Esterometro e spesometro, l’Agenzia delle Entrate dimentica la doppia scadenza IVA

Doppia scadenza esterometro e spesometro il 28 febbraio 2019, ma l’Agenzia delle Entrate dimentica due degli adempimenti IVA caratterizzanti del mese che ingolferanno l’attività di imprese e professionisti.

Esterometro e spesometro, l'Agenzia delle Entrate dimentica la doppia scadenza IVA

Scadenze e adempimenti spuntano di anno in anno come funghi e può capitare che ne sfugga qualcuno.

Lecito sì, ma non se la “smemorata” è l’Agenzia delle Entrate che tra le scadenze di febbraio 2019 dimentica di inserire spesometro ed esterometro, due degli adempimenti IVA più importanti del mese.

Ambedue le scadenze sono legate all’avvio dell’obbligo di fatturazione elettronica: per lo spesometro sarà un addio, debutto invece per l’esterometro, la comunicazione dei dati delle operazioni estere non oggetto di fattura elettronica.

Peccato che l’ormai consueto appuntamento con lo scadenzario dell’Agenzia delle Entrate, contenente il dettaglio degli adempimenti del mese, dimentica di inserire nelle due pagine di comunicazioni in scadenza il 28 febbraio 2019 proprio le due diverse comunicazioni di fatture che interesseranno le operazioni del secondo semestre 2018 (spesometro) e quelle del mese di gennaio (esterometro).

Ricordiamo inoltre che sempre il 28 febbraio 2019 è anche il termine per l’invio delle Lipe del quarto trimestre 2018.

Rispolveriamo la memoria e facciamo il punto sulle due scadenze rimosse dall’Agenzia delle Entrate, partendo dal termine per la trasmissione dello spesometro e arrivando alla prima delle dodici scadenze dell’esterometro 2019.

Spesometro verso l’addio: il 28 febbraio 2019 la scadenza del secondo semestre 2018

Il 28 febbraio 2019 è la scadenza dello spesometro del secondo semestre 2018, l’ultimo appuntamento con l’adempimento introdotto dal Decreto Legge fiscale n. 193/2016.

Entro il 28 febbraio sarà necessario trasmettere all’Agenzia delle Entrate la comunicazione contenente i dati delle fatture emesse e ricevute nel secondo e nel terzo trimestre 2018.

Per trasmettere la comunicazione Dati Fatture, occorre preparare un file in formato .xml secondo le specifiche tecniche dell’Agenzia delle Entrate che dovrà contenere:

  • i dati identificativi del soggetto a cui si riferisce la comunicazione (per le fatture emesse come cedente/prestatore, per le fatture ricevute come cessionario/commettente)
  • i dati delle controparti e, per ognuna, i dati delle operazioni effettuate nel periodo di riferimento.

Non cambiano le regole in merito a dati obbligatori e casi di esonero, per le quali si rimanda alla guida dedicata.

L’aspetto più rilevante della scadenza del 28 febbraio 2019 relativa allo spesometro del secondo semestre 2018 è che si tratta dell’ultimo appuntamento con l’adempimento che, per il caos che ha generato, ha rappresentato per molti il primo campanello d’allarme sui possibili disagi legati all’avvento dell’obbligo di fatturazione elettronica.

Ed è proprio la fattura elettronica ad aver mandato in soffitta lo spesometro, in quanto i dati che fino al 2018 erano trasmessi con la comunicazione semestrale, sono oggi oggetto di invio giornaliero all’Agenzia delle Entrate.

Tutti, tranne quelli relativi alle fatture da e verso l’estero, per le quali proprio dal 1° gennaio 2019 ha debuttato il nuovo esterometro, con la prima scadenza che cade proprio il 28 febbraio.

Scadenza esterometro, il 28 febbraio 2019 la prima scadenza

Per l’esterometro sarà il debutto: la scadenza del 28 febbraio 2019, relativo alle operazioni effettuate a gennaio, segnerà l’avvio dell’obbligo di inviare a cadenza mensile una comunicazione contenente i dati delle fatture da e verso l’estero.

Ben 12 scadenze all’anno, per un obbligo figlio dell’avvio della fatturazione elettronica.

Il riferimento normativo è il comma 3 dell’articolo 1 del Decreto Legislativo numero 127/2015 il quale prevede che:

I soggetti passivi trasmettono telematicamente all’Agenzia delle entrate i dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato, salvo quelle per le quali è stata emessa una bolletta doganale e quelle per le quali siano state emesse o ricevute fatture elettroniche secondo le modalità indicate nel comma 3 (obbligo di fattura elettronica, ndR).

La trasmissione telematica è effettuata entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello della data del documento emesso ovvero a quello della data di ricezione del documento comprovante l’operazione

Esenti dall’esterometro soltanto le fatture emesse in formato elettronico (o le operazioni documentate tramite bolletta doganale).

Non stupiamoci se l’Agenzia delle Entrate “dimentica” le scadenze

In merito all’esterometro, già dai primi giorni dalla sua introduzione molti hanno sottolineato come di fatto si tratti di una duplicazione di un adempimento già esistente (seppur con rilevanti differenze): i dati delle operazioni estere sono già oggetto di una specifica comunicazione, gli elenchi Intrastat (la cui scadenza è fissata al 25 del mese).

Non stupisce quindi che, tra il pullulare di scadenze fiscali, anche l’Agenzia delle Entrate perda il conto degli adempimenti da annotare nel proprio scadenzario che, sebbene rappresenti soltanto una sorta di promemoria, è indubbiamente il punto di riferimento per i titolari di partita IVA alle prese con un Fisco che chiede sempre più dati.

Non stupisce neppure che sia la stessa Agenzia a chiedere l’unificazione di esterometro ed Intrastat, una delle vie da percorrere per raggiungere l’agognata e mitica semplificazione fiscale.

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