Rendimenti ricchi fino al 4,04% alle aste dei titoli di Stato emessi a tassi fissi e costanti

Stefano Vozza

18 Maggio 2026 - 15:55

Vediamo gli esiti dei collocamenti alle aste dei giorni scorsi in casa MEF tra i vari titoli con e senza cedola, di brevissimo o lungo termine

Rendimenti ricchi fino al 4,04% alle aste dei titoli di Stato emessi a tassi fissi e costanti
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Si sono concluse giorni fa le aste del Dipartimento del Tesoro MEF di inizio mese che hanno riguardato bond differenti per durata e ritorni. Anzi, le divergenze risultano più marcate in termini di durate residue che non per ritorni a scadenza, risultati tutti in robusto rialzo. Un discorso che riguarda tanto il classico zero coupon a 12 mesi quanto il BTP di medio-breve, media e lunga scadenza. Vediamo di quanto, nei particolari, procedendo da titolo a un altro. Anticipiamo solo che sono giunti rendimenti ricchi fino al 4,04% alle aste dei titoli di Stato emessi a tassi fissi e costanti.

Sale forte il rendimento effettivo a scadenza del BOT 12 mesi

Martedì 12 c’erano due aste riguardanti altrettanti slot di titoli senza cedola e diverse vite residue.
Lo slot più modesto nell’importo ha riguardato la 3° e 4° tranche dello Zc Jul26 con identificativo IT0005660029. Il titolo ha un anno di vita in origine, ma verrà ritirato dal mercato il prossimo 14 luglio, per una vita fruttifera di soli 61 giorni, 2 mesi. Il Tesoro ne ha piazzato altri 1,65 mld di euro, di cui 1,5 all’asta ordinaria e il resto in quella supplementare. Il prezzo esitato è stato di 99,643 per uno yield a scadenza del 2,116% annuo lordo (dati MEF).

È risultato più ricco, invece, il rendimento di fine asta del neo BOT a 12 mesi con ISIN IT0005709289 che andrà a rimpiazzare il pari durata emesso un anno fa. Ha data emissione e regolamento 14/05 e scadenza alla stessa data del 2027, per una durata in giorni di 365. Il titolo ha spuntato un prezzo di aggiudicazione a 97,336 per un effettivo a scadenza del 2,669%, il 2,198% netto secondo i calcoli Assiom Forex. Si tratta di uno dei livelli più alti di periodo per lo zero coupon 12M, che nell’autunno 2023 ha sfiorato il 4%.

Quasi il 9% lordo totale sul BTP a 3 anni

Il giorno dopo, mercoledì 13, è stata la volta delle aste dei titoli a medio-lungo termine. Seguendo un principio di durata residua crescente, partiamo dal BTP con matricola IT0005689960 in scadenza il 15 marzo 2029 (61 giorni di dietimi). Il titolo è nato lo scorso 15 gennaio e all’asta del 13/05 il Tesoro ha assegnato la 9° (3 mld di €) e 10° (0,6 mld di €) tranche, con un rapporto di copertura dell’1,53.

L’obbligazione parte da un tasso nominale del 2,40%. Tuttavia, mercoledì ha spuntato un prezzo di aggiudicazione a 98,50 per cui l’effettivo a scadenza è salito al 2,98%. In termini totali da qui a scadenza, si tratta di un quasi 7,5% netto (di sola trattenuta d’imposta). In termini monetari, invece, un guadagno di 74 € a titolo (taglio nominale minimo di sottoscrizione: 1.000 €) in 2,82 anni residui.

Cedola e rendimento forte sull’obbligazione settennale

Il BTP dalla durata intermedia riguardava il settennale emesso un mesetto fa, il 15 aprile, con matricola ISIN IT0005704868. Sul bond ci sono quindi 30 giorni di dietimi da calcolare, mentre verrà rimborsato il 15/06/’33, tra 7,07 anni residui. Qui lo Stato ne ha collocati altri 3,25 mld di € nell’asta standard, e altri 0,65 il giorno dopo.
La cedola annua è del 3,30%, ovviamente pagata su base semestrale (1,65% lordo ogni 6 mesi). Tuttavia, al pari del BTP precedente e di quello che seguirà, ha esitato un prezzo sotto cento, a 98,63 per la precisione. Ne è derivato un ritorno a scadenza del 3,55% annuo lordo, più o meno un 25% lordo totale da qui al suo termine naturale.

Si tratta di valori a ridosso dei minimi finora avuti, a 97,88, a testimoniare il momento di forte tensione sul comparto obbligazionario sovrano mondiale. Il massimo, invece, è stato a 100,35. Data la duration modificata a 6,12 e il fatto che il BTP è nato da poco, non sono da escludere possibili, nuovi minimi se le tensioni non dovessero rientrare ma destinate ad acuirsi nelle settimane o mesi a venire. Poi passati i primi anni la durata e la duration scemeranno, e quindi anche le possibili oscillazioni dei corsi, sempre salvo default emittente. Il discorso vale anche al contrario, ossia dei potenziali rialzi sopra la parità se gli yield di mercato si sgonfieranno.

Rendimenti ricchi fino al 4,04% alle aste dei titoli di Stato emessi a tassi fissi e costanti

Chiudiamo con il BTP TF 2,95% St38 con ISIN IT0005321325, un ventennale in origine emesso il 1° settembre 2017 e in scadenza alla stessa data del 2038. È un investimento lungo (12,3 anni residui) che espone in primis al rischio di mercato, cioè di una certa volatilità dei corsi sul MOT. La duration modificata è a 9,79 (dati: Borsa Italiana), con i valori min-max ’26 a 87,47 e a 94,75 e quelli storici a 77-78 nell’ottobre ’23 e a ridosso di 129 ad agosto ’21.
In teoria, un buon prodotto per chi fa trading in titoli di Stato, anche perché gode di elevata liquidità sia in termini di contratti che di denaro movimentato. Il prezzo esitato mercoledì al termine dell’asta (11° e 12° tranche) è stato a 89,89 per un effettivo a scadenza del 4,04% annuo lordo. In soldoni, un 46,25% di rendimento netto totale tra futuro flusso cedolare e recupero della parità a scadenza.

Se l’inflazione media dei prossimi 12 anni dovesse restare tra il 2 e il 3%, il bond preserverebbe il capitale reale a termine e si ripagherebbe da tutte le tasse e spese. Tuttavia, data l’elevata durata residua si tratta di calcoli alquanto approssimativi. Le uniche certezze odierne sono l’elevata duration e il buon ritorno a scadenza: è attorno ad essi che si gioca la partita del bond.