Settore aereo USA: il coronavirus costa 157 miliardi di dollari

Marco Ciotola

29 Novembre 2020 - 14:23

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Le compagnie aeree statunitensi continuano a registrare enormi perdite sulla scia del coronavirus: “Crisi devastante e inesorabile”

Settore aereo USA: il coronavirus costa 157 miliardi di dollari

Il coronavirus costa al settore aereo statunitense 157 miliardi di dollari. È la più recente stima prodotta dall’International Air Transport Association (IATA), che ha parlato di crisi da Covid-19 “devastante e inesorabile”.

Altre enormi perdite si profilano per il comparto mentre le compagnie di tutto il mondo si preparano all’estensione di uno stato d’emergenza pronto a persistere per tutto il 2021.

Le stime sono molto peggiori rispetto a quelle prodotte in precedenza, tanto che lo stesso direttore generale della IATA, Alexandre de Juniac, ha dichiarato che il covid ha reso il 2020 “il peggior anno finanziario mai registrato, senza eccezioni”.

Secondo il gruppo le perdite nette ammontano a 118,5 miliardi di dollari, e quindi ben peggiori rispetto agli 84,3 miliardi previsti a giugno. Nel complesso, il settore del trasporto aereo va verso perdite di 38,7 miliardi di dollari nel 2021, il doppio di quelle stimate in precedenza, ferme a 15,8 miliardi di dollari.

Settore aereo USA: il coronavirus costa 157 miliardi di dollari

Secondo il direttore generale della IATA Alexandre de Juniac non ci sono grosse alternative in grado di migliorare la situazione del comparto se non quella di riaprire i confini e dare via libera ai voli:

“Dobbiamo riaprire i confini in modo sicuro senza quarantena, in modo che le persone possano volare di nuovo. Con le compagnie aeree che dovrebbero spendere denaro almeno fino al quarto trimestre del 2021, non c’è tempo da perdere”.

Va tenuto conto che il crollo del trasporto aereo sta mettendo a rischio 46 milioni di posti di lavoro a livello mondiale oltre a mettere letteralmente in ginocchio l’industria dell’aviazione, stimando per le compagnie aeree 510 miliardi di dollari di vendite perse.

La IATA prevede che il numero di passeggeri calerà del 60% quest’anno a 1,8 miliardi, più o meno lo stesso numero del 2003. I governi hanno fornito circa 173 miliardi di dollari di sostegno finanziario alle compagnie, senza i quali i fallimenti si sarebbero concretizzati in numero enorme secondo de Juniac.

Ma anche con un sostegno senza precedenti da parte di governi e azionisti, alcune compagnie aeree vanno avanti con difficoltà enormi. La scorsa settimana Norwegian Air ha presentato istanza di protezione dal fallimento, avvertendo la necessità di fondi aggiuntivi per continuare a operare fino al primo trimestre del 2021.

Ora la promessa di un vaccino sicuro ed efficace ha alimentato un certo ottimismo nel comparto per il prossimo anno; ma va considerata la difficoltà di vaccinare milioni di persone e soprattutto il lasso di tempo necessario, come ricordato dallo stesso de Juniac, che ha anche evidenziato come il trasporto merci sia probabilmente l’unica divisione che possa al momento tenere in piedi il comparto:

“La prima metà del prossimo anno sembra ancora estremamente impegnativa; per ora il trasporto di merci è l’unico punto luminoso del settore, sebbene non possa compensare il precipitoso calo dei passeggeri. Ma ha aiutato le compagnie aeree in questo frangente.”

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