa politica “lacrime e sangue” che fu necessaria per rimettere in ordine i conti del Paese.

Le elezioni del 2013 poi hanno segnato una sorta di spartiacque nella storia politica italiana. L’irruzione sulla scena del Movimento 5 Stelle portò infatti alla fine del bipolarismo centrodestra-centrosinistra, con il risultato che dalle urne non uscì nessun chiaro vincitore nonostante il centrosinistra fosse finito davanti a tutti.

Per poter formare un governo il PD decise, dopo il rifiuto dei 5 Stelle a scendere a patti, di dare vita a un esecutivo sostenuto anche dal Popolo della Libertà oltre che da diverse forze centriste e guidato da Enrico Letta.

Nonostante la famosa frase “Enrico stai sereno” pronunciata dal rampante Matteo Renzi, alla fine Enrico Letta si dimise a febbraio 2014 dopo che la Direzione Nazionale del Partito Democratico aveva rilevato la necessità e l’urgenza di “aprire una fase nuova, con un nuovo esecutivo”.

Dopo il grande successo personale avuto alle primarie dem per la segreteria, Matteo Renzi prese il posto di Enrico Letta nel febbraio 2014 sostenuto da una maggioranza che non vedeva più la presenza di Berlusconi ma soltanto quella di Alfano, che si era staccato dal Popolo della Libertà dando vita al Nuovo Centro Destra.

Il governo Renzi rimase in carica per circa mille giorni con il picco del 40% raggiunto alle europee del maggio 2014, fino a quando a seguito della bocciatura del Referendum Costituzionale nel dicembre 2016 l’ex sindaco di Firenze decise di dimettersi come aveva annunciato prima del voto in caso di un esito negativo.

Visto il problema della legge elettorale, comunque da cambiare per non votare con due sistemi di voto differenti, Paolo Gentiloni venne incaricato di guidare un governo sostenuto sempre dalla stessa maggioranza del precedente con lo scopo di realizzare una riforma elettorale, traghettando poi il Paese verso la fine della legislatura dopo aver licenziato il Rosatellum.

L’Ultimo Presidente del Consiglio in ordine di tempo è Giuseppe Conte. “L’avvocato del popolo”, così come lui stesso si è definito, venne scelto nel maggio del 2018 da Lega e Movimento 5 Stelle, dato l’esito delle elezioni del marzo precedente incapaci di decretare un vincitore, al fine di guidare il primo governo della Seconda Repubblica a non vedere la presenza di Forza Italia o del PD.

Un’esperienza durata però soltanto poco più di un’anno: lo scorso agosto la Lega ha deciso di chiudere l’esperienza gialloverde. Dopo essersi dimesso, Conte ha ricevuto un nuovo mandato dal Presidente Mattarella per un suo governo bis sostenuto questa volta dal PD in tandem con i 5 Stelle.

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