Dove spostare i soldi liquidi prima delle ferie e guadagnare fino al 3% annuo lordo?

Stefano Vozza

8 Agosto 2026 - 06:43

Anche il brevissimo periodo può essere utile per incassare il necessario per coprire le spese vive di gestione e una parte di inflazione periodale

Dove spostare i soldi liquidi prima delle ferie e guadagnare fino al 3% annuo lordo?

La partenza per le ferie crea solitamente problemi di gestione sia sulle cose da fare a destinazione sia per quelle che si lasciano a domicilio. Pensiamo ad eventuali animali domestici o alla cura del giardino o alla sorveglianza stessa della casa e così via.

Non da meno sono i problemi riguardanti le somme liquide tenute sui normali rapporti finanziari come il c/c e il libretto di risparmio, postale o bancario che sia. È vero che da lì non si muovono, ma un peccato lasciarli “in vacanza”, infruttiferi, anche se è estate.

Del resto il denaro non dorme mai, idem l’inflazione, e sul mercato non mancano occasioni da cogliere al volo sul reddito fisso. Vediamo allora dove spostare i soldi liquidi prima delle ferie e guadagnare fino al 3% annuo lordo.

I vincoli sul risparmio postale

Diciamo subito che non esistono soluzioni univoche ma almeno tante quante sono le possibilità di “parcheggio” della liquidità in questione. I drivers per la scelta finale dovrebbero essere: l’entità del capitale da gestire, il tempo di impiego e il dossier titoli, e cioè se già è disponibile o meno.

Se la liquidità è esigua e non si dispone del conto titoli, la convenienza sta nel risparmio postale o nei conti depositi privi di costi di gestione. In questi casi la regola chiave è che non ci devono essere costi di gestione, di nessuna specie, altrimenti il gioco non vale la candela. Invece in caso di un cospicuo capitale da gestire e di un dossier titoli già aperto allora le opzioni di scelta si ampliano. Inoltre il taglio ingente permette di ammortizzare meglio le spese fisse come la commissione di compravendita.

Iniziando dal risparmio postale, purtroppo al momento non c’è nessuno prodotto dalla durata residua a 1 o 2 o massimo 3 mesi di vita. Si parte, infatti, dai 6 mesi in poi, tanto sul fronte dei buoni fruttiferi che dei Depositi Supersmart.

Il fondo monetario da gestire a piacimento

In alternativa ecco il fondo monetario passivo tipo l’ETF monetario in euro, senza rischi di cambio, e molto liquido, cioè con una massa gestita enorme. Qui presupponiamo che il conto titoli sia già attivo e che il capitale da gestire sia relativamente ingente, ad esempio 90mila € tenuti liquidi sul c/c. Un fondo del genere che replica il tasso €STR, cioè l’overnight, oggi rende intorno al 2,18% annuo lordo, che potremmo supporre (quasi) costante nel giro di 1-2-3 mesi. Parametrandolo ai 30, 60 e 90 giorni di attesa, quindi, si tratterebbe di un rendimento lordo pro tempore pari, nell’ordine, all’incirca allo 0,17%, allo 0,36% e allo 0,54%.
Veniamo alle spese oltre alle tasse al Fisco (aliquota al 12,50 o 26% a seconda del sottostante prevalente del fondo). Il TER, cioè il costo di gestione, è in genere basso e nell’ordine dello 0,09%-0,10% annuo, e già incorporato nella performance dell’ETF. Poi ci sono le spese per eseguito, bassissime per i broker fintech (in genere da 0 € a 3-4 € a operazione) e basse per quelli telematici (in media tra i 2 e i 10 €). Sono più care, infine, ma solitamente entro i 20 € a eseguito, sui broker tradizionali.
Bene, vediamo i potenziali ricavi su ipotetici 90mila € di capitale. In un mese il lordo generato sarebbe sui 160 €, che raddoppierebbe o triplicherebbe nel caso di rivendita delle quote dopo 2 o 3 mesi.

Il conto deposito bancario

Poi pensiamo al conto deposito (CD) bancario, in questo caso più libero che vincolato data la difficoltà nel trovare CD vincolati a 1 o 2 mesi, per esempio. Il prodotto ha il vantaggio di non avere spese di gestione, capitolo Fisco a parte. Qui la trattenuta sugli interessi è del 26% fissa e mai del 12,50%, mentre l’imposta di bollo è, al solito, dello 0,2% su base annua.
Una relativa, possibile difficoltà potrebbe risiedere nell’individuare una banca che preveda simili scadenze a stretto giro. Possibile, ma non agevole.

Detto ciò, i rendimenti mediamente diffusi sui CD liberi di brevissimo respiro oscillano tra l’1,50 e il 2,75% annuo lordo. In soldoni, qualche decina di euro in meno lordi rispetto all’ETF su ciascuna delle tre scadenze qui ipotizzate.

Dove spostare i soldi liquidi prima delle ferie e guadagnare fino al 3% annuo lordo?

Il discorso ritorna quasi simile all’ETF monetario nel caso dei BOT del Tesoro con vita residua a 1 o 2 o 3 mesi, sia nei costi che nei ritorni. Ovviamente ci sono differenze tra i due prodotti, non solo in tema di emittenti ma anche di negoziazione e gestione. Vediamo giusto un paio di esempi:

  • il BOT Zc 14/09/’26, matricola ISIN IT0005669269, prezza 99,796 per un effettivo annuo lordo a scadenza del 2,19% (dati: borsa Italiana);
  • il BOT Zc 14/10/’26 e identificativo IT0005674335 passa di mano sul MOT a 99,589 per uno yield del 2,38%.

Andando oltre con la durata salgano un tantino i ritorni a scadenza, ma qui ci stiamo concentrando sulla manciata di settimane e stop. Morale, anche sotto l’ombrellone si possono fare piccoli guadagni che sebbene non stravolgeranno l’esistenza intanto sono utili a segnare un punto in proprio favore.