Riforma ammortizzatori sociali: dalla Cig universale alla Naspi per autonomi. Il piano Orlando

Teresa Maddonni

01/03/2021

25/05/2021 - 12:52

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La riforma degli ammortizzatori sociali è in cantiere e nel documento presentato dal ministro del Lavoro ai sindacati nel primo incontro di sabato si parla di semplificazione della CIG. Vediamo qual è il piano di Andrea Orlando.

Riforma ammortizzatori sociali: dalla Cig universale alla Naspi per autonomi. Il piano Orlando

La riforma degli ammortizzatori sociali chiesta dai sindacati e alla quale il ministro del Lavoro Andrea Orlando sta lavorando comincia a prendere forma.

Si parlerebbe di una cassa integrazione universale e anche di una Naspi, una nuova indennità di disoccupazione, che dovrebbe essere garantita anche ad autonomi e partite IVA.

Il ministro Orlando ha incontrato sabato i sindacati CGIL, CISL e UIL in videoconferenza e ha presentato, come lui stesso ha annunciato sui suoi canali social al termine del confronto, un primo documento inerente la riforma degli ammortizzatori sociali e in particolare si è discusso di semplificazione della CIG. Successivamente saranno previsti altri incontri.

Una road map per la riforma degli ammortizzatori sociali in quattro fasi in vista della tanto temuta scadenza del blocco dei licenziamenti del 31 marzo.

Il ministro del Lavoro Andrea Orlando lavora alla riforma degli ammortizzatori chiesta da sindacati e Confindustria per superare il blocco dei licenziamenti.

Ed è su questo ultimo punto tuttavia che le parti sociali sono il leggero disaccordo. Bonomi ha proposto il suo piano con una riforma transitoria.

Vediamo ora cosa potrebbe prevedere la riforma degli ammortizzatori sociali di Orlando.

Riforma ammortizzatori sociali: cosa prevede il piano Orlando

La riforma degli ammortizzatori sociali, secondo il documenti preliminare presentato ai sindacati, dovrebbe prevedere una semplificazione di alcuni strumenti e in primis la cassa integrazione. Nella riforma degli ammortizzatori sociali potrebbero rientrare:

  • cassa integrazione universale, ma con un contributo dovuto dai datori di lavoro;
  • Naspi anche per gli autonomi e partite IVA.

La cassa integrazione, che secondo la nuova riforma degli ammortizzatori sociali dovrebbe avere una base assicurativa, si vorrebbe estenderla anche alle imprese con meno di 5 dipendenti senza aumentare il costo del lavoro.

E quindi lasciare la CIG ordinaria e quella straordinaria estendendola anche alle piccole imprese e a tutti i settori, eliminando quella in deroga. Le imprese, come anticipato, daranno un contributo addizionale però differenziato.

La Naspi, l’indennità di disoccupazione, sarebbe universale con la riforma degli ammortizzatori sociali ed estesa a tutti quindi anche a collaboratori, autonomi e partite IVA. Non solo si penserebbe a un reddito minimo garantito per i giovani professionisti che guadagnano poco, meno dell’importo del reddito di cittadinanza.

Sempre per la Naspi i sindacati chiedono da tempo di aumentarne la durata per coloro che hanno pochi contributi e diminuire la riduzione dal quarto mese dell’importo.

La riforma degli ammortizzatori sociali deve prevedere anche un necessario rafforzamento delle politiche attive del lavoro, condizione per superare anche il blocco dei licenziamenti.

Riforma ammortizzatori sociali: la road map di Orlando

Dopo l’incontro di sabato con i sindacati per la riforma degli ammortizzatori sociali il ministro Orlando ha annunciato qual è la road map per giungere preparati alla data del 31 marzo quando è prevista la fine del blocco dei licenziamenti.

Nell’incontro, con il documento presentato ai sindacati da Orlando, si è parlato delle procedure di attivazione della cassa integrazione che vanno semplificate.

“Questo primo passaggio sarà correlato con tutti i prossimi step che arriveranno in tempi brevi, a iniziare da un secondo tavolo. ”

Il secondo tavolo si terrà questa settimane.

“Come anticipato nei giorni scorsi la discussione generale si articolerà in quattro parti. Oggi abbiamo discusso delle procedure, la prossima settimana (la prima di marzo n.d.r.) sarà convocato il tavolo per discutere del perimetro, degli strumenti degli ammortizzatori sociali; a seguire, anche con un passaggio con il Ministero dell’Economia e delle Finanze, la questione della ripartizione dei costi e, infine, la questione delle modalità di gestione degli strumenti che avremo nel frattempo individuato.”

Il ministro, annunciando le varie fasi della riforma degli ammortizzatori sociali ha poi concluso nel suo post su Facebook:

“Questa è la road map, che io mi auguro proceda nel modo più rapido possibile. Delle questioni emerse dal giro di tavolo di oggi daremo conto nelle valutazioni che sottoporremo alla fine del percorso.”

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