Ristrutturazione, la casa non fa reddito e non si indica nel 730/2023

Nadia Pascale

6 Giugno 2023 - 07:53

Quando si eseguono lavori di ristrutturazione, restauro e risanamento di un immobile, la rendita catastale non deve essere indicata nel 730/2023. Le istruzioni

Ristrutturazione, la casa non fa reddito e non si indica nel 730/2023

Casa in ristrutturazione? A specifiche condizioni non farà reddito e non bisognerà indicarne i relativi dati nel modello 730. Vediamo quali sono i casi in cui si applica tale norma e la ratio della stessa.

Conoscere la normativa fiscale in materia di ristrutturazioni è importante, non solo ai fini dell’accesso alle detrazioni fiscali riconosciute a chi effettua lavori in casa, ma anche per quel che riguarda le regole di determinazione del reddito, che incidono sul calcolo delle tasse dovute.
Vediamo quindi i casi in cui, in caso di ristrutturazione di un immobile, non è necessario indicarne i dati nel modello 730/2023.

Ristrutturazione, quando la casa non fa reddito e non si indica nel modello 730

Come risaputo, all’interno della dichiarazione dei redditi è presente il quadro relativo ai redditi dei fabbricati.
In base alle istruzioni per la compilazione del modello 730/2023 dell’Agenzia delle entrate, sono tenuti a compilare la sezione i seguenti soggetti:

  • proprietari di fabbricati situati nello Stato italiano che sono o devono essere iscritti nel catasto dei fabbricati come dotati di rendita;
  • titolari di usufrutto o altro diritto reale su fabbricati che si trovano nel territorio dello Stato italiano che sono o devono essere iscritti nel catasto
  • fabbricati con attribuzione di rendita. In caso di usufrutto o altro diritto reale (es. uso o abitazione) il titolare della sola “nuda proprietà” non deve dichiarare il fabbricato. Si ricorda che il diritto di abitazione (che si estende anche alle pertinenze della casa adibita ad abitazione principale) spetta, ad esempio, al coniuge superstite (art. 540 del Codice Civile);
  • possessori di immobili che, secondo le leggi in vigore, non possono essere considerati rurali;
  • soci di società semplici e di società ad esse equiparate, che producono reddito di fabbricati.

Seppur con regole di tassazione differenziate, sia la prima casa che gli altri immobili posseduti devono essere indicati in dichiarazione dei redditi. L’obbligo riguarda quindi anche le case date in affitto o, ad esempio, in comodato d’uso.

Esistono però specifici casi in cui il reddito dei fabbricati è esente IRPEF, e viene quindi meno l’obbligo di compilazione della dichiarazione dei redditi. La ristrutturazione è uno di questi.

Casa in ristrutturazione fuori dal modello 730: quando non fa reddito

Per ogni fabbricato è attribuita una rendita catastale, che rappresenta il potenziale reddito che l’immobile produce, anche per il solo fatto di essere occupata dai proprietari.

Questo però implica che durante la ristrutturazione è come se questo potenziale reddito non esistesse, di conseguenza limitatamente a tali periodi, la rendita catastale non deve essere indicata in dichiarazione dei redditi.

Per potersi avvalere di questa agevolazione fiscale occorre un idoneo provvedimento rilasciato per eseguire lavori edilizi. Ne deriva che per poter beneficiare dell’esenzione dall’obbligo di dichiarazione, sarà necessario essere in possesso di licenze, concessioni o autorizzazioni per restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

Occorre però che si verifichi anche un’altra condizione e cioè che per il periodo in cui sono in esecuzione i lavori di ristrutturazione, restauro o risanamento, l’immobile non sia occupato neanche dai proprietari che devono quindi trasferirsi in altro immobile.

Solo al verificarsi di entrambe tali condizioni è possibile non dichiarare l’immobile nel quadro Redditi di Fabbricati del modello 730/2023 o del modello Redditi Persone Fisiche.

Iscriviti a Money.it

Fai sapere la tua opinione e prendi parte al sondaggio di Money.it

Partecipa al sondaggio
icona-sondaggio-attivo