Se hai perso il 2,112% del BOT 2027, ecco 3 titoli di Stato con rendimenti fino al 4,51%

Stefano Vozza

14 Gennaio 2026 - 05:51

Alternative di investimento sul breve termine attraverso le obbligazioni sovrane tra cui il Buono Ordinario del Tesoro scadenza 2027

Se hai perso il 2,112% del BOT 2027, ecco 3 titoli di Stato con rendimenti fino al 4,51%

Si è già conclusa la prima asta di debito pubblico sovrano del 2026 e, come da calendario MEF, ha riguardato l’asta del titolo più corto che vi sia, il BOT. Nello specifico si è trattato di un BOT a 12 mesi con data scadenza e rimborso finale a metà gennaio 2027
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Per chi intendeva investire a breve termine sui titoli MEF, quindi, i giochi sono già fatti per cui ora o lo si compra da mercoledì 14 sul MOT o si valutano le alternative. Al riguardo, se ti sei perso il 2,112% del BOT 2027 ecco 3 titoli di Stato con rendimenti fino al 4,51%.

L’esito dell’asta del 1° Buono Ordinario del Tesoro del 2026

Il neo BOT ha matricola identificativa IT0005689887 di cui sono andati in scena la 1° e 2° tranche per importi, rispettivamente, di 8 e 0,8 mld di €. I primi destinati al mercato retail, i secondi agli Specialisti in sovereign bond.
Il titolo ha data emissione e regolamento 14/01/’26 (data d’asta: venerdì 09/01) e scadenza nello stesso giorno del 2027, per complessivi 365 giorni di durata. L’importo richiesto è stato di 11.579,991 mln di € per un rapporto di copertura dell’1,45. Al termine delle procedure, il prezzo d’asta esitato è stato a 97,904 per un rendimento lordo di aggiudicazione del 2,112%. Secondo i calcoli Assiom Forex, il netto esitato si attesta invece all’1,685%.

Da qui a 1 anno non ci saranno cedole con il guadagno che sarà dato dal rimborso finale a 100. In altri termini i guadagni di chi lo traderà saranno dati dalla differenza, se positiva, tra prezzo di vendita meno quello di acquisto. Dal lordo poi andranno dedotte le tasse allo Stato (ritenuta al 12,50%) e le spese bancarie.

Investire in bond inglesi con cedola al 4,125%

Tra le potenziali alternative consideriamo il United Kingdom Fx 4.125% Jan27 Gbp, con ISIN GB00BL6C7720 e coupon nominale annuo del 4,125%. Il tasso è pagato su base semestrale, per cui ogni 6 mesi arriva sul conto l’1,8046% (lordo: 2,0625%) del valore nominale del debito sottoscritto. Quest’ultimo scadrà il 29/01/’27, due settimane dopo il BOT, e gode di un rating emittente più forte di quello vantato dallo Stato Italiano.

Tuttavia, oggi il Governo e l’economia del Regno Unito non se la passano proprio alla grande, per cui i relativi problemi si scaricano anche sui loro debiti. Il UK Fx 4.125% Jan27 Gbp prezza 100,44 per uno yield lordo a scadenza del 3,69%, e duration modificata allo 0,98.

Non male come ritorno sulla carta, ma c’è il grosso problema del cambio a scadenza o alla data di eventuale rivendita anticipata. Oggi il cross EUR/GBP è 0,8661 mentre tra 12 mesi, per fine gennaio ’27, è stimato a 0,891 secondo previsionieuro.com. In altri termini la sterlina è data in calo del 2,2% sull’eurovaluta, ma si tratta di stime future e non di certezze assolute. Laddove dovessero avverarsi si può dire che il trade non arriverebbe all’1% netto tra tasse e commissioni varie per il bond e per i due cambi valutari. Cioè i guadagni racimolati da un fronte servirebbero per coprire le perdite valutarie e le spese/tasse varie. In altri termini, se quel cambio a scadenza dovesse avverarsi c’è che il ritorno del BOT acquistato sul secondario sarebbe più ricco del Gilt Fx 4.125% Jan27 Gbp.

L’obbligazione americana

Sulla stessa falsariga precedente vediamo adesso due bond in USD di due distinti Stati esteri e a quasi parità di durata residua.
Il primo che esponiamo è il T-Note Tf 1,5% USD con ISIN US912828Z781 e data scadenza 31/01/2027. La cedola è “bassa” all’1,50% annuo (stacco semestrale), ma compensata dal prezzo a 97,91 $ per un effettivo a scadenza del 3,57%. Come prima, anche qui il mercato guarda con sospetto al debito pubblico americano in costante espansione e in gran parte non contratto per sostenere la crescita. Per cui pretende alti ritorni per sottoscrivere quel debito, anche sulle scadenze durate.

Al pari del Gilt, anche qui sorgono problemi sull’effettivo cambio a scadenza o data di eventuale rivendita. Oggi con 1 € si ottengono 1,1667 USD ma tra 383 giorni è tutto da vedere. Gli analisti del portale di cui sopra prevedono l’EUR/USD a 1,250 per fine gennaio ’27, per un +6,4% di apprezzamento dell’euro. Se la stima dovesse concretizzarsi, l’operazione sul T-Note Tf 1,5% Gn27 finirebbe in perdita secca per un investitore in euro.

Se hai perso il 2,112% del BOT 2027 ecco 3 titoli di Stato con rendimenti fino al 4,51%

Di dollaro in dollaro, ma con emittente differente, ecco il Romania Tf 3% Usd con ISIN XS2434895988 e data scadenza al 27/02/’27, tra 13 mesi e mezzo circa. Il tasso cedolare su base annua (periodicità cedola: semestrale) è del 3,00%, mentre lo yield sale al 4,51% (dati Borsa Italiana) per via dei corsi a 98,4. Il lotto minimo di ingresso sul titolo è di 2mila $ USA.
Qui il ritorno sarebbe più redditizio del pari valuta precedente, ma finirebbe sempre in perdita per l’investitore in euro laddove l’USD si deprezzasse di tanto a scadenza. Nel dettaglio, stavolta i valori stimati della candela mensile EUR/YSD di febbraio ’27 sarebbero compresi nel min-max tra 1,232 e 1,270, con chiusura a 1,251. Eccolo in tutta la sua portata, quindi, il c.d. rischio di cambio e dei suoi possibili effetti su una data operazione in valuta estera.

Ovviamente le cose potrebbero andare nella direzione inversa a quella stimata e/o alla view prevalente tra gli analisti. Ad esempio ritrovarsi a scadenza un cross €/$ a 1,10 e quindi con un +6% di apprezzamento della moneta USA a beneficio di chi, nel frattempo, avesse investito in USD.

Insomma, troppi rischi malgrado i ricchi yield per quelli che, sulla carta, dovrebbero essere comunque investimenti di breve respiro e a rischio basso o nullo. Forse non resta di meglio dell’attendere l’emissione del prossimo BOT e prenotarsi nei termini previsti dall’emittente. Oppure di provare a seguire una delle alternative illustrate nell’articolo indicato nel riquadro successivo.

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