Riscatto della laurea agevolato: come funziona e quanto costa

Il decreto 4/2019 ha introdotto una nuova modalità per il riscatto della laurea che diventa flessibile e agevolato: ecco quanto si risparmia e chi vi può accedere.

Riscatto della laurea agevolato: come funziona e quanto costa

Il decreto 4/2019 ha introdotto un riscatto della laurea agevolato e flessibile, fornendo a coloro che intendono aggiungere più anni ai contributi maturati uno strumento utile per farlo senza dover spendere troppo.

Lo stesso decreto ha introdotto una pace contributiva, permettendo di riscattare - per un massimo di cinque anni - i periodi di vuoto contributivo tra due periodi lavorati; per questi è possibile beneficiare anche di una detrazione del 50% del costo sostenuto per il riscatto, agevolazione non prevista per coloro che invece optano per il riscatto flessibile della laurea.

In questa guida ci concentreremo su quest’ultimo strumento, ossia quello che consente di riscattare gli anni di studio universitario (ad eccezione di quelli fuori corso e purché abbiano portato al conseguimento del titolo) ad un costo più basso rispetto al riscatto ordinario.

Vi è però una precisazione molto importante da fare: il riscatto della laurea così strutturato servirà solamente per incrementare gli anni di contributi al fine da raggiungere più in fretta la pensione. Quindi, il riscatto della laurea non incide in alcun modo sull’importo dell’assegno previdenziale che rimane invariato.

Si tratta comunque di un’importante novità poiché grazie alle disposizioni contenute nel decreto che riforma le pensioni si risparmia notevolmente costo che oggi bisogna pagare per il riscatto della laurea.

Quanto costa il riscatto della laurea agevolato e flessibile

Inizialmente questo strumento era stato riconosciuto solamente in favore degli Under 45; con il passaggio in Parlamento e la conversione in Legge del decreto 4/2019 questo limite è stato eliminato, ma permane quello che permette il riscatto solamente di quegli anni di studio successivi al 31 dicembre 1995, data che ha segnato il passaggio al sistema contributivo per il calcolo della pensione.

Si definisce “agevolato” perché il costo del riscatto è più basso rispetto a quello ordinario: nel dettaglio, chi ne usufruisce pagherà un importo di 5.241,30€ per il riscatto di ogni anno di studio universitario.

Complessivamente, quindi, per il riscatto di una laurea triennale si pagherà un onere di 15.723,90€, mentre per una magistrale si sale a 26.206,50€.

Ma da quale formula si ricava l’onere di 5.241,30€ per ogni anno di Università? Semplice, il decreto stabilisce che il costo del riscatto della laurea si effettua moltiplicando l’aliquota IVS vigente, pari al 33%, per il reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps di artigiani e commercianti che per il 2018 (quello per il 2019 deve essere ancora pubblicato) è pari a 15.710€.

Il 33% di 15.710,00€, quindi, è pari a 5.241,30€ ossia l’importo da pagare per ogni anno di studio.

Prima di andare avanti e capire perché questo sistema è particolarmente conveniente, è bene sottolineare che si possono riscattare tanti anni quanto previsti dal corso di laurea; quindi se avete impiegato sei anni per il conseguimento di una laurea magistrale potrete comunque riscattarne un massimo di cinque.

Riscatto laurea agevolato: quanto si risparmia?

Per il calcolo del riscatto ordinario di un corso di studi universitario - successivo al 1° gennaio 1996 - si moltiplica sempre l’aliquota IVS del 33% ma, piuttosto che per una base forfettaria, sull’ultima retribuzione imponibile del lavoratore.

Quindi, nel caso degli inoccupati l’onere è sempre di 5.241,30€ (perché si applica sempre il reddito minimo soggetto a imposizione della Gestione Inps Commercianti e Artigiani), ma per chi ha già un lavoro si sale notevolmente.

Pensiamo ad esempio ad un impiegato con RAL di 25.000€; in tal caso per il riscatto di ogni anno di laurea bisognerebbe pagare 8.250,00€. Oppure, come l’esempio riportato dalla Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro, un lavoratore in regime contributivo che guadagna 40.000€ avrebbe pagato circa 13.200,00€ l’anno, ossia il 60% in più di quanto previsto dalla nuova formula.

C’è da dire però che questi riscattando la laurea con il metodo ordinario incrementano anche il montante contributivo, cosa che invece non avviene con il riscatto agevolato con il quale - ricordiamo - si può solamente aumentare gli anni di contributi così eventualmente da anticipare l’accesso alla pensione.

Ma siamo sicuri quindi che il riscatto agevolato sia così conveniente come sembra? Non sempre lo è, come potete approfondire nel nostro articolo di riferimento.

Riscatto delle laurea: le altre agevolazioni

Tra le agevolazioni possibili figura la possibilità di rateizzare l’onere previsto per un massimo di 120 rate mensili (10 anni).

C’è poi un altro vantaggio: non per forza bisognerà riscattare tutti gli anni di laurea. Sarà l’interessato, in base alle proprie necessità, a decidere se riscattarne uno solo (alleggerendo così il costo) oppure più di uno, fino ad un massimo pari alla durata legale del proprio corso di studi; si parla, per l’appunto, di riscatto della laurea flessibile.

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