Deficit al 2,4%, quali rischi? Spread vola, Milano affonda

Quali rischi con deficit al 2,4%? Lo spread Btp-Bund decolla, mentre la Borsa Italiana affonda. I mercati soffrono le decisioni del Governo

Deficit al 2,4%, quali rischi? Spread vola, Milano affonda

Quali rischi per l’Italia con un deficit al 2,4%?

Sicuramente quelli di breve termine relativi ad uno spread tra Btp e Bund che in apertura di sessione è schizzato sopra i 260 punti base con rialzi superiori agli 8 punti percentuali. Sempre a proposito di rischi, poi, la Borsa Italiana è sprofondata di oltre il 2% nei primi minuti di contrattazioni, mentre l’ipotesi di Italexit è tornata a far discutere.

Nella serata di ieri il Governo ha approvato la tanto attesa nota di aggiornamento al Def, all’interno della quale sono state inserite alcune delle misure più discusse degli ultimi tempi. Il vero protagonista, però, è stato lui, il rapporto deficit/Pil che esattamente come richiesto da Di Maio, e contro il parere di Tria, è stato portato al 2,4%. In molti si sono chiesti quali potrebbero essere i rischi derivanti da un avvicinamento del dato alla soglia del 3%.

Come previsto dalla maggior parte degli analisti, il documento approvato dall’esecutivo gialloverde ha avuto un impatto dirompente sul mercato. Lo spread Btp-Bund è decollato in virtù di un rendimento decennale ancora sopra il 3%. Come diretta conseguenza dell’allargamento del differenziale, i titoli finanziari nostrani sono crollati e la Borsa Italiana oggi è scivolata di oltre il 4%.

I rischi di un deficit al 2,4%

Per quale motivo lo spread Btp-Bund si è allargato e la Borsa Italiana oggi è scivolata verso il baratro? Secondo diversi analisti non è stato soltanto il deficit a determinare i timori del mercato. A pesare, infatti, potrebbe essere stata la nuova, indebolita, posizione del Ministro dell’economia e delle finanze.

Lo scontro interno al Governo tra Di Maio e Tria si è risolto con la sconfitta di quest’ultimo che avrebbe preferito mantenere il rapporto deficit/Pil all’1,6% o almeno sotto il 2% nel 2019. Nel momento in cui è stata resa nota la soglia del 2,4% diversi analisti hanno iniziato a rendere note le proprie considerazioni sui rischi e le conseguenze di un dato sopra il 2%.

“Con un deficit al 2,4% il debito non scende, al massimo si stabilizza, ipotizzando un tasso di crescita del Pil nominale di 2,5%. Quello che preoccupa è il fatto che venga previsto per tre anni. Espone l’Italia a qualsiasi cambiamento di umore e del ciclo economico. L’altro elemento da sottolineare è la perdita di credibilità di Tria di fronte ai mercati. Non credo poi la Commissione europea potrà fare finta di nulla: si sta violando la regola del debito e del deficit strutturale”,

ha tuonato Nicola Nobile, economista di Oxford Economics.

Parlando ancora di rischi, secondo Anna Petimezas, analista di Afs Group, un un deficit al 2,4% lascia il disavanzo primario intorno all’1% del Pil.

“potenzialmente più vicino a 0,5% se la crescita, l’inflazione, o i tassi d’interesse si muovono in senso sfavorevole. Considerando tutto questo, dovrebbe spingere verso l’anno lentamente il rapporto debito/Pil di 1 punto percentuale o meno l’anno. Vista la fase avanzata del ciclo economico e il peso del debito italiano, certamente è qualcosa di poco confortante.”

Anche secondo la donna, a far dubitare i mercati non sarà tanto l’aumento del deficit, quanto la sconfitta del Ministro dell’economia Tria.

Secondo Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte SIM, gli operatori sembrano oggi più preoccupati dall’eventuale inasprimento dello scontro con la Commissione Ue. L’esperto ha effettuato un confronto tra l’attuale situazione di mercato e quella di maggio (quando si era data quasi per scontata una nuova tornata elettorale a fine luglio). In quell’occasione lo spread 2-10 anni Btp scese sotto i 100 pb, mentre stamattina ha tenuto sopra i 200pb.

Secondo Cesarano gli investitori stanno implicitamente temendo un downgrade di Moody’s per il mese di ottobre.

“La reazione dei mercati appare preoccupata, a giudicare dall’allargamento dello spread, ma con alcuni spiragli aperti, come dimostrato dalla relativa buona tenuta della parte a breve termine dei Btp. In altri termini è come se gli operatori, digerito il 2,4% del deficit/PIL stessero attendendo a questo punto i dettagli della composizione per comprendere quale sarà l’atteggiamento verso la Commissione Europea. La presenza di voci di spesa più collegate agli investimenti insieme a toni più concilianti da parte del governo, potrebbero aiutare a rendere prevalenti gli spiragli positivi segnalati dalla parte a breve termine”.

Spread Btp-Bund e Borsa Italiana: i mercati affrontano il deficit al 2,4%

Come accennato, l’ultima sessione della settimana si è aperta all’insegna dell’incertezza sia per l’obbligazionario che per l’azionario. Su quest’ultimo fronte segnaliamo una Borsa Italiana ora in calo del 4% a causa delle banche.

Tra i titoli peggiori al momento della scrittura troviamo BPER, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, UniCredit e UBI Banca. Tutte le quotate citate stanno attualmente scambiando con rossi compresi tra gli 8 e i 9 punti percentuali.

Sul fronte titoli di Stato, invece, occhio all’andamento del rendimento sul decennale italico che sta salendo di oltre il 10% su quota 3,22% e si sta confrontando con la discesa del tedesco di pari scadenza (-9%) su quota 0,47%. Al momento in cui si scrive, alla luce degli ipotetici rischi di un deficit al 2,4%, lo spread Btp-Bund sta viaggiando sulla soglia dei 275 punti base.

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