Ultimo anno di cedola ricca sul primo BTP Valore prima del premio fedeltà dello 0,5%

Stefano Vozza

12 Giugno 2026 - 16:46

Stacco cedola e avvio dell’ultimo anno sul bond Valore della prima serie che tante gioie ha regalato ai sottoscrittori della prima ora

Ultimo anno di cedola ricca sul primo BTP Valore prima del premio fedeltà dello 0,5%

C’è una massima di vita secondo cui ogni inizio è l’avvio di una fine, a sottolineare la ciclicità di ogni evento umano. Nel campo degli investimenti può rappresentare la scadenza di un titolo prima del rimborso del capitale. È quanto avverrà esattamente tra un anno per la prima serie dei bond Valore, una famiglia di BTP che in 3 anni ha conquistato il portafoglio degli italiani. Per il bond ISIN IT0005547408, infatti, è ormai ultimo anno di cedola ricca sul primo BTP Valore prima del premio fedeltà dello 0,5%.

Il BTP Valore 2027 a cedole semestrali

Quasi 3 anni fa come adesso, precisamente da lunedì 5 a venerdì 9 giugno del 2023, il Dipartimento del Tesoro collocava il primo bond di una nuova famiglia, denominata Valore. Debuttò così il BTP Valore 2027, con una durata di quattro anni divisa in due bienni. Il primo si è concluso il 13 giugno 2025, data in cui è iniziato il secondo, ora giunto a metà percorso. Sabato 13, in particolare, il Tesoro staccherà la cedola (ma sul c/c dovrebbe essere visibile lunedì 15) con il bond che si avvierà al suo 4° anno di vita fruttifera.

Una particolarità è che la cedola è ancora semestrale (13 dicembre e 13 giugno), dato che la novità dello stacco trimestrale fu introdotta con la serie successiva. Nella settimana di collocamento (ISIN speciale IT0005547390) il MEF raccolse 18.191,090 milioni di € a seguito dei 654.675 contratti registrati. Ne venne fuori un taglio medio di 27.786 €, in linea con i 30mila € mediamente raggiunti in simili lanci retail.

Tassi cedolari annui e rendimenti attuali

Il Tesoro fissò una struttura cedolare a tassi fissi e crescenti (step-up) e premio fedeltà finale, con un tasso nominale annuo per ciascun biennio, pari a:

  • 3,25% lordo, e 2,843% netto, per il 1° e 2° anno, cioè dal 13/12/’23 al 13/06/’25;
  • 4,00% (3,50% netto) per il 3° e 4°, vale a dire dal 13/12/’25 al 13/06/’27;
  • premio extra finale di fedeltà dello 0,50% lordo (04375% netto) sul capitale iniziale versato e tenuto fino al termine (13 giugno 2027).

Sul MOT, il Mercato secondario dei bond e titoli di Stato, il titolo (ISIN ordinario IT0005547408) prezza 101,13 centesimi, sopra la pari. Il rendimento effettivo a scadenza è sceso al 2,87% annuo lordo (dati: Borsa Italiana), con valori minimo e massimo annuo a 100,67 e 102,39. Ancora, il titolo gode di elevati volumi scambiati (200-300 contratti daily) con controvalori giornalieri tra i 5 e i 10 mln di €.

Bilancio dei primi 3 anni di investimento

Chi lo acquistasse oggi si assicurerebbe il piccolo credito d’imposta e il 4% di interesse annuo lordo. A scadenza poi incasserebbe la perdita in conto capitale dato dal minor valore di rimborso finale rispetto ai prezzi attuali. Inoltre potrebbe avere poco senso attendere prezzi di ingresso “più convenienti”, cioè maggiori yield a scadenza, data l’esigua vita residua. La duration modificata è quasi nulla a 0,95 come a dire che da qui alla fine i corsi si avvieranno verso la parità e stop.
Chi lo possiede dal principio è difficile lo venderà per tre ragioni:

  • sta incassando le cedole ricche della serie;
  • il BOT a 12 mesi non rende il 4% ma molto meno;
  • tra un anno incasserà l’extra premio, sicuro e noto a priori.

Più in generale, chi lo ha comprato in principio può ritenersi soddisfatto? Facciamo due calcoli. Da un lato ha incassato il 6,5% lordo nel primo biennio, più il 4% del 3° anno per un totale del 10,5% in 3 anni.
Dall’altro ha pagato il 12,50% di ritenuta fiscale su quel 10,5%, più uno 0,2% annuo sul valore di mercato del titolo al tempo della rendicontazione. Per farla breve, un altro 0,6% cumulato in 3 anni, ma arrotondato per eccesso perché ha quasi sempre prezzato sopra cento.

Dunque, al netto della componente Fisco (trattenute e bollo) siamo grosso modo sull’8,50% netto nel triennio. Non è finita qui, perché poi ci sono le spese di gestione bancaria, da imputare pro quota al BTP Valore. Poi c’è la stangata dell’inflazione di periodo. Secondo i dati ISTAT, quella cumulata nazionale da giugno 2023 ad aprile 2026 è stimata intorno al 9%, una mazzata. Se il rendimento netto di tasse e spese resta ampiamente positivo, il giudizio viene meno alla considerazione dell’aumento del costo della vita.

Ultimo anno di cedola ricca sul primo BTP Valore prima del premio fedeltà dello 0,5%

In pratica ad oggi il giudizio complessivo è di un rendimento reale leggermente negativo. E per fortuna, verrebbe da dire, i tassi annui sono ‘ricchi’ in rapporto alla durata. Tuttavia, aggiungendo anche gli interessi del 4° anno e il premio fedeltà il giudizio ultimo dovrebbe tornare definitivamente a favore del Valore ’27. L’inflazione attesa dei prossimi 12 mesi, infatti, è ben al di sotto dei futuri guadagni. Salvo l’imponderabile, il titolo avrà tutelato il valore reale del capitale a scadenza e assicurato un leggero ritorno reale.

Ora, conviene sfruttare il prezzo attuale e venderlo per “a pareggio” in termini reali o tenerlo fino al termine? Difficile rispondere perché non sappiamo l’alternativa con cui effettuerebbe lo switch il risparmiatore. A grandi linee, diremmo “tenere” se il rischio è basso o non si è così esperti e navigati di strumenti finanziari da districarsi con successo tra le alternative. Diversamente si può sfruttare l’attuale fase di rialzi degli yield e cavalcare qualche altra avventura, sperando si riveli un trade più profittevole.

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