Rottamazione tributi locali 2026, Milano e Bologna dicono no, Napoli e Palermo sì. Ecco come funziona la rottamazione 2026 e quali Comuni hanno già aderito.
In arrivo la rottamazione dei tributi locali con la quale i Comuni permettono di rottamare Tari, Imu e multe stradali. In questo caso, però, la definizione agevolata si sdoppia: da una parte c’è la rottamazione locale prevista dalla Legge di Bilancio 2026 per la quale gli enti locali devono avviare autonomamente l’iter, dall’altra c’è quella prevista dal Decreto Fiscale che estende la rottamazione quinquies ai Comuni che dovranno aderire entro il 30 giugno 2026.
Ogni amministrazione locale potrà decidere se aderire alla sanatoria e in che forma, ma già si sta delineando una mappa dei Comuni che sembrano orientati all’adesione e di quelli che sono contrari alla definizione agevolata.
Rottamazione quinquies autonoma, quali Comuni aderiscono?
A prevedere la rottamazione dei tributi locali è la Legge di Bilancio 2026: i Comuni possono predisporre la definizione agevolata in autonomia stabilendo termini per l’adesione, rate e scadenze. La misura consente agli enti locali di avviare sanatorie escludendo parzialmente o totalmente interessi e sanzioni, ma la misura riguarda solo le imposte che devono essere riscosse senza l’agente di riscossione.
Ad aver scelto di mettere in pratica questo meccanismo, finora, sono pochi Comuni. La città di Torino ha avviato la sanatoria a inizio 2026 e consente di saldare i debiti pendenti fino al 2020 spalmandoli in 36 rate senza maggiorare con sanzioni e interessi l’importo dovuto. Per chi aderisce, però, scatta l’impegno di pagare anche i debiti successivi (o in un’unica soluzione o in un massimo di 36 rate).
Una sanatoria simile è allo studio nel Comune di Bari che vorrebbe, però, estendere la rottamazione anche ai debiti più recenti e per la precisione per quelli contratti entro la fine del 2024.
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Rottamazione quinquies dei Comuni, chi aderisce?
La seconda possibilità per gli enti locali è l’estensione della rottamazione quinquies alle amministrazioni locali prevista dal Decreto Fiscale. I Comuni possono scegliere se includere anche i tributi locali di proprio interesse nella rottamazione quinquies aderendo alla stessa entro il 30 giugno 2026. In questo caso a discrezione del Comune resta solo la possibilità di adesione, mentre i termini della sanatoria ricalcano quelli della rottamazione quinquies nazionale (debiti dal 2000 al 2023 pagabili in un massimo di 54 rate bimestrali di importo non inferiore a 100 euro).
Ai Comuni resta circa un mese per aderire alla rottamazione quinquies, ma già la metà dei Comuni italiani sembra propensa ad aderire.
Attualmente sembrano non orientati all’adesione Comuni come Milano, Bologna, Firenze, Perugia, Brescia, Ravenna e Livorno. La misura, invece, trova il consenso dei Comuni di Genova, Napoli e Palermo. Interesse per la sanatoria è stato manifestato anche dai Comuni di Roma, Pesaro, Catania e Forlì. Le adesioni, al momento, sembrano maggiori al centro-sud dove la quota dei debiti non riscossi è più alta.
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