Riordino delle carriere, correttivi entro dicembre 2019: quale dovrebbe essere la priorità

Riordino delle carriere: i correttivi saranno approvati entro il 31 dicembre. Si discute sulle novità: il SAP non ritiene sia il caso di aumentare l’assegno di funzione per il comparto Difesa; sarebbe più giusto, infatti, unificare il ruolo di sovrintendenti con quello degli assistenti.

Riordino delle carriere, correttivi entro dicembre 2019: quale dovrebbe essere la priorità

Forze Armate e di Polizia: dopo l’incontro della scorsa settimana a cui hanno preso parte tutti i ministri interessati, compreso il Premier Giuseppe Conte, è partito il timer che porterà all’approvazione di correttivi per il riordino delle carriere e dei ruoli.

L’incontro è servito infatti per confermare l’intenzione di questo Governo di approvare dei correttivi all’ultimo progetto di riordino delle carriere, sia per le Forze di Polizia che per le Forze Armate, entro la data del 31 dicembre 2019.

Attenzione però a non pensare si tratti solamente di “promesse”: il Governo, infatti, sta già facendo i “fatti” dal momento che - come ha ricordato il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede - ha deciso di esercitare la delega per difesa e sicurezza entro i tempi previsti (ovvero il 30 settembre), così da concludere il percorso normativo che porterà alla correzione del riordino dei ruoli e delle carriere già entro la fine dell’anno.

Ma per quale motivo questo progetto è così atteso dal personale in divisa? Questi sperano, così come promesso dai sindacati, che questa sia l’occasione giusta per risolvere definitivamente alcune storture lasciate in eredità dal precedente decreto; vediamo quali.

Aumento dell’assegno di funzione: è davvero necessario?

Il primo tema, come ricordato dal segretario del SAP (Sindacato Autonomo della Polizia di Stato) Stefano Paoloni, è quello riguardante l’aumento dell’assegno di funzione. Una richiesta presentata dai rappresentanti del comparto Difesa, i quali chiedono un aumento dell’assegno di funzione per il personale che può vantare più di 17 anni di servizio.

Una proposta su cui il SAP non sembra essere particolarmente favorevole dal momento che per la sua attuazione richiede circa il 40% delle risorse disponibili; per l’aumento dell’assegno di funzione, infatti, sono necessari 9 milioni di euro rispetto ai 23 milioni a disposizione (che, in base a quanto stabilito dal principio di equiordinazione, dovrebbero essere distribuiti in egual misura tra tutto il personale del comparto sicurezza e difesa).

Secondo il SAP la richiesta non è neppure così vantaggiosa: si parla infatti di un incremento di 330,00€ lordi annui, che al mese ammontano a poco più di 10,00€ netti (mensili).

Un provvedimento che - sempre secondo il SAP - sarebbe viziato da elementi di incostituzionalità poiché interverrebbe su elementi costitutivi del trattamento economico accessorio sottraendoli così dalla contrattazione collettiva (come invece vuole il D.lgs 195/1995). Senza contare che l’aumento dell’assegno di funzione non andrebbe a sanare gli “evidenti errori” lasciati in dote dal precedente riordino.

Riordino delle carriere: ecco quale dovrebbe essere la priorità

Secondo il SAP piuttosto che dispensare risorse nell’aumentare l’assegno di funzione bisognerebbe attenersi alle indicazioni rilevate dal parere che il Consiglio di Stato nel 2017 rilasciò sullo schema di riordino dei ruoli e delle carriere.

In questo intervento, infatti, il Consiglio di Stato - che pur ha espresso un parere favorevole nei confronti della misura - ha evidenziato l’importanza di una unificazione del ruolo assistenti con quello dei sovrintendenti. Un provvedimento che per il SAP dovrebbe essere prioritario per il Governo, poiché solo così si andrebbero a risolvere le lacune esistenti.

D’altronde lo stesso Consiglio di Stato ha suggerito all’amministrazione di prevedere un unico ruolo che vada a ricomprendere sovrintendenti e assistenti.

È pur vero che con le attuali risorse attuare completamente questo progetto non è possibile, tuttavia - secondo il SAP - con questa occasione si può mettere già un primo tassello, ossia quello che garantirebbe al personale più anziano nel ruolo degli assistenti capo di essere promossi al grado di sovrintendente senza dover prendere parte ad un concorso, ma solo tramite uno scrutinio con “successiva frequentazione di un corso”.

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