Riforma pensioni: Opzione Donna ed esodati, che prospettive ci sono adesso?

Riforma pensioni: nulla di fatto per Opzione Donna e per gli esodati che sono stati esclusi dalla legge di Bilancio, quali sono ora le prospettive per queste due misure ferme al palo?

Riforma pensioni: Opzione Donna ed esodati, che prospettive ci sono adesso?

Riforma pensioni: quale sarà il destino ora di Opzione Donna e della nona salvaguardia degli esodati, due misure che possono essere definite come le grandi escluse dalle novità in materia previdenziale inserite nella legge di Bilancio 2018?

Mentre ora il dibattito politico è tutto concentrato sulla fattibilità o meno di una cancellazione della riforma Fornero, rimangono invece tutti i dubbi legati al futuro di Opzione Donna e degli esodati. Qualcosa però in tal senso si starebbe muovendo anche se i tempi non sembrerebbero essere ancora maturi.

Riforma pensioni: delusione per Opzione Donna ed esodati

Quando finita l’estate governo e sindacati tornarono a sedersi attorno a un tavolo per discutere della riforma delle pensioni , le parole provenienti da Palazzo Tesoro che parlavano di una “strada stretta” in merito ai soldi a disposizione facevano da subito intendere che sarebbe stata una lunga e difficile trattativa.

Alla fine così è stato, visto che le richieste delle parti sociali man mano sono state quasi tutte cestinate vista la mancanza di fondi. La quasi totalità del gruzzoletto a disposizione per gli investimenti (15 miliardi su 20), nella legge di Bilancio 2018 è stato utilizzato per disinnescare le clausole di salvaguardia.

In sostanza, il governo ha utilizzato gran parte dei soldi a disposizione non per fare investimenti ma per pagare debiti pregressi, scongiurando così l’attivazione automatica di queste clausole tra cui anche l’aumento dell’Iva.

Per la riforma delle pensioni a disposizione sono rimaste le proverbiali briciole, visto che l’esecutivo nella Finanziaria ha puntato molto su delle misure per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani e per rinnovare il contratto degli statali.

Per Opzione Donna e per gli esodati quindi la doccia fredda si può dire che è stata doppia. Entrambi i provvedimenti infatti sono nati in conseguenza di una riforma Fornero che andò a creare più di una criticità.

Fino a qualche mese fa si pensava che Opzione Donna fosse pronta per diventare una misura strutturale, dando quasi per scontato che comunque nella legge di Bilancio sarebbe stata inserita almeno una proroga al 2018.

Invece tutti gli emendamenti a riguardo sono stati respinti, per un destino simile a quello degli esodati che, nonostante le otto salvaguardie degli ultimi anni, ancora sono tanti. Tutte persone che ora continueranno a gravitare in quella sorta di limbo che si è venuto a creare dopo la riforma Fornero.

La delusione però può essere considerata doppia. Sia nel caso di Opzione Donna che per gli esodati, il budget a disposizione per il 2017 infatti non era stato del tutto utilizzato e quindi sarebbe bastato soltanto rimpinguare un po’ il gruzzoletto.

La difficile situazione delle casse statali invece ha spinto l’esecutivo a destinare tali fondi verso altri lidi. Naturalmente però in questa maniera le problematiche rimangono, ma per delle novità si dovrà ancora aspettare qualche mese.

Le speranze future

Ogni legge di Bilancio che è stata licenziata prima di una tornata elettorale nazionale, di solito è sempre stata molto generosa. L’avvicinarsi dell’apertura delle urne spingeva infatti ogni categoria a tirare per la giacchetta i partiti della maggioranza, che puntualmente inserivano provvedimenti ad hoc per non deludere l’elettorato.

Con Bruxelles invece in questo momento più che mai molto vigile sullo stato di salute dei nostri conti pubblici, creare un ulteriore buco di bilancio è cosa impossibile da fare. I delusi infatti da questa manovra Finanziaria sono tanti.

Con l’inizio della campagna elettorale, negli ultimi giorni molto si sta parlando del tema delle pensioni. Il problema però è che nella discussione manca quel realismo necessario per rendere il dibattito credibile e fruttuoso.

Pensare di cancellare d’emblée la riforma Fornero significherebbe creare un buco da 140 miliardi. Se non si trovano qualche spicciolo per Opzione Donna oppure per la nona salvaguardia, figuriamoci come si potrebbe coprire una cifra del genere.

Dall’altra parte i partiti della maggioranza, soprattutto per bocca del sempre ottimista Cesare Damiano, continuano a ribadire che qualcosa nel merito sarà fatto. Con le Camere sciolte però al momento tutto è da rimandare.

Visto anche il possibile pareggio elettorale, che dovrebbe portare a lunghi mesi di trattative per formare un governo, delle pensioni con ogni probabilità se ne riparlerà il prossimo autunno, ovvero quando dovrà essere imbastita le legge di Bilancio 2019. Per chi è in attesa di novità quindi i tempi potrebbero essere lunghi.

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