Sconto in bolletta per le piccole imprese: approvata la delibera ARERA

Sconto in bolletta per le piccole imprese da maggio a luglio, pronta la delibera di ARERA che regolamenta il bonus: i risparmi per le partite IVA vanno dal 20% al 70%. I dettagli nel comunicato stampa dell’Autorità del 26 maggio 2020.

Sconto in bolletta per le piccole imprese: approvata la delibera ARERA

Sconto in bolletta per le piccole imprese con un risparmio tra il 20% e il 70% per le utenze non domestiche da maggio a luglio: ARERA ha approvato la delibera per il bonus previsto per le partite IVA.

La misura prevista dal DL Rilancio diventa operativa, ed è l’Authority stessa a renderlo noto con il comunicato stampa del 26 maggio 2020.

Grazie all’agelazione fiscale prevista dal decreto del 19 maggio, ovvero il taglio delle quote fisse, come gli oneri di sistema, il trasposto e la gestione del contatore, è prevista la riduzione di 600 milioni di euro per le bollette dell’elettricità delle utenze non domestiche.

Una misura che porta un risparmio non indifferente per le piccole imprese, che hanno chiuso i battenti a causa delle norme di contenimento del contagio (o che comunque hanno visto fortemente abbassarsi la produttività) e che ora, con la Fase 2, provano -faticosamente- a rimettersi in piedi.

Sconto in bolletta per le piccole imprese, approvata la delibera ARERA

Lo sconto in bollletta per le PMI previsto dal DL Rilancio è operativo: a comunicarlo è ARERA stessa con la nota del 26 maggio 2020.

La delibera approvata il 26 maggio è in corso di pubblicazione sul sito dell’Autorithy, ma già il comunicato stampa fornisce importanti dettagli. Le piccole imprese, grazie alla misura del provvedimento, vedranno un risparmio in bolletta tra il 20% e il 70%, per un totale di circa 600 milioni di euro.

Era stata ARERA stessa a proporre al Parlamento e al Governo la misura, proprio per andare incontro alle migliaia di attività commerciali messe in ginocchio dalla crisi, prima sanitaria e poi economica.

Il bonus bollette si rivolge a piccoli esercizi commerciali, artigiani, bar, ristoranti, laboratori, professionisti e servizi, quindi i clienti in bassa tensione non domestici con potenza superiore a 3 kW.

Il bonus viene applicato per il trimestre maggio-giugno-luglio: viene azzerata la quota relativa alla potenza e applicata solo una quota fissa di importo ridotto (fissata convenzionalmente a quella corrispondente alla potenza impegnata di 3 kW), senza che venga ridotto in alcun modo il servizio effettivo in termini di potenza disponibile.

Si tratta di un’agevolazione per circa 3,7 milioni di clienti non domestici. Le piccole imprese con contratto con potenza pari a 15 kW vedranno uno risparmio che arriva a circa 70 euro al mese.

Sconto in bolletta per le piccole imprese: le attività ancora chiuse risparmiano di più

La regolamentazione prevista da ARERA prevede sconti maggiori per le piccole imprese che sono ancora costrette alla chiusura: per loro, il risparmio arriva al 70%.

Le attività che invece hanno riaperto vedranno un risparmio nella bolletta che si attesta tra il 20% e il 30% della spesa totale della bolletta.

Qualora fossero state emesse fatture relative al mese di maggio, prima dell’entrata in vigore del provvedimento ARERA, i conguagli spettanti dovranno essere effettuati entro la seconda fatturazione successiva.

Come previsto dal DL Rilancio, è lo Stato stesso a provvedere con le risorse stanziate (600 milioni di euro) alle coperture per il bonus bollette.

Il presidente di ARERA Stefano Besseghini ha dichiarato:

“La rapidità è parte integrante dell’efficacia, se si tratta di mettere a disposizione delle imprese misure a sostegno della ripresa dell’attività. L’energia elettrica non è, tuttavia, l’unica voce di costo impattante sulle attività industriali. La regolazione consente di garantire analoga ed efficiente allocazione delle risorse anche per gli eventuali provvedimenti normativi che il Governo decidesse di dedicare ai settori dell’acqua e dei rifiuti.”

Besseghini dunque lancia un’altra proposta al Governo, parlando della possibilità di assegnare una parte delle risorse stanziate per ridurre i costi dell’elettricità anche al settore idrico e quello dei rifiuti. Servono però dei provvedimenti ad hoc: arriveranno?

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