Rendimenti BTP su del 10%. Cosa succede ora al prezzo dei titoli in portafoglio

Claudia Cervi

06/03/2026

Ecco quanto può guadagnare (o perdere) chi ha investito 10.000 euro. Rendimento vicino al 30% in 10 anni e oltre il 10% se i tassi scendono.

Rendimenti BTP su del 10%. Cosa succede ora al prezzo dei titoli in portafoglio

Il rendimento del BTP a 10 anni è salito dal 3,27% al 3,60% in pochi giorni. Un aumento di oltre il 10% che nel mercato obbligazionario pesa molto più di quanto sembri. Perché quando i rendimenti si muovono così velocemente succede sempre qualcosa anche ai titoli già in portafoglio.

Molti risparmiatori lo stanno vedendo proprio ora sul conto titoli. Il prezzo di alcuni BTP è sceso velocemente dopo un progressivo rialzo nel mese di febbraio. Sta partendo un nuovo trend oppure è semplicemente un aggiustamento? C’è però un passaggio che spesso crea confusione tra gli investitori: il prezzo di un BTP può scendere anche quando l’investimento sta andando bene.

Nel mercato dei titoli di Stato prezzo e rendimento si muovono infatti in direzioni opposte. Quando i rendimenti salgono, il valore dei bond già emessi tende a scendere. Ma questo non significa automaticamente che il rendimento dell’investimento stia peggiorando. Nel frattempo il mercato obbligazionario si muove molto più velocemente di quanto sembri. I grandi fondi stanno già ricalibrando le posizioni sui titoli di Stato europei, mentre molti risparmiatori guardano soltanto la variazione di prezzo sul conto titoli.

Ma allora se i rendimenti dei BTP stanno salendo così rapidamente, cosa succede davvero al prezzo dei titoli che hai già in portafoglio? E quanto può cambiare il loro valore nei prossimi mesi?

Perché il prezzo dei BTP in portafoglio può scendere quando salgono i rendimenti

Tra fine febbraio e le prime settimane di marzo molti risparmiatori hanno visto qualcosa di insolito sul conto titoli. Il prezzo di alcuni BTP è sceso nel giro di pochi giorni dopo settimane di rialzi. In realtà dietro questo movimento c’è una dinamica abbastanza chiara. Il rendimento del BTP decennale è passato da circa 3,27% a oltre 3,60%, un aumento di oltre il 10% che nel mercato obbligazionario è sufficiente per cambiare rapidamente il valore dei titoli già in circolazione.

Grafico rendimento decennale italiano Grafico rendimento decennale italiano Fonte Tradingview

A spingere i rendimenti verso l’alto è stato soprattutto il ritorno di tensioni sullo scenario geopolitico internazionale, con l’escalation della guerra che ha riacceso l’incertezza sui mercati finanziari. Quando il rischio percepito aumenta, gli investitori chiedono rendimenti più alti per comprare titoli di Stato a lunga scadenza. Il risultato è immediato. I rendimenti salgono e i prezzi dei bond già emessi si adeguano.

Un esempio concreto aiuta a capire meglio cosa significa. Un BTP con cedola lorda del 3,6%, acquistato a inizio dicembre a circa 100,60, era arrivato a 103,12 alla fine di febbraio. Con il rialzo dei rendimenti il prezzo è poi tornato intorno a 100,58, cancellando in poche sedute l’intero guadagno accumulato.

È il normale funzionamento del mercato obbligazionario. Quando i rendimenti salgono, i titoli già in circolazione devono diventare più convenienti per restare competitivi. E l’unico modo per farlo è scendere di prezzo. In particolare nei BTP con una duration vicina ai 10 anni, dove anche piccoli movimenti dei tassi possono tradursi rapidamente in oscillazioni di alcuni punti percentuali.

E questo movimento sta già cambiando il prezzo dei BTP nei portafogli degli italiani.

BTP con cedola 3,6%, quanto può salire il prezzo se scendono i rendimenti

Per capire cosa succede ai BTP in portafoglio quando cambiano i rendimenti torniamo all’esempio precedente.

Chi decidesse di tenere fino alla scadenza nel 2035 il BTP con cedola lorda del 3,6%, acquistato a inizio dicembre a 100,60 con un investimento da 10.000 euro continuerebbe a incassare le cedole annuali e riceverebbe il rimborso finale a 100. Al netto della tassazione, la cedola equivale a circa 315 euro all’anno, poco più di 3.100 euro complessivi nell’arco di dieci anni. Considerando il prezzo di acquisto leggermente sopra la pari, il rendimento netto complessivo dell’operazione resta vicino al 30% sull’intera durata.

Il quadro però cambia se i rendimenti di mercato dovessero muoversi di nuovo prima della scadenza. Con una duration di circa 9,57, un ritorno del rendimento del BTP decennale dall’attuale area 3,55% verso il 3% potrebbe spingere il prezzo del titolo verso 104-105, portando il valore dell’investimento vicino ai 10.500 euro. Con rendimenti intorno al 2,9% il prezzo potrebbe salire verso 106, mentre un calo più marcato fino a 2,3% (livelli simili a quelli visti prima del ciclo di rialzi della BCE) potrebbe teoricamente portare il titolo anche oltre 110.

In uno scenario di questo tipo la plusvalenza su un investimento da 10.000 euro potrebbe superare 1.000 euro, a cui si aggiungerebbero le cedole già incassate. Ed è proprio questo il punto che molti investitori stanno osservando con attenzione. Se i rendimenti dovessero scendere in modo significativo, vendere il BTP prima della scadenza potrebbe permettere di incassare in anticipo una parte importante del rendimento atteso. Nei titoli di Stato, in alcune fasi del ciclo dei tassi, il vero guadagno non arriva solo dalle cedole ma anche dal momento in cui si decide di uscire dal mercato.

Lo scenario opposto è quello di un nuovo aumento dei rendimenti. Se il decennale italiano dovesse salire verso il 4%, i BTP a lunga scadenza potrebbero subire un’altra correzione di prezzo. Con una duration vicina ai 10 anni il titolo potrebbe scendere temporaneamente sotto 97, portando un investimento da 10.000 euro a oscillare intorno ai 9.600 euro prima che le cedole nel tempo compensino il movimento.

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