Bollo auto, cambiano le scadenze (ma solo a partire dal 2028). Ecco qual è oggi il calendario con tutte le date a seconda di quando il veicolo è stato immatricolato.
Con il decreto legislativo approvato il 5 agosto dal governo Meloni cambiano le tempistiche per il pagamento del bollo auto, anche se per l’effettiva applicazione delle nuove regole bisognerà attendere, molto probabilmente, gennaio 2028, così da lasciare il tempo necessario per uniformare le procedure e aggiornare il sistema alle nuove scadenze.
D’altronde, va detto che già oggi, quando ci si domanda entro quando va pagato il bollo auto, non è sempre semplice trovare una risposta immediata, vista la difficoltà nel comprendere le regole che determinano le diverse tempistiche. Figuriamoci, quindi, cosa potrebbe succedere con l’introduzione di un cambiamento così rilevante.
È bene sottolineare, comunque, che le novità in arrivo non incidono sugli importi del bollo auto: non sono quindi previsti né aumenti né riduzioni, anche alla luce delle recenti dichiarazioni di Antonio Tajani, che ha invece rilanciato l’ipotesi di una possibile abolizione della tassa.
Come si calcola oggi la scadenza del bollo auto
Prima di scendere nel dettaglio della riforma, anche considerando che ci vorrà comunque circa un anno e mezzo prima che entri in vigore modificando il calendario, è bene rispondere alla domanda su quando va pagato oggi il bollo auto, facendo chiarezza sulle scadenze attualmente previste.
La normativa vigente parte dalla definizione di una prima scadenza legata all’immatricolazione del veicolo. Nel caso di un’auto nuova, infatti, il primo bollo deve generalmente essere pagato entro la fine del mese di immatricolazione. Se però l’immatricolazione avviene negli ultimi 10 giorni del mese, il pagamento può essere effettuato entro la fine del mese successivo, fermo restando che il mese di immatricolazione viene comunque conteggiato per intero.
Una volta definita la prima annualità, il bollo deve poi essere rinnovato ogni anno. Ed è qui che bisogna fare attenzione a non confondere la scadenza dell’annualità con il termine ultimo per effettuare il pagamento: il rinnovo, infatti, può essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza.
Ad esempio, se l’annualità del bollo scade il 31 dicembre, il proprietario del veicolo avrà tempo per pagare dal 1° al 31 gennaio. Se invece la scadenza è fissata al 30 aprile, il rinnovo dovrà essere effettuato entro il 31 maggio.
Lo stesso vale per chi acquista un’auto usata sulla quale il bollo è ancora in corso di validità. Il passaggio di proprietà, infatti, non modifica la scadenza già assegnata al veicolo: il nuovo proprietario dovrà quindi fare riferimento all’annualità in corso e provvedere al rinnovo entro la fine del mese successivo alla relativa scadenza, come approfondiremo di seguito.
A tal proposito, di seguito una tabella che riepiloga le principali scadenze e i relativi termini di pagamento:
| Scadenza del bollo auto | Termine per il rinnovo |
|---|---|
| 31 dicembre | dal 1° al 31 gennaio |
| 31 gennaio | dal 1° all’ultimo giorno di febbraio |
| 30 aprile | dal 1° al 31 maggio |
| 31 maggio | dal 1° al 30 giugno |
| 31 luglio | dal 1° al 31 agosto |
| 31 agosto | dal 1° al 30 settembre |
| 30 settembre | dal 1° al 31 ottobre |
Qualora l’ultimo giorno utile per il pagamento cada di sabato o in un giorno festivo, il versamento può essere effettuato il primo giorno lavorativo successivo senza l’applicazione di sanzioni o interessi.
Quanto tempo ho per pagare il bollo auto?
Al tempo stesso va detto che, anche quando si supera la scadenza prevista, è comunque possibile pagare il bollo auto in ritardo, ricorrendo al ravvedimento operoso. Attenzione, però: non esiste un vero e proprio periodo di tolleranza durante il quale si può pagare senza conseguenze, visto che sanzioni e interessi iniziano a maturare già dal primo giorno successivo alla scadenza.
La buona notizia è che, almeno inizialmente, il costo aggiuntivo è piuttosto contenuto.
Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, infatti, pagando entro i primi 15 giorni si applica una sanzione dello 0,08% per ogni giorno di ritardo. Dal 16° al 30° giorno la sanzione sale all’1,25%, mentre dal 31° al 90° giorno è pari all’1,39%.
Superati i 90 giorni, il costo aumenta ulteriormente: dal 91° giorno fino a un anno la sanzione è del 3,13%, mentre oltre un anno arriva al 3,75%. A queste somme vanno poi aggiunti gli interessi, calcolati giorno per giorno; dal 1° gennaio 2026 il tasso è pari all’1,60% annuo.
Di conseguenza, anche se il bollo può essere regolarizzato dopo la scadenza, conviene pagarlo il prima possibile: più aumenta il ritardo, maggiore sarà l’importo complessivamente dovuto.
Chi paga il bollo auto in caso di cambio proprietario?
Un’altra situazione che può generare qualche dubbio riguarda il cambio di proprietario del veicolo. Essendo il bollo auto un’imposta legata al possesso, infatti, il pagamento spetta al soggetto che risulta proprietario dell’auto al momento in cui nasce l’obbligo.
In caso di vendita bisogna quindi guardare innanzitutto alla data del passaggio di proprietà e verificare se il termine per il pagamento del bollo è già trascorso oppure no.
Se l’auto viene venduta prima della scadenza del termine utile per il pagamento, sarà il nuovo proprietario a dover versare il bollo. Ad esempio, se l’annualità scade il 31 dicembre e il pagamento può essere effettuato entro il 31 gennaio, qualora il passaggio di proprietà venga perfezionato entro quest’ultima data sarà l’acquirente a farsi carico dell’imposta.
Diverso è il caso in cui, al momento della vendita, il termine per il pagamento sia già scaduto, poiché in questa situazione il debito maturato resta in capo al precedente proprietario, mentre chi acquista l’auto dovrà occuparsi dei pagamenti relativi ai periodi successivi.
Una disciplina particolare può invece riguardare le auto acquistate da una concessionaria, dal momento che i rivenditori autorizzati possono richiedere la sospensione temporanea dell’obbligo di pagamento del bollo per i veicoli destinati alla vendita. In questo caso le scadenze possono quindi essere diverse rispetto a quelle di un normale passaggio di proprietà tra privati.
Come cambiano (e da quando) le scadenze del bollo auto
La riforma approvata dal governo il 5 agosto interviene, come anticipato, soprattutto sulle scadenze e sulle modalità di pagamento del bollo auto, senza modificare almeno per il momento il sistema con cui viene calcolato l’importo dovuto.
La novità principale dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2028 e riguarda il modo in cui viene determinata l’annualità del bollo. Per le auto di nuova immatricolazione, infatti, il periodo tributario sarà direttamente collegato alla data di immatricolazione: il primo bollo avrà una durata di 12 mesi a partire dal mese in cui il veicolo viene immatricolato.
Si supera così l’attuale sistema che, come visto, può portare a una prima annualità di durata diversa per allineare successivamente il veicolo alle tradizionali scadenze previste dal calendario. Con le nuove regole, invece, il riferimento resterà sostanzialmente quello del mese in cui l’auto è stata immatricolata.
Cambierà anche il termine per effettuare il primo pagamento. Oggi, salvo il caso dell’immatricolazione negli ultimi 10 giorni del mese, il primo bollo deve essere versato entro la fine dello stesso mese di immatricolazione. Dal 2028, invece, ci sarà tempo fino all’ultimo giorno del mese successivo.
Ad esempio, per un’auto immatricolata il 10 marzo il primo bollo non dovrà più essere necessariamente pagato entro il 31 marzo: con le nuove regole il termine slitterà al 30 aprile e l’annualità resterà collegata al mese di marzo anche negli anni successivi.
È bene precisare che il nuovo sistema riguarderà esclusivamente i veicoli di nuova immatricolazione. Per quelli già in circolazione continueranno invece a valere le scadenze maturate secondo la disciplina precedente, evitando quindi uno stravolgimento immediato dell’intero calendario.