Secondo gli ultimi sondaggi politici, oggi il campo largo formato dalle forze di Centrosinistra vincerebbe le elezioni. Meloni è avvisata.
Il trend dei sondaggi politici delle ultime settimane non sorride al Centrodestra che, anche negli ultimi rilevamenti effettuati da Swg per il Tg La7, vede ridursi il vantaggio accumulato nei mesi scorsi nei confronti del campo largo, tanto da subire il sorpasso. A incidere è anche il “fuoco amico” di Vannacci che, con il suo Futuro Nazionale, ha intercettato una parte dei voti, non necessariamente destinati a confluire tra quelli dei suoi possibili alleati alle prossime elezioni. L’eventuale ingresso di Vannacci nella coalizione di Centrodestra, infatti, resta tutto da definire, anche alla luce di un rapporto non idilliaco con Matteo Salvini e con la Lega, che potrebbe opporsi a una simile prospettiva.
Proprio per questo, la presenza o meno di Vannacci potrebbe rivelarsi decisiva per il Centrodestra che, a poco più di un anno dalle prossime elezioni, sembra aver intrapreso un trend negativo, guardando con crescente preoccupazione alla minaccia del cosiddetto Campo largo.
Sia Meloni che la Lega, infatti, hanno perso ulteriori consensi nell’ultima settimana, mentre Forza Italia è rimasta stabile. Dall’altra parte, il Campo largo, pur senza crescite rilevanti, guadagna terreno e si porta in vetta, così da guardare con maggiore fiducia alle prossime elezioni.
Le intenzioni di voto se si votasse oggi, zero crescita per i partiti di Centrodestra
Ma analizziamo nel dettaglio cosa ci dicono le intenzioni di voto. Gli ultimi dati Swg per il Tg La7 confermano una fase di sostanziale stagnazione - se non di lieve arretramento - per i principali partiti del Centrodestra.
Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 29,1%, ma perde lo 0,2% rispetto alla settimana precedente. La Lega registra il calo più marcato all’interno della coalizione, scendendo al 6,2% (-0,3%), mentre Forza Italia arretra leggermente al 7,7% (-0,1%). Numeri che, nel complesso, restituiscono l’immagine di un’area politica che non riesce a crescere e che anzi vede erodersi parte del consenso.
A incidere è anche la dinamica esterna alla coalizione: Futuro Nazionale sale al 3,6% (+0,2%), confermando una tendenza che potrebbe sottrarre voti proprio al Centrodestra, senza però garantire, almeno per ora, un’alleanza certa in vista delle elezioni.
Sul fronte opposto, il campo largo si mantiene stabile ma competitivo: il Partito Democratico è fermo al 21,6%, mentre il Movimento 5 Stelle cresce leggermente al 12,5% (+0,1). Verdi e Sinistra restano al 6,7%, contribuendo a consolidare un blocco che, pur senza exploit, continua a ridurre il divario.
Completano il quadro le forze centriste, con Azione al 3,4% (+0,1%), Italia Viva al 2,3% (-0,1%) e +Europa stabile all’1,5%.
Centrodestra vs Campo largo, le opposizioni guadagnano terreno
Se si sommano le principali forze delle due aree politiche, il quadro che emerge dai sondaggi di oggi è ancora più chiaro: il vantaggio del Centrodestra si riduce e il campo largo continua a recuperare terreno.
Nel dettaglio, il Centrodestra, considerando Fratelli d’Italia (29,1%), Lega (6,2%), Forza Italia (7,7%) e Noi Moderati (1,1%), si attesta complessivamente al 44,1%. Una settimana fa, con FdI al 29,3%, Lega al 6,5%, FI al 7,8% e Noi Moderati all’1,1%, il totale era pari al 44,7%: si registra quindi un calo dello 0,6%.
Dall’altra parte, il campo largo, formato da Partito Democratico (21,6%), Movimento 5 Stelle (12,5%), Alleanza Verdi e Sinistra (6,7%), Italia Viva (2,3%) e +Europa (1,5%), raggiunge oggi il 44,6%. Nella rilevazione precedente, con M5S al 12,4% e Italia Viva al 2,4% (gli altri invariati), il totale era pari al 44,6%, quindi sostanzialmente stabile.
Il dato politico più rilevante è quindi il restringimento del divario: se una settimana fa il Centrodestra manteneva un vantaggio di circa 0,1 punti, oggi si trova leggermente sotto di 0,5 punti rispetto al campo largo. Un’inversione, seppur minima, che conferma come il trend delle ultime settimane stia premiando le opposizioni, rendendo lo scenario elettorale sempre più competitivo e aperto.
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