Il rinnovo del contratto spiegato: cosa cambia per gli statali in 10 punti

Firmato il rinnovo del contratto per il pubblico impiego: mancano però i comparti specifici come Istruzione, Sanità e Sicurezza. Ecco cosa cambierà con il nuovo contratto.

Il rinnovo del contratto spiegato: cosa cambia per gli statali in 10 punti

Il rinnovo del contratto degli statali è finalmente realtà (ma non per tutti).

La firma arrivata nella nottata tra il 22 e il 23 dicembre riguarda infatti solamente 250mila dipendenti della Pubblica Amministrazione, ossia gli statali in senso stretto intesi come i dipendenti ministeriali e gli agenti del fisco.

Si tratta comunque di un traguardo molto importante perché il contratto appena firmato sarà alla base delle trattative per gli altri comparti della Pubblica Amministrazione, come ad esempio Istruzione (insegnanti e personale ATA), Sanità (medici, infermieri e altro personale sanitario), Sicurezza (Forze Armate, di Polizia e Vigili del Fuoco) e Enti locali.

Il tavolo della contrattazione è durato diversi mesi perché ovviamente i temi in discussione erano moltissimi visti i 10 anni in cui il contratto è stato bloccato.

Il risultato è un contratto che per molti aspetti - uno su tutti l’aumento del contratto - non soddisfa i diretti interessati. Troppo basse le cifre previste per l’aumento, sulle quali comunque non c’è ancora la certezza assoluta.

L’aumento di stipendio, infatti, non sarà uguale per tutti e bisognerà attendere il mese di marzo 2018 (data in cui saranno applicati i primi aumenti stipendiali) per farsi un’idea di cosa cambierà.

Ma lo stipendio dei dipendenti pubblici non è l’unico aspetto modificato dal rinnovo, con il quale ad esempio sono state apportate anche delle modifiche al codice comportamentale dei dipendenti pubblici.

Per fare chiarezza su tutte le novità introdotte dal rinnovo abbiamo scelto di scrivere questa guida riassumendo il nuovo contratto in 10 punti. Una guida utile nell’attesa che sia ufficiale il rinnovo anche per gli altri comparti della Pubblica Amministrazione, nei quali molto probabilmente saranno affrontati dei temi più specifici.

Aumento di stipendio

Inutile nasconderlo; una delle novità di maggiore interesse riguarda l’aumento di stipendio. Le cifre sono note da tempo: 85 euro lordi e medi assegnati a seconda del reddito e dei meriti dei dipendenti.

Secondo quanto riportata dall’Ansa, con la firma sul rinnovo è stata pattuita una forbice d’aumento compresa tra i 63€ e i 117€ mensili; quindi l’aumento di stipendio non potrà essere rispettivamente inferiore e superiore alle suddette cifre.

Inoltre è stato stabilito che alla fasce retributive più basse sarà riconosciuto un extra pari a circa 25 euro mensili (per almeno 10 mensilità); in questo modo i famosi 85€ saranno riconosciuti alla maggior parte degli statali.

Ai dipendenti pubblici sarà erogato anche un assegno per gli arretrati degli anni 2016 e 2017, visto che il rinnovo riguarda il triennio 2016-2018. Sempre l’Ansa ha fatto chiarezza sugli importi degli arretrati, indicando una forbice tra i 1.019 e i 1.506 euro lordi.

Come anticipato gli aumenti saranno applicati a partire dallo stipendio di marzo 2018, quando comunque gli statali riceveranno gli arretrati per gennaio e febbraio.

Limiti per il precariato

Con il rinnovo si è voluta dare una stretta ai contratti a tempo determinato nella Pubblica Amministrazione. È stato stabilito infatti che i contratti a tempo determinato nel pubblico impiego non potranno superare i 36 mesi, prorogabili in via eccezionale di ulteriori 12 mesi.
Inoltre, il numero di dipendenti assunti con questa tipologia di contratto non potranno essere superiori al 20% del totale di impiegati nel comparto di appartenenza.

Nuove regole per orari e permessi

Cambiano gli orari di lavoro per la Pubblica Amministrazione: per la prima volta nel pubblico impiego si parla infatti di elasticità di orario, con l’introduzione di nuove fasce di tolleranza per le entrate in ritardo e le uscite in anticipo (da recuperare poi in un secondo momento).

Per quanto riguarda i permessi giornalieri (per un massimo di 3 al mese) viene concessa la possibilità di usufruirne ad ore.

Regole più severe per la lotta all’assenteismo

Con il rinnovo si è cercato di individuare una soluzione al problema dell’assenteismo negli uffici pubblici.

Nel dettaglio, è stato deciso che dopo due assenze ingiustificate dal posto di lavoro nelle giornate immediatamente precedenti o successive alle festività, ai weekend non lavorativi o ai giorni di riposo saranno punite con una sospensione non pagata. In caso di recidiva il dipendente sarà soggetto al licenziamento.

Qualora l’assenza strategica riguardi la maggior parte dell’ufficio a questo non sarà concesso un aumento del monte premi; i dipendenti quindi non potranno beneficiare di un lauto aumento di stipendio.

Nuove regole permessi 104

Anche i permessi per la legge 104 sono soggetti a modifiche, così da contrastare gli abusi di questi anni.

La novità riguarda una programmazione mensile dei suddetti permessi; se non comunicato con largo anticipo quindi non si potrà usufruire dei permessi riconosciuti ai familiari di disabili.

L’unico caso in cui l’assenza può essere presentata con un minimo di 24 ore di preavviso è quando il permesso sia motivato da documentata necessità.

Un’altra novità importante riguarda i dipendenti pubblici che devono sottoporsi a terapie salvavita. In tal caso ci si potrà assentare dal lavoro anche nei giorni in cui si è soggetti agli effetti collaterali dei suddetti trattamenti, entro un limite di 4 mesi.

Sanzioni per molestie

Pugno duro contro chi commette violenze sessuali sul posto di lavoro: per casi meno gravi scatta una sospensione pari ad almeno 6 mesi, nel caso di recidiva o per comportamenti particolarmente gravi scatta il licenziamento.

Il patteggiamento

Restando in tema di sanzioni, con il rinnovo del contratto è stata introdotta una forma di patteggiamento. Sarà il dipendente pubblico, di concerto con l’organo incaricato, a determinare la sanzione da comminare per il suo comportamento.

Quali sono i vantaggi di questo strumento? Per il dipendente pubblico quello di evitare il licenziamento, mentre per la Pubblica Amministrazione quello di ridurre la mole di ricorsi presentati ogni qual volta che viene comminata una sanzione per la violazione del codice disciplinare.

Più benefici per i dipendenti

Le amministrazioni, in sede di contrattazione di secondo livello, sono legittimate a concedere ai dipendenti dei benefici ad hoc. Ad esempio delle borse di studio per i loro figli, così come dei prestiti agevolati o l’ingresso gratuito ai musei dello Stato (come avviene già per gli insegnanti).

Congedo matrimoniale per le unioni civili

Gli omosessuali che lavorano nella Pubblica Amministrazione avranno diritto in caso di unione civile ad usufruire della licenza per il viaggio di nozze. Il congedo matrimoniale quindi viene riconosciuto anche alle coppie omosessuali, sempre nel limite di 15 giorni di calendario.

Maggiore dialogo con i sindacati

Con la firma del contratto non si estingue il rapporto di comunicazione tra l’amministrazione e i sindacati. Infatti la Pubblica Amministrazione avrà il dovere di confrontarsi con i rappresentanti dei lavoratori per ogni decisione futura che comporterà cambiamenti sugli orari e sull’organizzazione del lavoro.

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