Archiviata la cinque giorni di collocamento del neo BTP Valore 2032, per il Dipartimento del Tesoro è già tempo di pensare ai nuovi lanci. Il prossimo di marzo, in ordine di tempo, riguarderà il “classico” Buono Ordinario del Tesoro di durata annuale. Poi prima della fine del mese l’emittente offrirà stock di BOT dalle durate residue più corte, tipo il 6 o 3 mesi o altro timing differente.
Considerato l’exploit degli yield di inizio mese, è una buona notizia per chi ha molti soldi da parcheggiare a stretto giro. Entriamo nel vivo, quindi, e presentiamo i pro e i contro del nuovo BOT a 12 mesi tra i titoli di Stato ora che i rendimenti sono esplosi al rialzo.
Le caratteristiche del BOT in scadenza il 12/03/2027
Il neo titolo MEF ha matricola ISIN IT0005699340 e propone un investimento della durata di 364 giorni, 12 mesi. Detta in termini di date, quella d’asta è l’11/03, quella di emissione e regolamento è il 13/03/’26 e l’ultima di rimborso del capitale è fissata per il 12/03/2027.
L’importo offerto nella 1° tranche è di 8 miliardi di €, che serviranno quasi tutti per rimborsare i 9,9 mld di € di BOT a 12M in scadenza proprio venerdì 13/03. Altri 800 mln di €, pari al 10% dell’importo ordinario, saranno appannaggio dell’asta supplementare.
Quanto al calendario delle operazioni di sottoscrizione, le date da ricordare sono:
- martedì 10 è il termine ultimo di prenotazione da parte del pubblico retail interessato alla sottoscrizione;
- mercoledì 11 ci sarà l’asta vera e propria;
- giovedì 12 sarà assegnata la tranche supplementare;
- venerdì 13 saranno regolati i BOT di nuove emissione.
Il rialzo dei rendimenti sul BOT a 12 mesi
Le tensioni abbattutesi sui mercati finanziari dai primi di marzo hanno giovato ai rendimenti che si sono portati ai loro massimi da inizio anno. L’avvio del conflitto in Medio Oriente ha seminato incertezza tra gli operatori che hanno agito vendendo asset in cambio di liquidità. Un classico dei mercati sin dalla notte dei tempi, quindi. Inoltre si è allargato anche lo spread, rimasto comunque su livelli bassi in area 70 rispetto ai quasi 60 alla vigilia del blitz americano.
In questo marasma di cose il mercato ha venduto bond deprimendone i corsi e a beneficio dei ritorni, specie sul tratto medio-corto della yield curve. Lo testimonia il trend dei rendimenti del titolo di Stato a 1 anno di vita residua (fonte: Investing):
- venerdì 27/02: 2,056%, in discesa del –0,48% sul giorno precedente;
- lunedì 02/03: 2,108%, +2,53%;
- martedì 03/03: 2,176%, +3,23%;
- mercoledì 04/03: 2,174%, –0,09%;
- giovedì 05/03: 2,228%, +2,48%;
- venerdì 06/03: 2,308%, in salita del +3,59%;
- lunedì 9 marzo, ore 9.30: 2,495%, in salita dell’8,06% sulla seduta di venerdì 06/03.
Allo stato attuale delle cose, sul neo BOT il rendimento di aggiudicazione dovrebbe risultare in deciso rialzo rispetto alle pari emissioni degli ultimissimi mesi.
Il parcheggio di lusso di breve termine
Data la brevissima vita utile, il BOT è spendibile per tante finalità di portafoglio ma mai per la crescita del capitale. Per simili obiettivi servono più anni, più prodotti (ma non tanti) per mitigare il rischio e soprattutto servono prodotti più adatti allo scopo.
Tuttavia, vi è una finalità su tutte che lo contraddistingue e lo incorona tra gli strumenti principe in tal senso, ossia il parcheggio della liquidità sul breve termine. A voler esagerare, quasi un parcheggio “di lusso” visti i benefici di cui gode:
- garanzia dello Stato Italiano sul capitale versato;
- liquidità sul mercato secondario ai massimi livelli;
- orizzonte temporale di impiego del capitale molto ristretto;
- costi e tassazioni solitamente contenuti;
- presenza di un rendimento capace di auto ripagarsi da tasse, spese bancarie e inflazione di periodo.
Insomma, il prodotto ha dei pro che non passano certamente inosservati e batte molti prodotti concorrenti, uno in particolare: il conto corrente. Questo in genere non rende nulla o prevede tassi prossimi al nulla, per cui espone integralmente il capitale alle perdite da inflazione. Se poi ci uniamo la ridotta garanzia sul capitale (rispetto ai bond sovrani) e il mix di tasse e canoni di gestione, il gioco è fatto e ogni altro commento si rivela superfluo.
Nuovo BOT a 12 mesi tra i titoli di Stato con i rendimenti esplosi al rialzo
Non male, infine, il raffronto con altri potenziali prodotti concorrenti a partire dal conto deposito o del risparmio postale o gli ETF monetari. In verità non sono uno lo strettissimo sostituto dell’altro, ma neanche così dissimili nelle finalità uno con l’altro.
Le sottigliezze si giocano sul mix di spese di gestione, se presenti, la garanzia sul capitale, i rendimenti, se rivolti a tutti o ai soli clienti emittente. Infine, sulla durata effettiva del prodotto e, soprattutto, la maggiore o minore liquidazione del prodotto prima del termine, e le relative condizioni di uscita anticipata