Riforma fiscale, il Recovery Plan detta i tempi: legge delega Irpef entro luglio 2021

Anna Maria D’Andrea

26 Aprile 2021 - 16:28

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Riforma fiscale, legge delega in Parlamento entro la fine del mese di luglio 2021. È il Recovery Plan a dettare i tempi del progetto di revisione dell’Irpef. Si va verso la riforma del catasto e la riduzione delle agevolazioni per abbassare le tasse sul lavoro.

Riforma fiscale, il Recovery Plan detta i tempi: legge delega Irpef entro luglio 2021

Riforma fiscale, il Recovery Plan detta i tempi per il complesso ma fondamentale piano di revisione, a partire dall’Irpef.

La legge delega per semplificare e razionalizzare l’Irpef sarà presentata al Parlamento entro il 31 luglio 2021. Successivamente verrà istituita una Commissione di esperti e uno o più decreti legislativi delegati saranno lo strumento per attuare la riforma fiscale.

La riforma del Fisco, seppur non ricompresa nel perimetro delle azioni previste dal PNRR, è definita come una delle “azioni chiave” per dare risposta alle debolezze strutturali dell’Italia e favorire la ripresa.

Un progetto per il quale bisognerà tener conto delle raccomandazioni dell’Europa al nostro Paese: dalla riforma del catasto alla riduzione delle agevolazioni fiscali, di seguito le linee guida tracciate dal Recovery Plan.

Riforma fiscale, il Recovery Plan detta i tempi: per l’Irpef legge delega entro luglio 2021

Il documento conclusivo relativo all’“Indagine conoscitiva sulla riforma dell’Irpef e altri aspetti del sistema tributario”, avviata dalle Commissioni Finanze di Camera e Senato, verrà preso in considerazione per la messa a punto della legge delega sulla riforma fiscale.

Gli incontri in Commissione sono ormai agli sgoccioli, e dopo l’intervento del Ministro dell’Economia, Daniele Franco, verrà predisposto un documento finale che rappresenterà lo scheletro della riforma dell’Irpef.

I lavori preparatori dovranno proseguire a ritmi serrati. Il 31 luglio 2021 è la scadenza che il Recovery Plan indica per la presentazione della legge delega in Parlamento.

Successivamente, il lavoro per dare attuazione alla riforma fiscale verrà affidato ad una Commissione di esperti, chiamata a “realizzare in tempi certi la
riforma definendone i decreti attuativi”
.

Sono questi i passaggi formali previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza per dare il via alla riforma fiscale. Quali sono invece le novità all’orizzonte?

L’Irpef sarà indubbiamente protagonista della prima fase del processo di revisione, anche se il testo del Recovery Plan parla di riforma “possibile”, usando un termine che per definizione non dà alcuna certezza.

In ogni caso, la possibile revisione dell’Irpef verrà predisposta con un duplice obiettivo:

  • semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo;
  • ridurre gradualmente il carico fiscale, preservando la progressività e l’equilibrio dei conti pubblici.

Per la riduzione del cuneo fiscale, accanto al nuovo bonus da 100 euro operativo a pieno regime dal 2021, il Recovery Plan promette nuovi interventi, “compatibilmente con le esigenze complessive di finanza pubblica”.

Riforma fiscale, dal catasto all’evasione: nel Recovery Plan focus sulle raccomandazioni UE

Il lavoro di riforma che verrà avviato con il Recovery Plan dovrà tenere inevitabilmente conto delle indicazioni dell’Europa. Così è anche per la riforma fiscale.

Nel testo del PNRR si legge che per quel che riguarda la politica fiscale, il Consiglio Europeo raccomanda di ridurre la pressione fiscale sul lavoro, mediante una revisione delle agevolazioni fiscali, la riforma dei valori catastali e il contrasto all’evasione, in particolare nella forma dell’omessa fatturazione.

All’Italia è inoltre chiesto di potenziare i pagamenti elettronici obbligatori, anche intervenendo sulla soglia massima per i pagamenti in contante.

Per quel che riguarda il contrasto all’evasione fiscale, il Recovery Plan punta su un utilizzo migliore delle banche dati a disposizione dell’Agenzia delle Entrate.

“Verranno realizzati e potenziati progetti di analisi avanzata dei dati per poter aggredire il tax gap attraverso applicazione di tecniche sempre più avanzate come intelligenza artificiale, machine learning, text mining, analisi delle relazioni.”

All’intelligenza artificiale sarà poi necessario affiancare intelligenze “umane”, anche per comare il divario causato dalla riduzione del personale subita negli anni a causa del blocco del turn over. Bisognerà poi dare il via ad un processo di ricambio di professionalità, per consentire alle Entrate di affrontare in modo adeguato i “compiti di una moderna amministrazione finanziaria”.

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