Renzi minaccia dimissioni delle ministre di Italia Viva

Marco Ciotola

28 Dicembre 2020 - 22:56

29 Dicembre 2020 - 09:34

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Senza accordo sul Recovery Fund le ministre Bonetti e Bellanova si dimetteranno, tuona Matteo Renzi

Renzi minaccia dimissioni delle ministre di Italia Viva

Ancora un ultimatum dal leader di Italia Viva Matteo Renzi, che ha minacciato le dimissioni delle due ministre in capo al suo partito: Elena Bonetti e Teresa Bellanova.

Le due, rispettivamente ministro per le pari opportunità e ministro delle politiche agricole, sarebbero infatti pronte a lasciare in caso di mancato accordo sul Recovery Fund.

Una decisione che si mostrerebbe a quel punto obbligata per Renzi, che parla apertamente di “governo che dovrebbe fare senza di noi” e indica una scadenza generica di qualche settimana:

“Non credo si possa tirare troppo per le lunghe: se c’è l’accordo bene, si va avanti; se non c’è l’accordo, è evidente che faranno senza di noi e le ministre si dimetteranno. Non siamo alla ricerca di poltrone ma di idee.”

Renzi minaccia dimissioni ministre Italia Viva

Le parole di Matteo Renzi arrivano nel corso di una conferenza stampa al Senato, e sembrano rappresentare una sorta di anticipazione dell’incontro di scena mercoledì tra il ministro dell’economia Roberto Gualtieri e i capigruppo di Italia Viva Davide Faraone e Maria Elena Boschi e le ministre Elena Bonetti e Teresa Bellanova.

Sarebbero addirittura 61 i punti di disaccordo del partito di Renzi all’interno del cosiddetto Next Generation EU, ovvero quello che confluisce nel fondo di sostegno agli Stati membri per 750 miliardi di euro.

Ma - prosegue il leader di IV - il confronto interno proseguirà e i paragrafi che non convincono potrebbero anche essere molti di più:

“Pensiamo che il piano predisposto dal presidente del Consiglio manchi di ambizione, sia senz’anima, si vede che non c’è un’unica mano che scrive. Si tratta di un collage talvolta raffazzonato di pezzi di diversi ministeri. Si vede la mano burocratica di chi mette insieme i pezzi”.

In più, rincara, si tratta di un documento “impregnato di cinquestellismo giustizialista”; da qui la presentazione dei 61 punti su cui “al momento non siamo d’accordo” nelle 103 pagine di Next generation Eu.

Punto cruciale anche il Mes per la sanità secondo Renzi, che chiarisce di non essere disposto a “tornare indietro” su questo punto e evidenzia l’elevato numero di morti tra i medici italiani:

“I denari del Recovery fund sono più condizionati di quelli del Mes. Oggi si contano 273 medici morti, trovo vergognoso che si stia ancora a discutere dei 36 miliardi del Mes”.

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