Scontrino elettronico 2019: novità su sanzioni e invio. Cosa cambia con il DL Crescita

Moratoria sullo scontrino elettronico che partirà dal 1° luglio 2019: termine di invio più ampio e nessuna sanzione per i primi sei mesi. Queste le novità contenute nel DL Crescita che tuttavia escludono l’ipotesi proroga.

Scontrino elettronico 2019: novità su sanzioni e invio. Cosa cambia con il DL Crescita

Scontrino elettronico 2019: dal 1° luglio si parte con più flessibilità su termine di invio e sulle sanzioni in caso di ritardi.

La legge di conversione del Decreto Crescita, approvata dalla Camera e dal Senato in via definitiva il 27 giugno 2019, introduce due novità importanti in materia di sanzioni e termine d’invio dei corrispettivi telematici.

Mentre è dietro l’angolo l’avvio dell’obbligo per i commercianti con volume d’affari superiore a 400.000 euro, l’obiettivo del Governo è quello di rendere meno pesante il passaggio dallo scontrino cartaceo ai corrispettivi elettronici.

Se il debutto è previsto dal 1° luglio 2019, l’impatto più forte si avrà dal 1° gennaio 2020, quando dovranno abituarsi allo scontrino elettronico tutti i commercianti, negozianti ed artigiani.

Una rivoluzione importante, voluta per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale, per la quale il testo della legge di conversione del Decreto Crescita cambia due regole fondamentali: il termine di invio dei corrispettivi telematici all’Agenzia delle Entrate e le sanzioni previste.

Scontrino elettronico senza sanzioni per i primi sei mesi. Novità nel DL Crescita

Non si applicano sanzioni in caso di ritardo nella trasmissione dei corrispettivi telematici nei primi sei mesi di avvio dell’obbligo dello scontrino elettronico.

La moratoria sulle sanzioni relative allo scontrino elettronico si applicherà dunque:

  • dal 1° luglio al 31 dicembre 2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro;
  • dal 1° gennaio al 30 giugno 2020 per gli altri soggetti.

La novità è contenuta in una delle modifiche approvate alla Camera e rientrate nel testo definitivo di conversione del Decreto Crescita.

Non si applicheranno sanzioni qualora la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri sia effettuata entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’IVA.

A fornire il riepilogo di quali sono le sanzioni applicate all’omesso o irregolare invio dei corrispettivi telematici è il Dossier relativo alle misure contenute nel DL Crescita pubblicato da Camera e Senato.

La sanzione prevista dal comma 6 dell’articolo 2 del D.Lgs. n. 127 del 2015, in caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione, ovvero nel caso di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, è pari al cento per cento dell’imposta corrispondente all’importo non documentato.

La stessa sanzione si applica in caso di omesse annotazioni su apposito registro dei corrispettivi relativi a ciascuna operazione in caso di mancato o irregolare funzionamento degli apparecchi misuratori fiscali. Se non constano omesse annotazioni, la mancata tempestiva richiesta di intervento per la manutenzione è punita con sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000.

Nel caso di contestazione (articolo 12, comma 2), nel corso di un quinquennio, quattro distinte violazioni dell’obbligo di emettere la ricevuta fiscale o lo scontrino fiscale compiute in giorni diversi, anche se non sono state irrogate sanzioni accessorie, è disposta la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività ovvero dell’esercizio dell’attività medesima per un periodo da tre giorni ad un mese.

Se l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccede la somma di euro 50.000 la sospensione è disposta per un periodo da un mese a sei mesi.

Scontrino elettronico, termine invio corrispettivi telematici entro 12 giorni

Si avranno a disposizione 12 giorni di tempo per la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri: è questa la seconda novità in tema scontrino elettronico prevista dal Decreto Crescita.

Tempi che, tra l’altro, si allineano con quanto previsto per le fatture elettroniche dal 1° luglio prossimo.

I 12 giorni, da calcolare in relazione alla data di effettuazione delle operazioni, non modificano invece l’obbligo di memorizzazione giornaliera dei dati relativi ai corrispettivi, così come resta invariato il termine per le liquidazioni IVA periodiche.

La novità che consente di avere più tempo a disposizione per la trasmissione dello scontrino elettronico mette da parte l’esonero (del quale si attendeva il decreto) previsto per le zone con scarsa copertura internet.

Secondo i rilievi effettuati dall’AGCOM, è infatti emerso che il numero di popolazione senza connettività internet adeguata all’avvio dello scontrino elettronico sia esigua, e che le aree sprovviste di copertura non sono delimitabili né in termini di circoscrizioni amministrative né in termini geografici.

È questa la motivazione alla base della sostituzione dell’esonero previsto per specifiche zone con il nuovo requisito temporale per l’invio telematico dei dati dei corrispettivi giornalieri, compatibile con la carenza di connettività alle reti.

Al netto di ciò bisognerà fare i conti presto con lo scontrino elettronico ma ad oggi - manca circa una settimana dal 1° luglio 2019 - si è ancora in attesa di conoscere i servizi online annunciati dall’Agenzia delle Entrate. Ritardi ai quali siamo tristemente abituati ma che mal si conciliano con l’obiettivo di un Fisco amico e digitale.

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