Sondaggi politici post referendum, ecco cosa succederebbe se si votasse oggi

Simone Micocci

24 Marzo 2026 - 10:33

Sondaggi politici, come sono cambiate le intenzioni di voto dopo il referendum? Ecco cosa succederebbe nel caso in cui Meloni dovesse dimettersi e si tornasse subito al voto.

Sondaggi politici post referendum, ecco cosa succederebbe se si votasse oggi

Giorgia Meloni ha perso il referendum sulla giustizia, ma se si votasse oggi avrebbe ancora ottime possibilità - almeno secondo i dati dei sondaggi politici - di vincere le elezioni.

A indicarlo sono le rilevazioni realizzate da Swg per il Tg La7, diffuse nella serata del 23 marzo subito dopo la conclusione dello spoglio, che ha certificato una dura sconfitta per l’intero Centrodestra. Va però precisato che questi sondaggi non tengono conto dell’effetto referendum: quindi non è ancora possibile capire quanto il risultato possa incidere sulle intenzioni di voto degli italiani, un quadro che sarà più chiaro solo nei prossimi giorni.

Tuttavia, osservando gli ultimi sondaggi effettuati prima del voto, non emergevano segnali di ciò che poi è accaduto alle urne. Nel pieno della campagna referendaria, infatti, Meloni ha registrato persino un incremento nei consensi rispetto alla settimana precedente, mentre Partito Democratico e Movimento 5 Stelle - usciti politicamente rafforzati dal referendum - mostravano un leggero calo.

Nel caso in cui Giorgia Meloni decidesse di dimettersi da presidente del Consiglio - ipotesi al momento remota, visto che lei stessa ha subito ribadito l’intenzione di arrivare a fine legislatura - un eventuale ritorno anticipato alle urne potrebbe comunque consentire alla coalizione di confermare la maggioranza. Tuttavia, come dimostrato proprio dal referendum, i sondaggi restano strumenti con un margine di errore: basti pensare alla difficoltà nel prevedere correttamente il dato sull’affluenza per capire perché non ci si debba attenere solamente a questo strumento.

Cosa dicono i sondaggi dopo il referendum

Guardando agli ultimi sondaggi politici non c’erano avvisaglie di una sconfitta di Giorgia Meloni al referendum. Fratelli d’Italia mantiene infatti un livello di consenso molto elevato, confermandosi primo partito con il 29,5% secondo le rilevazioni Swg per il Tg La7 del 23 marzo. Un dato sostanzialmente stabile rispetto alla settimana precedente, che indica come la base elettorale del partito non abbia mostrato segnali di cedimento durante la campagna referendaria. Sempre all’interno della maggioranza, Forza Italia registra una flessione al 7,8%, mentre la Lega cresce leggermente al 6,8%. Nel complesso, quindi, l’area di governo mantiene una struttura elettorale solida, anche se con equilibri interni in movimento.

Anche nel campo delle opposizioni non emergono variazioni significative. Il Partito Democratico si attesta al 21,5%, in lieve calo rispetto al 21,7% della settimana precedente, mentre il Movimento 5 Stelle si colloca al 12,2%, anch’esso sostanzialmente stabile. Numeri che mostrano come, almeno per adesso, il successo politico ottenuto al referendum non si sia tradotto immediatamente in un incremento delle intenzioni di voto nei confronti delle forze del cosiddetto “campo largo”.

Sul fronte opposto, l’Alleanza Verdi e Sinistra resta ferma al 6,6%, consolidando la propria posizione ma senza guadagni evidenti nel breve periodo.

Sondaggi politici del 23 marzo 2026 Sondaggi politici del 23 marzo 2026 Fonte: Swg per il Tg La7

Tra le forze minori si segnalano piccoli spostamenti: Azione scende al 3,4%, Futuro Nazionale di Vannacci al 3,3%, mentre Italia Viva sale al 2,5%. +Europa arretra all’1,4% mentre Noi Moderati cresce all’1,2%. Le altre liste complessivamente raggiungono il 3,8%. Resta inoltre elevata la quota di elettori indecisi o che non esprimono un orientamento di voto, pari al 29%.

Sondaggi politici del 23 marzo 2026 Sondaggi politici del 23 marzo 2026 Fonte: Swg per il Tg La7

Nel complesso, i numeri suggeriscono che il risultato del referendum abbia avuto per adesso un impatto politico immediato soprattutto sul piano simbolico e mediatico, mentre sul piano elettorale gli equilibri appaiono ancora simili a quelli precedenti al voto. Sarà comunque necessario attendere le prossime rilevazioni per capire se la sconfitta referendaria produrrà effetti più profondi sulle intenzioni di voto degli italiani.

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