Fondo pensione vs riscatto della laurea: ecco chi vince con le nuove regole del 2026.
Nel contesto previdenziale italiano del 2026, profondamente influenzato dalla Legge di Bilancio e dalle relative norme attuative, la scelta tra il riscatto degli anni di laurea e l’investimento in un fondo pensione complementare rappresenta uno degli snodi più rilevanti per la pianificazione di lungo periodo.
Da un lato, il riscatto permette di acquistare contribuzione figurativa presso l’INPS, incrementando direttamente l’anzianità utile ai fini del diritto a pensione (vecchiaia, anticipata o contributiva) e dell’importo dell’assegno, con un meccanismo che agisce sul primo pilastro pubblico.
Dall’altro, il fondo pensione agisce sul terzo pilastro, consentendo la costruzione di un montante privato attraverso versamenti deducibili, rendimenti finanziari e una fiscalità agevolata su tutta la filiera: deduzione in ingresso, tassazione ridotta sui rendimenti (15% o inferiore) e aliquota sostitutiva sul momento dell’erogazione (dal 15% al 9% in base alla durata dell’adesione). [...]
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