Smart working: arrivano incentivi per le imprese con la Legge di Bilancio 2021

Teresa Maddonni

25 Novembre 2020 - 14:59

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Smart working: la Legge di Bilancio 2021 riconosce alle imprese che investono in beni strumentali materiali e immateriali degli incentivi. Si tratta per il lavoro agile di un credito d’imposta pari al 15% del costo.

Smart working: arrivano incentivi per le imprese con la Legge di Bilancio 2021

Anche per lo smart working sono in arrivo incentivi con la Legge di Bilancio 2021 che, approvata dal Consiglio dei Ministri, ha iniziato il suo iter parlamentare.

La Legge di Bilancio 2021 stanzia risorse per rilanciare occupazione, economia, ma anche per sostenere le imprese in emergenza con la proroga della cassa integrazione prevista di 12 settimane per esempio.

Anche lo smart working, da mesi ormai al centro della scena dal momento che la pandemia di Covid ha modificato le dinamiche lavorative con un massiccio ricorso al lavoro agile, potrebbe ottenere con la Legge di Bilancio 2021 gli incentivi, ossia il credito d’imposta per i beni strumentali nuovi nella misura del 15% del costo sostenuto, nell’ambito della Transizione 4.0, cui viene dedicato un articolo specifico. Vediamo di cosa si tratta e come funziona.

Smart working: incentivi nella Legge di Bilancio 2021

A far riferimento allo smart working e agli incentivi nella Legge di Bilancio 2021 è il comma 4 dell’articolo 184. Si legge nel dettaglio:

“Alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali materiali aventi a oggetto beni diversi da quelli indicati nell’allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 2 milioni di euro, nonché investimenti in beni strumentali immateriali diversi da quelli indicati nell’allegato B annesso alla medesima legge 11 dicembre 2016, n. 232, nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021, ovvero entro il 30 giugno 2022, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 10 per cento del costo determinato ai sensi dell’articolo 110, comma 1, lettera b), del citato testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986. Per gli investimenti effettuati mediante contratti di locazione finanziaria, si assume il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni. La misura del credito d’imposta è elevata al 15 per cento per gli investimenti in strumenti e dispositivi tecnologici destinati dall’impresa alla realizzazione di forme di lavoro agile ai sensi dell’articolo 18 della legge 22 maggio 2017, n. 81.”

Si tratta nel dettaglio, anche per lo smart working di un credito di imposta riconosciuto che si applica ai beni materiali, ovvero i macchinari, o anche a beni immateriali come i software.

Nel caso dello smart working il credito di imposta con la Legge di Bilancio 2021, che avrebbe pertanto valore retroattivo, è pari al 15% a condizione che l’ordine sia stato accettato entro la fine del 2021 con il pagamento di almeno il 20%.

Il limite massimo dei costi ammissibili è pari a 2 milioni di euro per i macchinari e a 1 milione di euro per i beni immateriali. Il medesimo comma sopra citato ricoosce altresì il credito di imposta pari al 10% per le spese sostenute per investimenti in beni materiali diversi da quelli ammessi all’iper ammortamento (allegato A annesso alla legge 11 dicembre 2016, n. 232) e in beni immateriali (allegato B della medesima Legge di Bilancio 2017).

Credito d’imposta per la Transizione 4.0

Lo smart working, con il credito di imposta al 15% per gli investimenti riconosciuto dalla Legge di Bilancio 2021, assume nuova centralità alla luce del ricorso ch ne è stato fatto durante l’emergenza Covid.

Il testo del disegno di Legge che ha iniziato il suo iter parlamentare e che pertanto è ancora in bozza prevede per la Transizione 4.0 all’articolo dedicato un credito di imposta nella misura del 20% per tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato che effettuano investimenti in beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate in Italia a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023.

Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 50% per l’acquisto di beni ammessi all’iper ammortamento di cui all’allegato A della Legge di Bilancio 2017, a decorrere dal 16 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2021 ovvero entro il 30 giugno 2022 sempre a condizione che entro la data del 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione. Il credito d’imposta è riconosciuto:

  • nella misura del 50% del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • nella misura del 30% del costo, per la quota di investimenti superiori a 2,5 milioni fino a 10 milioni di euro;
  • nella misura del 10% del costo, per la quota di investimenti superiori a 10 milioni e fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro.

Il credito di imposta è riconosciuto nella misura del 20% alle imprese che effettuano investimenti per i beni di cui all’allegato B della Legge di Bilancio 2017 nel limite massimo di costi ammissibili pari a 1 milione di euro.

Per maggiori dettagli sugli incentivi alle imprese per lo smart working e sul credito di imposta per la Transizione 4.0 riconosciuto per gli investimenti delle imprese tocca in ogni caso attendere il testo ufficiale della Legge di Bilancio 2021.

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