Cosa vuol dire POV? Il significato tra social e vita reale

Pasquale Conte

19/11/2025

Se navighi sui social, sicuramente ti sarai imbattuto nel termine POV. Ma cosa vuol dire? Ecco il significato del termine online e nella vita reale.

Cosa vuol dire POV? Il significato tra social e vita reale

Tra trend del momento e parole che rimangono virali anche dopo anni, i social network sono in costante evoluzione e vanno studiati a fondo per comprenderne il reale funzionamento. Sei solito aprire quotidianamente piattaforme come Instagram e TikTok? Allora quasi certamente ti sarai imbattuto nei POV.

Si tratta di un acronimo di origine anglosassone che sta per Point of View. Non è una parola usata a caso: indica un tipo specifico di contenuti. Ma non solo, perché viene utilizzato anche nella vita reale.

Ma qual è il suo vero significato? Quando va utilizzato in maniera corretta? Ci sono degli esempi concreti? Ecco tutto quello che devi sapere a riguardo.

Cosa significa POV

La sigla POV è un acronimo di point of view, tradotto in italiano come «punto di vista». Nonostante questo termine sia divenuto ormai una tendenza da social, in realtà esisteva da ben prima dell’avvento di quest’ultimi.

Prima di parlare di Instagram e Tik Tok, è bene specificare che questa sigla rappresenti in realtà una tecnica di ripresa, utilizzata ancora oggi all’interno dell’industria cinematografica, amatoriale o di prim’ordine che sia.

Si tratta dunque di un termine che, nel segno del suo significato letterale, serve a fornire il punto di vista o della persona che lo pronuncia oppure di una persona esterna, incentrandosi così su quella che è la sua prospettiva.

Cosa vuol dire POV sui social network

Allo stato attuale, il termine POV viene utilizzato soprattutto all’interno di piattaforme social come Instagram e Tik Tok. La maggior parte dei meme che si possono scorgere riguardano situazioni ipotetiche, dunque fittizie ma divertenti. Ma non mancano storie di vita reale, scenari comuni in cui tutti ci siamo imbattuti almeno una volta nella vita.

Gli utenti che creano questi contenuti ironici sono soliti immedesimarsi anche nei panni di un’altra persona, così da descrivere una determinata situazione proprio dal suo punto di vista personale.

Può, inoltre, capitare che una persona, tramite l’utilizzo del POV, voglia esprimere il suo pensiero riguardo una tematica ben precisa. Per esempio, su dei fatti di cronaca che hanno sconvolto il pubblico o che hanno suscitato clamore tra gli utenti.

Questa sigla viene spesso aggiunta dai creator anche come «scudo difensivo» per tutelarsi da eventuali critiche. L’hating sul web è all’ordine del giorno, e si manifesta sotto le forme più disparate.

Chiarire che ciò che si sta esprimendo è in realtà un proprio pensiero non è sbagliato: la prudenza non è mai troppa. Specie se si considera quanto ostico possa essere l’odio che alcuni utenti possono diffondere tramite dei semplici commenti.

Come creare un POV sui social

Il POV è, quindi, un formato narrativo molto popolare sui social media, che permette di coinvolgere direttamente l’utente, mettendolo al centro della scena. Questi contenuti sono particolarmente diffusi su piattaforme come TikTok, Instagram e YouTube, dove il coinvolgimento emotivo e l’interazione con il pubblico sono fondamentali per attirare l’attenzione.

Per creare un POV di successo, è importante seguire alcuni passaggi chiave.

  • Avere un’idea chiara del messaggio che vuoi trasmettere e di come vuoi che il pubblico si senta. Ad esempio, puoi scegliere di raccontare una storia romantica, drammatica o divertente.
  • Il formato POV richiede che l’utente sia trattato come un protagonista: la videocamera simula il punto di vista di chi sta guardando, rendendo l’esperienza più immersiva. Questo può essere ottenuto girando video in prima persona o direttamente rivolgendosi allo spettatore, come se fosse parte della scena.
  • Per ottimizzare l’efficacia di un POV, è essenziale prestare attenzione alla qualità del suono e delle immagini. La musica e gli effetti sonori giocano un ruolo importante per intensificare l’emozione e rendere il contenuto ancora più realistico.
  • Il tempismo è cruciale: i POV funzionano meglio quando sono brevi e concisi, con un ritmo narrativo veloce che mantiene alta l’attenzione dell’utente.

Alcuni esempi di POV sui social network

Per poter creare un POV di successo, è importante immedesimarsi nell’utente comune e raccontare una situazione in cui chiunque può imbattersi nel quotidiano.

Per avere un’idea precisa o per trovare la giusta ispirazione, può tornare utile aprire un qualsiasi social network e cercare la parola POV nella barra di ricerca. Per darti una mano, ti forniamo alcuni esempi utili di POV da poter replicare.

POV POV Un esempio concreto

Un primo esempio è il classico “POV - I’m your girlfriend/boyfriend”, in cui si mette in scena un episodio che potrebbe verificarsi tra fidanzati. Per esempio “POV: Sono la tua ragazza e ogni 5 minuti ti rompo mentre giochi alla Play”, in cui c’è il ragazzo che è attaccato ai videogiochi e la ragazza lo disturba per farlo smettere.

O perché no, un classico “POV: Sono la tua ragazza e sto facendo finta di non essere gelosa… ma so esattamente chi hai messo like”, in cui impersonifichi il ruolo della fidanzata gelosa per il comportamento sospetto del fidanzato sui social.

POV POV Un esempio concreto

Altro esempio di POV può essere “POV: quando ti dimentichi cosa stavi cercando e rimani fermo in caricamento”. In questo caso, mostri il classico scenario in cui ti alzi per cercare un oggetto, arrivi in stanza e ti dimentichi di cosa avevi bisogno.

POV POV Un esempio concreto

Perché non mostrare una scena di vita in famiglia? Un POV efficace può essere quello in cui mostri com’è avere dei bambini piccoli in casa che ti svegliano volendo giocare, anche se è domenica e stai riposando.

POV POV Un esempio concreto

Per concludere, potresti pensare a un video POV in cui metti in scena un episodio classico che succede a scuola, un modo ideale per intercettare il pubblico giovanile di Instagram o TikTok.

Insomma, gli esempi sono infiniti e possono riguardare davvero qualsiasi momento della giornata, in qualunque luogo o contesto. Sta a te trovare il giusto spunto e realizzare un POV che sappia conquistare i social network.

Cosa vuol dire POV oltre i social network

Come anticipato, il POV solo negli ultimi anni viene collegato direttamente ai social network. In realtà, ha radici molto più profonde e nel tempo è diventato un mezzo di intrattenimento anche in ambito cinematografico.

Qui, il POV viene riconosciuto anche col termine di «soggettiva». Questa tecnica di ripresa consiste nell’impostare l’inquadratura della scena dal punto di vista del personaggio in questione.

Così facendo, il pubblico vedrà la scena come se a «girarla» fosse proprio il protagonista o il personaggio generico del film, dando così l’idea di una maggiore introspezione (non solo visiva). Si avrà, dunque, il piacere di vedere il campo visivo tramite gli occhi del protagonista, in poche parole.

Alle volte viene utilizzata da registi e sceneggiatori per aumentare l’hype che ruota attorno ad un momento particolare del film. Non bisogna infatti dare per scontato che venga chiarito chi sia il protagonista del POV, il che contribuisce in maniera positiva alla suspense.

Uno dei modelli più puri di rappresentazione visiva in prima persona è rappresentato dalla pellicola «Una donna nel lago» (1947), diretto e interpretato da Robert Montgomery. A metà tra il noir e il poliziesco, la sua peculiarità principale consiste nel modo in cui esso è stato girato; per quasi tutta la durata del film, infatti, l’unica inquadratura che viene utilizzata è proprio quella soggettiva.

Ogni scena viene dunque mostrata dal regista dal punto di vista del protagonista, facendo immedesimare il pubblico nella sua parte. Il suo volto viene mostrato solamente all’inizio del film, durante la sua metà e nella scena finale.

Paradossalmente, per quanto sia un caso studio interessante, gli autori del film non hanno ottenuto l’effetto desiderato. Non essendoci, infatti, una figura visibile in maniera chiara, il pubblico ha presumibilmente riscontrato una certa difficoltà a riconoscere ed associare determinati caratteri al protagonista. Rimane, tuttavia, un esordio storico di grande interesse.

Qual è il primo POV della storia?

Storicamente, il primo accenno di POV proviene dal cinema muto. Il film portavoce di un trend di cui oggi i social non possono fare a meno è infatti «Napoleone», opera risalente al 1927 e diretta dal regista francese Abel Gance.

L’applicazione di questa tecnica inizialmente consisteva semplicemente nell’avvolgere l’obiettivo della macchina da presa con delle spugne, in modo tale che durante le riprese il campo visivo venisse ristretto.

Le spugne in questione non erano utili soltanto per restringere il campo circostante, bensì anche per dare al pubblico la percezione dell’impatto e della vibrazione dei colpi rilasciati durante le più comuni scene d’azione.

Una tipologia di percezione non solo visiva, ma più in generale multisensoriale. La tendenza in questione è stata poi ripresa interamente (o quasi) dal mondo dei social, divenendo un trend virale e apprezzato soprattutto dagli utenti più giovani.

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