BTP Valore marzo 2026, ecco le nuove cedole. Il MEF rivede al rialzo i tassi minimi garantiti

Laura Naka Antonelli

06/03/2026

Si è appena conclusa la settima edizione del BTP Valore. I risultati dell’emissione e i tassi definitivi annunciati dal Tesoro-MEF.

BTP Valore marzo 2026, ecco le nuove cedole. Il MEF rivede al rialzo i tassi minimi garantiti

Il MEF ha appena annunciato i tassi definitivi e i risultati della settima emissione del BTP Valore, il Titolo di Stato italiano rivolto esclusivamente alla platea degli investitori retail e dunque dei piccoli risparmiatori.

E la grande notizia sui tassi definitivi non è mancata.

BTP Valore, MEF rivede al rialzo tassi con paura inflazione più alta

In un contesto in cui, sulla scia dell’escalation delle tensioni geopolitiche, mercati, investitori e la stessa BCE di Christine Lagarde temono il riaccendersi dell’inflazione un po’ ovunque, a causa della fiammata dei prezzi del petrolio, del gas e in generale degli energetici, il Ministero dell’Economia e delle Finanze guidato da Giancarlo Giorgetti ha rivisto al rialzo i tassi della settima edizione del BTP Valore.

Così si legge nella nota del MEF, appena arrivata:

“Il Ministero dell’Economia e delle Finanze comunica che la settima emissione del BTP Valore, avviata lo scorso 2 marzo, si è conclusa oggi con 16.222,584 milioni di euro raccolti e 522.214 contratti registrati.

Al fine di tener conto dell’evoluzione delle condizioni di mercato, la serie dei tassi cedolari annui del titolo è rivista al rialzo rispetto a quanto annunciato lo scorso 27 febbraio.

Pertanto, i tassi cedolari definitivi sono fissati a:

  • 2,60% per il 1° e 2° anno.
  • 3,20% per il 3° e 4° anno.
  • 3,80% per il 5° e 6° anno”.

Ancora, nel comunicato del MEF si legge che “l’importo emesso coincide con il controvalore complessivo dei contratti di acquisto validamente conclusi alla pari sul MOT (il Mercato Telematico delle Obbligazioni e Titoli di Stato di Borsa Italiana) nelle cinque giornate di collocamento, attraverso le banche dealer, Intesa Sanpaolo S.p.A., Unicredit S.p.A. e Banco BPM S.p.A., e il supporto delle due banche co-dealer, Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. e ICCREA Banca S.p.A”.

Il Tesoro ha poi ricordato che il BTP Valore ha data di godimento 10 marzo 2026 e scadenza 10 marzo 2032 e che, ai sottoscrittori che manterranno il Titolo di Stato “per tutta la durata dei 6 anni verrà garantito anche un premio finale extra dello 0,8% del capitale investito ”.

Le caratteristiche della settima emissione del BTP Valore, nelle casse dello Stato più di 16 MLD

Ricordiamo le caratteristiche di questo nuovo BTP Valore, collocato dal Tesoro sul MOT da lunedì 2 marzo 2026 alle 13 della giornata di oggi, venerdì 6 marzo. La sua emissione, sulla base dei risultati che sono stati appena annunciati dal MEF, ha consentito alle casse dello Stato di assicurarsi più di 16 miliardi di euro.

Il Titolo di Stato ha una scadenza a 6 anni al 10 marzo 2032, presentando un premio fedeltà pari allo 0,8% e cedole trimestrali crescenti nel tempo secondo il meccanismo di step up “2+2+2”.

L’emissione si è conclusa con successo, confermando l’appetibilità di questo strumento di investimento, concepito dal governo Meloni allo scopo di convincere i piccoli risparmiatori italiani a parcheggiare in modo sempre più significativo i loro risparmi nel debito pubblico dell’Italia.

I tassi definitivi si confermano dunque più alti, assicurando ai sottoscrittori di questo nuovo Titolo di Stato cedole più ghiotte.

Per la precisione:

  • I tassi relativi ai primi due anni sono stati alzati dal 2,50% annunciato venerdì scorso al 2,60%.
  • I tassi del terzo e quarto anno sono stati aumentati dal 2,80% al 3,20%.
  • I tassi del quinto e sesto anno sono stati rivisti al rialzo dal 3,50% al 3,80%.

Il primo BTP Valore del 2026 non batte se stesso ma fa meglio della sesta edizione

Ma il BTP Valore non ha battuto se stesso.

Pur significativa, superiore ai 16 miliardi di euro, la raccolta non ha battuto il record di sempre: quello che è stato toccato con l’emissione del terzo BTP Valore, collocato dal MEF due anni fa, dal 26 febbraio al 1° marzo 2024.

È stato quello il BTP Valore che ha fatto la storia, consentendo al Tesoro di incassare più di 18 miliardi di euro.

Quella sesta emissione del BTP Valore aveva consentito al Tesoro di raccogliere più di 16,5 miliardi di euro, per la precisione 16.572,074 milioni di euro, a fronte di 506.992 contratti registrati.

Diversa la scadenza, pari a 7 anni, al 28 ottobre 2032.

In quella occasione, il MEF aveva sponsorizzato il BTP Valore con uno spot pubblicitario che aveva ritratto una bomboletta di lacca spray, accompagnata dal consiglio “alza il volume dei tuoi risparmi”.

Detto questo, la febbre per questa ultima settima edizione si è accesa subito, con ordini schizzati il primo giorno oltre la soglia di 6 miliardi, confermandosi superiori agli ordini del primo giorno della precedente emissione dello scorso ottobre, che si erano attestati a 5,39 miliardi di euro circa, a fronte di 154.304 contratti sottoscritti.

Le cedole più ghiotte. Non è la prima volta per un BTP Valore, era già avvenuto con il BTP Più

Oggi, la grande sorpresa, che non è la prima per la famiglia di questi Titoli di Stato italiani creati ad hoc dal governo Meloni per incitare soprattutto i piccoli risparmiatori e gli investitori retail a partecipare in misura più attiva al rifinanziamento del debito pubblico dell’Italia.

Il MEF aveva rivisto infatti al rialzo anche i tassi cedolari del BTP Valore emesso nel febbraio del 2025, che aveva preso la forma del BTP Più.

Con quella emissione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) aveva raccolto quasi 15 miliardi di euro, per la precisione 14,9 miliardi di euro, annunciando alla fine del collocamento la scelta di alzare i tassi cedolari dal 2,80% al 2,85% per i primi 4 anni e dal 3,60% al 3,70% per i successivi quattro anni.

I BTP Più, va rimarcato, appartengono alla famiglia del BTP Valore, e sono stati definiti dal Tesoro “i primi titoli di Stato della famiglia BTP Valore, dedicati esclusivamente ai risparmiatori individuali, persone fisiche o affini (i cosiddetti sottoscrittori retail), che prevedono un’opzione di rimborso anticipato del capitale ”.

Il commento di Vontobel sui tassi finali. Ma il premio alla fine non è così generoso

Così Jacopo Gerosa, Head of Investment Advisory di Vontobel Wealth Management SIM, ha commentato l’esito della settima emissione del BTP Valore, che ha permesso allo Stato di raccogliere 16,2 miliardi di euro circa. Gerosa ha fatto notare che, rispetto all’edizione di ottobre 2025, la raccolta si è confermata inferiore, visto che nella sesta edizione era ammontata a 16,6 miliardi.

E’ salito tuttavia il “numero di contratti, da 507 a 522mila”.

Ancora, il responsabile della divisione di consulenza degli investimenti di Vontobel ha rimarcato il rialzo dei tassi cedolari annunciato dal MEF, facendo qualche conto: “Rispetto ai tassi minimi comunicati la scorsa settimana, i rendimenti sono stati rivisti al 2,60% (da 2,50%) per i primi due anni, 3,20% nei due anni centrali (da 2,80%) e 3,80% negli ultimi due anni (da 3,50%). Il rendimento finale è dunque del 3,175%, che diventa 3,297% per chi detiene il titolo fino a scadenza”.

Così Gerosa ha concluso la sua nota:

“I dati di raccolta sono stati in linea con le attese dunque, il che era tutt’altro che scontato visti gli eventi dell’ultima settimana. Infatti, dallo scoppio del conflitto in Iran l’intera curva dei tassi si è alzata, e i rendimenti minimi annunciati solo venerdì scorso erano ormai del tutto inadeguati. Se da un lato il meccanismo per cui il Tesoro comunica i tassi definitivi solo al termine del collocamento serve proprio a tutelare i risparmiatori contro inattesi movimenti al rialzo della curva, coloro che hanno sottoscritto negli ultimi giorni non avevano la certezza di conservare il sovra-rendimento preventivato rispetto ai titoli già in circolazione. In effetti, il rendimento finale appare in proporzione un po’ meno generoso: se confrontiamo il BTP valore con un BTP 2032 già in circolazione, il premio di rendimento passa da 14 punti base a circa 9, che diventano una ventina se detenuto fino a scadenza (venerdì scorso sarebbero stati 27)”.

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