Forze Armate: 8 novità annunciate dal Ministro della Difesa

Il Ministro della Difesa - Elisabetta Trenta - nel corso del suo intervento davanti ai delegati Co.Ce.R. ha svelato alcune novità in arrivo per le Forze Armate: dal riordino al nuovo contratto, fino alla risoluzione dei problemi NoiPA.

Forze Armate: 8 novità annunciate dal Ministro della Difesa

Il 13 novembre scorso in occasione dell’incontro avuto con i delegati del Co.Ce.R. Interforze il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha fatto il punto dei prossimi provvedimenti che verranno presi per il personale in divisa.

Nel corso del suo intervento, riportato in anteprima da Infodifesa, il Ministro ha toccato diversi punti, ribadendo poi che qualsiasi azione realizzata nel corso della sua amministrazione sarà ispirata da tre principi da lei ritenuti fondamentali: concretezza, rispetto e massima attenzione alle istanze del personale.

Quindi, sono in arrivo dei cambiamenti molto importanti per le Forze Armate, così da dare una risposta concreta a tutte le richieste delle fatte in questi mesi. Vediamo nel dettaglio quali sono i punti affrontati dal Ministro Trenta facendo chiarezza così sulle novità che attendono le Forze Armate nei prossimi mesi.

1) Mobilità

Uno dei punti sul quale l’amministrazione sta cercando di trovare una soluzione è quello che riguarda i trasferimenti del personale in divisa. L’obiettivo annunciato è quello di conciliare il servizio con le esigenze di vicinanza ai propri affetti e per raggiungerlo sarà necessario ricercare nuove e concrete possibilità per garantire il ricongiungimento del personale militare al proprio nucleo familiare.

Prima di definire la migliore strategia per migliorare le operazioni di mobilità per il personale in divisa, il Ministro intende indagare sull’ampiezza reale del fenomeno, così come sulla possibilità di una permanenza del reparto attuale di assegnazione qualora fossero garantite risposte adeguate alle loro esigenze (quali ad esempio la necessità di un alloggio e di un lavoro per il coniuge).

2) Riordino delle carriere


Il Ministro della Difesa ha poi confermato che presto saranno approvati dei correttivi e delle integrazioni al riordino dei ruoli delle Forze Armate e di Polizia; la Trenta è infatti d’accordo sul fatto che questa riforma non sia riuscita a superare pienamente le criticità lasciate dalla riforma del 1995 e per questo l’attuale amministrazione si è adoperata per far sì che con il Decreto Sicurezza prima (5 milioni di euro) e con la Legge di Bilancio poi (70 milioni di euro) fossero stanziate le risorse per approvare tutti i correttivi di cui c’è bisogno per migliorare l’attuale sistema.

3) Rinnovo del contratto

Per quanto riguarda il contratto delle Forze Armate il Governo ha deciso di stanziare le risorse necessarie (210 milioni di euro) per l’avvio già nel 2019 della concertazione relativa al triennio 2019-2021.

Si tratta di una novità che rappresenta una rottura con il passato poiché, come sottolineato dal Ministro, negli anni scorsi il contratto è stato rinnovato “praticamente allo scadere del periodo di riferimento”. Anziché attendere il 2021, quindi, il Governo metterà mano al contratto delle Forze Armate già nei prossimi mesi.

A tal proposito il Ministro Trenta ha svelato alcuni suoi obiettivi: dedicare i 6,69 milioni di euro della coda contrattuale del precedente accordo per introdurre delle maggiorazioni nell’ambito del FESI rivolte ad alcune categorie, ad esempio ai volontari con oltre 17 anni di servizio.

Le risorse stanziate per il rinnovo del contratto 2019-2021, invece, dovranno essere utilizzate per migliorare i trattamenti economici accessori, partendo dai gradi più bassi e attribuendo una maggiore concretezza alla specificità delle Forze Armate.

Parimenti bisognerà mettere mano anche al trattamento economico fondamentale e per farlo il Ministro Trenta ha promesso che saranno ricercate ulteriori risorse rispetto a quelle stanziate dalla manovra finanziaria.

4) Possibilità di cedere i giorni di licenza


Una delle novità normative che potrebbe trovare spazio nel nuovo contratto dovrebbe essere quella riferita alla licenza solidale; in poche parole, questa permetterebbe al personale in divisa che ha dei giorni di licenza residui di cederli ai propri colleghi in particolari situazioni di bisogno.

5) Risoluzione dei problemi di NoiPA

Il Ministro è d’accordo sul fatto che il passaggio al sistema NoiPA per la corresponsione del trattamento economico ha comportato diverse criticità, rendendo più pesante e frastagliata la già complessa struttura della sua retribuzione.

Nel dettaglio, secondo la Trenta la causa principale dei problemi è da attribuire all’eccessiva rigidità delle procedure, anche di quelle interne alla Difesa, che contrastano con l’esigenza di aderenza e flessibilità imposta dalla struttura del trattamento economico del personale militare dove assume una notevole importanza il trattamento accessorio.

Per risolvere questi problemi il Ministero della Difesa e quello dell’Economia stanno collaborando per individuare delle nuove misure gestionali e procedurali che tramite la periferizzazione dei diversi adempimenti amministrativi consentirà di raggiungere la prontezza del sistema sia nella fase di quantificazione che in quella di pagamento delle competenze.

6) Riduzione Irpef per il trattamento accessorio

Così come vi avevamo anticipato nei giorni scorsi, il Ministero della Difesa - e tutti gli altri dicasteri interessati - hanno avviato l’iter per il conseguimento della defiscalizzazione delle indennità accessorie per il personale con reddito inferiore ai 28.000€.

Questo beneficio interesserà complessivamente 99.156 unità dell’intero Comparto Sicurezza e Difesa.

7) Tutela dei militari

La Trenta ha poi posto in cima alle proprie priorità quella di tutelare i militari colpiti da patologie in relazione all’esposizione ad agenti nocivi; i provvedimenti approvati in passato, infatti, hanno risolto solamente in maniera parziale le problematiche individuate.

L’obiettivo è di arrivare alla definizione di un provvedimento normativo volto a garantire la massima tutela possibile al personale, specialmente per coloro che operano in situazioni ad alto rischio ambientale. Allo stesso tempo bisognerà introdurre delle procedure che permettano l’eliminazione del voluminoso contenzioso creatosi sulla tematica.

8) Personale in sovrappeso

A livello interforze bisognerà poi stabilire una direzione chiara da prendere nei confronti del personale in sovrappeso. Come ricordato dal Ministro, infatti, oggi solamente l’Esercito ha approvato una specifica direttiva sull’obesità del personale in divisa, comportando tra l’altro, in sede di applicazione della normativa, alcuni effetti distorsivi.

A tal proposito il Ministro ha chiesto allo Stato Maggiore della Difesa l’emanazione di una direttiva ad hoc, valida per tutte le Forze Armate, Carabinieri compresi, nella quale sono indicati i criteri da seguire nell’emanazione delle proprie circolari. Nel decidere se e quando l’obesità comporta la perdita dell’idoneità al servizio, bisognerà tener conto di diversi parametri, come ad esempio l’età del militare, l’incarico assegnato e l’effettiva possibilità di praticare adeguata attività fisica.

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