Passaggio di proprietà auto 2026: tabella costi, calcolo IPT per kW e sanzioni per ritardo. Scopri come risparmiare con le pratiche fai-da-te.
Acquistare o vendere un’automobile usata è una scelta conveniente, ma richiede di affrontare un adempimento obbligatorio: il passaggio di proprietà. Dal 2021 il Documento Unico di Circolazione e di Proprietà ha preso definitivamente il posto della vecchia versione della Carta di Circolazione (il libretto) e del Certificato di Proprietà rendendo la gestione dei documenti del veicolo più digitale. Anche se il passaggio di proprietà, grazie alla digitalizzazione, è stato di fatto semplificato, comprendere l’ammontare esatto della spesa che si deve sostenere per l’adempimento è importante per gli automobilisti.
Quanto costa il passaggio di proprietà e quanto incide sul totale dell’acquisto nel 2026? Da quali voci è composto e come varia l’importo in base alla potenza del veicolo e alla provincia di residenza?
In questo articolo andiamo ad analizzare la struttura dei costi con simulazioni pratiche illustrando, al tempo stesso, le eventuali sanzioni per il tardivo aggiornamento dei documenti.
Passaggio di proprietà, tutti i costi da considerare nel 2026
Il costo del passaggio di proprietà si compone di due categorie di spese:
- quelle fisse stabilite per legge e uguali in tutt’Italia;
- l’Imposta Provinciale di Trascrizione (IPT) che è un tributo variabile che si versa alla Provincia in cui risiede chi acquista.
Le spese fisse che si devono versare per il passaggio di proprietà ammontano a 101,20 euro. Tutti i veicoli, a prescindere dalla marca e dalla potenza, sono soggetti a queste spese fisse che si dividono in:
- imposta di bollo per la registrazione al PRA: 32 euro;
- diritti della Motorizzazione Civile: 10,20 euro;
- emolumenti ACI: 27 euro;
- imposta di bollo per il Documento Unico (DUC): 16 euro;
- marca da bollo per l’autentica delle firme: 16 euro.
Le spese variabili, invece, sono quelle riferite all’IPT, che rappresenta la voce di spesa più consistente ed è calcolata sulla potenza del veicolo indicata sulla carta di circolazione.
Per le auto fino a 53 kW (circa 72 CV) si applica una tariffa fissa di 150,81 euro. Per le auto con potenza superiore l’importo della voce si calcola moltiplicando 3,56 euro per ogni kW complessivo.
Le singole province, poi, hanno la possibilità di aumentare la tariffa dell’IPT fino a un massimo del 30%. Da considerare che la maggior parte delle province applica la maggiorazione massima del 30% con una conseguente tariffa che nella maggior parte del Paese è di:
- 196,05 euro per veicoli fino a 53 kW;
- circa 4,63 euro per ogni kW.
Costi concreti del passaggio di proprietà
Per comprendere come la voce di spesa variabile influisce sul costo totale del passaggio di proprietà facciamo degli esempi concreti ipotizzando di vivere in una provincia che applica la maggiorazione IPT al 30% (è il caso di Milano, Roma, Torino e Napoli, per esempio) con gestione fai da te dell’adempimento.
Per una citycar da 50 kW (circa 68 CV) si dovranno pagare 297,25 euro:
- 101,20 euro di spese fisse statali;
- 196,05 euro di IPT fissa fino a 53 kW.
Per una berlina o un crossover medio da 85 kW (circa 115 CV) la spesa totale da sostenere è di 494,75 euro:
- 101,20 euro di spese fisse statali;
- 393,55 euro di IPT (4,63 euro moltiplicato per gli 85 kW).
Per un Suv o per auto ad alte prestazioni con 150 kW (circa 204 CV) la spesa totale del passaggio è di 795,70 euro:
- 101,20 euro di spese fisse statali;
- 694,50 euro di IPT (4,63 euro moltiplicato per i 150 kW).
Sanzioni per il tardivo aggiornamento
L’articolo 94 del Codice della Strada stabilisce che la trascrizione al PRA e l’aggiornamento del Documento Unico debbano avvenire entro 60 giorni dalla data dell’autentica della firma sull’atto di vendita.
Per chi supera questo termine scatta una sanzione per il tardivo passaggio di proprietà che comporta una sanzione amministrativa che va da 363 fino a 1.813 euro con contestuale ritiro della carta di circolazione se l’auto è trovata a circolare su strada.
A questa multa si aggiunge, poi, anche la sanzione tributaria per il ritardato pagamento dell’IPT con una mora pari al 30% dell’importo dovuto, più gli interessi maturati per ogni giorno di ritardo.
Come risparmiare sul passaggio di proprietà?
Quando si deve sostenere il costo del passaggio di proprietà non è possibile ridurre le imposte fisse statali o l’IPT. L’unico modo per risparmiare è quello di ridurre i costi di intermediazione della pratica.
Se si sceglie di fare il passaggio di proprietà online senza rivolgersi a una delegazione ACI o un’agenzia di pratiche auto, il risparmio che si può avere varia dai 100 ai 200 euro. Se si effettua la pratica in autonomia presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista si pagano esclusivamente le tasse risparmiandosi tutti i costi di agenzia che, altrimenti, graverebbero sul prezzo finale.
Se l’acquirente e il venditore non hanno la possibilità di recarsi insieme allo Sportello della Motorizzazione Civile, il venditore può autenticare la firma sull’atto di vendita recandosi presso gli Uffici Anagrafe del proprio Comune: in questo caso l’autenticazione della firma avrà il solo costo della marca da bollo (16 euro).
Da ricordare, infine, che esistono esenzioni e riduzioni per le auto d’epoca e per i titolari di legge 104. Per i veicoli storici immatricolati da oltre 30 anni si beneficia di un’IPT ridotta in misura fissa pari a 51,65 euro.
Per i titolari di legge 104, invece, per l’acquisto di veicoli adattati o destinati al loro trasporto, c’è il diritto alla totale esenzione dell’IPT.