Riordino delle carriere: niente correttivi, ma il Governo promette una nuova riforma

Non c’è un accordo tra sindacati e Amministrazione per i correttivi da approvare al riordino delle carriere. E se le risorse a disposizione venissero utilizzate per una nuova riforma?

Riordino delle carriere: niente correttivi, ma il Governo promette una nuova riforma

Si fa sempre più remota la possibilità di una revisione del riordino delle carriere(decreto 94/2017 per le Forze Armate, 95/2017 per le Forze di Polizia).

Il testo del riordino delle carriere, infatti, avrebbe bisogno di diversi interventi correttivi ed è per questo che sono stati stanziati 15 milioni di euro per il 2018; tuttavia queste risorse riguardano esclusivamente il riordino delle Forze di Polizia e devono essere utilizzate entro il termine del 7 luglio 2018.

Quando mancano pochi giorni a questa scadenza appare improbabile il raggiungimento di un accordo che preveda dei correttivi che soddisfino tutte le parti in causa; nell’ultimo incontro al quale hanno preso parte sia i sindacati che i rappresentanti dell’amministrazione, infatti, sono state presentate delle proposte di correttivi che non risolvono i problemi riscontrati con l’attuazione del riordino delle carriere.

Ad oggi quindi l’unica soluzione possibile è quella di prorogare il termine del 7 luglio così da avere più tempo per attuare una proposta adeguata all’obiettivo da raggiungere. Inoltre, avendo più tempo si potrà prevedere una norma simile per correggere anche il riordino delle carriere che ha interessato le Forze Armate, poiché in caso contrario si registrerebbero delle illegittime disomogeneità con le Forze di Polizia in merito al reclutamento, allo stato giuridico e alla progressione in carriera.

Resta da capire quindi qual è l’intenzione dell’Amministrazione interessata in merito alla possibilità di riformare il riordino delle carriere, un progetto che ricordiamo non appartiene al Governo del cambiamento (Lega-Movimento 5 Stelle) ma a quello di Centrosinistra guidato da Gentiloni.

Non è da escludere comunque che l’Esecutivo in carica decida di abbandonare l’idea di correggere il vecchio riordino ed utilizzare le risorse a disposizione per approvare un nuovo riordino delle carriere - sia per le Forze Armate che di Polizia - come tra l’altro indicato nel contratto di Governo.

I correttivi del riordino non soddisfano i sindacati

Facciamo un passo indietro e torniamo a quanto successo venerdì 29 giugno, quando tra sindacati e amministrazione è andato in scena l’incontro in programma per discutere dei correttivi da applicare allo schema di riordino utilizzando le risorse a disposizione.

Come dichiarato dal SIULP tramite un comunicato, l’incontro non è andato come si sperava dal momento che “le proposte presentate dall’Amministrazione continuano a disilludere tutto il personale di ogni ordine e grado”.

Il sindacato ha criticato - e non è stato il solo - i correttivi proposti per sanare le “sperequazioni e le storture che il riordino ha causato”, poiché inadeguati al raggiungimento di questo obiettivo.

Infatti, l’Amministrazione - rinnovata solo da pochi mesi - si è presentata all’incontro senza avere un’idea chiara di come correggere nella maniera più efficace possibile la riforma del 2017, prevedendo dei correttivi di poco conto che non avrebbero alcun effetto per la progressione in carriera, la quale invece deve essere al centro del progetto.

Nel testo del riordino - almeno secondo quanto segnalato dai sindacati - ci sono diverse disparità per l’avanzamento di carriera, per ogni ruolo a partire da Agenti, Assistenti, Sovrintendenti, Ispettori e Commissari del ruolo ad esaurimento, nonché per quello dei dirigenti e tecnici.

Quanto dichiarato dal SIULP, quindi, conferma che prima del 7 luglio 2018 sarà impossibile utilizzare le risorse a disposizione per approvare i provvedimenti per correggere il riordino delle carriere; a questo punto, salvo una proroga della scadenza, è molto probabile che il progetto resti così com’è nell’attesa che il Governo in carica approvi un nuovo riordino delle carriere.

Nuovo riordino all’orizzonte?

È il contratto di Governo sottoscritto da Lega e Movimento 5 Stelle a prevedere un nuovo riordino delle carriere che sia più efficace di quello precedente. Nel contratto, infatti, lato Forze Armate e di Polizia si legge che è “necessario aumentare i fondi a disposizione del comparto” così da prevedere:

  • aumento del personale;
  • rinnovo del contratto in essere: (quello appena rinnovato è valido per il triennio 2016-2018, per questo urge un nuovo accordo per i tre anni successivi);
  • nuovo riordino delle carriere.

Quindi l’intenzione del Governo - con il supporto dei Ministeri della Difesa, Giustizia e dell’Interno - è quella di approvare un nuovo schema di riordino che risolva i problemi riscontrati a causa del precedente intervento normativo così da prevedere un efficace sistema per la progressione di carriera, così come richiesto da sindacati e dagli appartenenti al ruolo.

Non è da escludere quindi che quelle risorse che almeno sulla carta dovrebbero essere utilizzate per correggere il vecchio riordino non possano essere destinate ad un nuovo intervento normativo.

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