Sanzioni per chi rifiuta i pagamenti con POS: il piano di Draghi contro l’evasione

Rosaria Imparato

11 Agosto 2021 - 12:13

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Nel piano contro l’evasione fiscale di Draghi rispuntano le sanzioni per gli esercenti che rifiutano i pagamenti con POS: le ultime novità.

Sanzioni per chi rifiuta i pagamenti con POS: il piano di Draghi contro l'evasione

Il piano di Draghi per ridurre l’evasione fiscale prende sempre più forma, e nei vari passaggi previsti tornano le sanzioni per chi rifiuta il POS.

È bene ricordare che in teoria il POS è obbligatorio dal 2014, ma vista l’assenza di sanzioni effettive, sono moltissimi i negozianti che non se ne sono ancora provvisti (o che hanno sempre il POS “rotto”).

Vediamo quali sono i prossimi step, le tempistiche di riferimento del Recovery e cosa devono aspettarsi gli esercenti.

Sanzioni per chi rifiuta i pagamenti con POS: il piano di Draghi contro l’evasione

I lavori per la riforma fiscale sono stati rimandati a settembre, ma il Governo Draghi non si ferma e pone le basi per i prossimi passaggi: l’obiettivo è non sforare le scadenze, altrimenti si perdono i soldi del Recovery (e non possiamo davvero permettercelo).

Per questo motivo, alla vigilia di Ferragosto (quando la maggior parte degli italiani è in vacanza) il Presidente del Consiglio Draghi ha inviato un promemoria ai suoi ministri sull’importanza del rispetto delle scadenze, visto che entro fine settimana dovrebbero arrivare i primi 25 miliardi del Recovery (sui 191,5 totali).

Se da un lato arrivano i fondi, dall’altro lato si intensifica la caccia agli evasori fiscali. La road map del Governo sulle riforma legate al Recovery Plan (sono ben 63, di cui 23 entro il 2021) prevede che la “propensione all’evasione” (di tutte le imposte, tranne accise e IMU) deve essere inferiore del 15% rispetto al 2019.

Tra le azioni da fare per arrivare all’obiettivo c’è anche il ripristino delle sanzioni effettive contro chi non usa il POS, e quindi non accetta pagamenti con moneta elettronica.

POS obbligatorio per gli esercenti, con l’aiuto dei nuovi bonus

Come anticipato, in realtà il POS obbligatorio è stato introdotto a giugno del 2014: l’obbligo vale per tutte le imprese e i professionisti, a eccezione di chi riesce a dimostrare l’“oggettiva impossibilità tecnica” nell’utilizzo del POS.

Il decreto Fiscale 2020 aveva provato a introdurre due tipi di sanzioni per chi non accettava il POS:

  • la prima di 30 euro;
  • la seconda pari al 4% del valore della transazione negata al cliente.

L’articolo che prevedeva la doppia sanzione però è stato cancellato, lasciando quindi la situazione com’era: un obbligo solo teorico, che nei fatti non viene rispettato.

Oltre al bastone con le sanzioni, però, il Governo Draghi prevede anche la carota, con il potenziamento del bonus POS dal 30 al 100% e altri due crediti d’imposta per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo di strumenti che consentono forme di pagamento elettronico e per il collegamento con i registratori telematici, uno fino a 160 euro e l’altro fino a 320 euro.

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